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Beppe Scienza: “I contanti convengono, eliminarli significa uscire dall’euro”

 

I contanti favoriscono i pagamenti in nero e quindi l’evasione fiscale, non convengono e sono poco sicuri anche dal punto di vista igienico, visto che il passaggio di mano in mano delle banconote aumenta il rischio di diffusione di virus, come il Covid: oppure no?

Nel suo nuovo libro, Viva i contanti, in libreria con Ponte alle Grazie, Beppe Scienza vuole sfatare i più noti miti utilizzati dalla war on cash, la lotta al contante, con esempi concreti e spiegazioni chiare, alla portata di tutti, per contrastare la “falsa informazione delle banche, che attaccano i contanti solo per guadagnarci”.

Affaritaliani.it l’ha intervistato per capirci di più.

Il libro è scritto con un tono molto diretto, vengono citati numerosi articoli da diverse testate giornalistiche, comunicati stampa di banche e agenzie internazionali, dichiarazioni di diversi uomini delle istituzioni, eppure riesce a essere chiaro e comprensibile. A chi vuole rivolgersi?

È un libro di denuncia che si rivolge alla gente comune, ai consumatori, ai risparmiatori, alle persone oneste ma purtroppo ingannate dalle frottole che raccontano i giornalisti amici delle banche. Non è un caso che il titolo che avevo pensato all’inizio della stesura del libro, già nel 2011, era I soldi nel materasso.

E quali sarebbero queste frottole?

La prima è che i pagamenti in contanti facilitano l’evasione fiscale e che per combatterla bisogna aumentare i pagamenti elettronici: questo è falso. O si proibisce del tutto il contante, che vuol dire però uscire dall’euro perché ci sono paesi come la Germania che hanno un culto quasi sacrale delle banconote e non ne accetterebbero mai la fine, oppure si ammette che un incremento dei pagamenti elettronici lascia invariate le cose: chi vuole evadere evade, ma in compenso si scaricano i costi su commercianti, artigiani e professionisti. La seconda frottola è che il contante sia costoso, ma in realtà pagare in contanti non costa niente. Certo, le banche sopportano qualche costo per i contanti, ma questo è strutturale, per una banca. Anche lo stabilimento balneare deve pagare i bagnini, ma allora cosa facciamo, proibiamo a tutti di entrare in acqua per risparmiare? L’emissione di banconote e monete in sé costa ai cittadini italiani meno di 2 euro l’anno a testa. Sono i pagamenti elettronici che costano molto, sottraendo ai commercianti una percentuale dallo 0,75 al 3,5%, che indirettamente viene poi scaricata sui consumatori.

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