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Esteri
Putin e Kim Jong-un, prove d'alleanza. L'asse nucleare che inquieta il mondo

Corea del Nord e Russia, inquietante asse nucleare

La Russia approva i ripetuti lanci missilistici e test balistici della Corea del Nord, Kim Jong-un scrive una lettera a Vladimir Putin in cui si dice solidale "contro le minacce poste dalle forze ostili". Cresce l'allineamento tra Russia e Corea del Nord, in una contingenza particolarmente pericolosa. Non solo per la guerra in Ucraina ma anche in Asia-Pacifico tra insediamento del nuovo presidente della Corea del Sud, conservatore e considerato un falco sui rapporti intercoreani, e prossima visita di Joe Biden tra Seul e Tokyo in vista del summit del Quad.

Si tratta di un asse nucleare che inquieta non poco. Dopo il lancio del missile balistico di pochi giorni fa, il direttore del dipartimento delle organizzazioni internazionali del ministero degli Esteri russo, Petr Ilyichev, ha dichiarato che l'Occidente dovrebbe "andare incontro" a Pyongyang. "Noi e la Cina abbiamo chiaramente affermato che il tempo della pressione con sanzioni è passato", ha aggiunto Ilychev.

Pochi giorni e arriva la risposta d'amorosi sensi in grande stile, con il leader supremo nordcoreano che ha inviato un messaggio di congratulazioni al presidente russo, esprimendo la sua "ferma solidarietà" alla Russia contro le "forze ostili". Inviato in occasione dell'anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale, il messaggio è stato diffuso in seguito dall'agenzia nordcoreana Kcna, rilanciata dalla sudcoreana Yonhap. 

Kim si è congratulato con Putin per l'anniversario e ha espresso "ferma solidarietà alla causa del popolo russo per sradicare le minacce e i ricatti politici e militari da parte di forze ostili e salvaguardare la dignità, la pace e la sicurezza del paese". Il messaggio ha anche "espresso il convincimento che i rapporti tradizionali e strategici fra i due paesi si svilupperanno costantemente in conformità con quanto richiesto dai tempi".

Perché Putin e Kim Jong-un si avvicinano ora

Non è la prima volta che Pyongyang sottolinea gli stretti rapporti con Mosca dopo l'invasione russa dell'Ucraina. In febbraio, il ministero degli Esteri di Pyongyang aveva attribuito la crisi alla "politica egemonica" degli Stati Uniti. Ma ora certo il timore che le tensioni possano ulteriormente allargarsi aumenta. Anche perché nei giorni scorsi la Corea del Sud è diventato il primo paese asiatico a entrare nella struttura della Nato dedicata alla cybersecurity e con sede a Tallinn, in Estonia.

Non si tratta di una mossa improvvisa. Il governo coreano aveva presentato la sua domanda di adesione nel 2019 e partecipa con i suoi servizi di intelligence a esercitazioni di sicurezza informatica dal 2020. Ma è inevitabile che il tempismo dell'annuncio generi polemiche e tensioni aggiuntive. Il più minaccioso, come spesso gli è accaduto, è stato Hu Xijin. "Se la Corea del Sud sceglierà una strada che la farà diventare ostile nei confronti dei suoi vicini, la fine di questa strada potrebbe essere l'Ucraina", ha scritto su Twitter l'ex direttore del Global Times. Il media nordcoreano Uriminzokkiri ha invece definito Yoon Suk-yeol un "lacché americano" e una "pazzia" la sua dichiarata intenzione di rafforzare l'alleanza con gli Stati Uniti.

Forse proprio per questo, al suo insediamento il neo presidente sudcoreano ha parzialmente rivisto i toni che aveva usato invece durissimi durante la campagna elettorale. Il presidente ha posto l’accento sui valori della “libertà” e della “pace sostenibile”, e si è detto pronto al dialogo con la Corea del Nord, nonostante i recenti test balistici effettuati da Pyongyang: “Sebbene i programmi nucleare e balistico della Corea del Nord costituiscano una minaccia non solo per noi, ma anche per l’Asia Nord-orientale nel suo complesso, la porta del dialogo resta aperta, nella speranza di risolvere questa minaccia pacificamente”.

Yoon ha aggiunto che “se la Corea del Nord intraprenderà sinceramente un percorso di completa denuclearizzazione, siamo pronti a lavorare con la comunità internazionale per presentare un piano audace che rafforzi enormemente l’economia della Corea del Nord e migliori la qualità della vita del suo popolo”. I toni sono ben diversi da quelli impiegati nei mesi che hanno preceduto la vittoria elettorale, quando il presidente in pectore si era scagliato contro Moon Jae-in per il suo approccio troppo conciliante.

Ma molti analisti ritengono che Kim stia preparando addirittura un test atomico. Nelle scorse settimane diverse immagini satellitari hanno mostrato che il sito di Punggye-ri, sede dei collaudi nucleari che avevano fatto temere un conflitto nel 2017, è stato ripristinato. Sapere che Pyongyang ha anche la benedizione di Mosca non aiuta certo a rasserenare gli animi.

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