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Libri & Editori
Donatella Di Pietrantonio torna in libreria con “L’età fragile”

Un romanzo psicologico e drammatico che prende spunto da un caso di cronaca nera avvenuto sulla Maiella. Storia e finzione si fondono ne L’età fragile, l’atteso nuovo libro edito da Einaudi a firma di un’autrice tra le più amate dagli italiani.

Torna in libreria sempre edita da Einaudi Donatella Di Pietrantonio, una delle scrittrici contemporanee più apprezzate dai lettori e dalla critica di settore, che l’ha insignita di numerosi premi importanti, arrivando anche in finale al Premio Strega 2021 con Borgo Sud, il seguito del celebre L’arminuta. Il suo Abruzzo, in cui vive e lavora, è come sempre l’ambientazione scelta per raccontare una storia che questa volta riguarda il complicato rapporto tra genitori e figli, ma al contempo anche un femminicidio efferato. Andiamo con ordine.

Lucia è la protagonista di questo romanzo breve che si legge tutto d’un fiato, specialmente perché gli episodi noir coinvolgono sempre più il lettore, pagina dopo pagina. La sua vita non è esattamente ciò che sognava: un modesto lavoro come fisioterapista poco lontana dal paesino di origine, un padre rude come la montagna che abita con cui è difficile dialogare, un matrimonio fallito e una figlia all’improvviso lontana, incomprensibile, chiusa in sé stessa. Amanda è partita per fare l’università a Milano qualche anno prima piena di entusiasmo e aspettative, ma un’aggressione di cui Lucia ha saputo troppo poco l’ha segnata nel profondo, riportandole indietro una figlia sconosciuta. La madre sa di essere stata assente nel momento del bisogno e non si perdona per questo, eppure i suoi tentativi di avvicinarsi alla persona che più ama al mondo sono maldestri, a senso unico, in quanto non riesce a sintonizzarsi con lei nella comunicazione. D’altra parte, lo stesso era accaduto con i suoi genitori, in tre generazioni a confronto che fanno riferimento ciascuno a un sistema valoriale diverso. Tuttavia, a poco a poco sarà proprio quella montagna fonte di amore e odio che riuscirà a riavvicinarli, spianando un terreno di dialogo comune.

Parallelamente alle relazioni complicate tra Lucia e la figlia Amanda, il padre, il marito, i clienti, nonché la comunità abruzzese, la Di Pietrantonio compie dei flashback nel passato per raccontare i giorni convulsi di un omicidio avvenuto proprio al Dente del Lupo, la terra ora ereditata da Lucia. Un tempo lì c’era un campeggio vivace, dove lei stessa passava le serate insieme all’inseparabile amica Doralice. Tutto si incrinò il giorno in cui due ragazze di Modena vennero uccise – una delle due anche stuprata – da un pastore della zona, un giovanotto venuto da chissà dove e disabituato alla civiltà. Delle tre, solo Doralice riuscì a scappare, a salvarsi nonostante la pallottola ricevuta, a denunciare Vasile e a ottenere giustizia, ma non servì a restituirle la fiducia e la spensieratezza di prima. Da allora Doralice non fu più la stessa, si trasferì nel lontano Canada per dimenticare e Lucia non fu in grado di starle accanto, né dopo il fatto né durante il processo. Esiste quindi un ovvio parallelo tra il trauma vissuto dalla giovane Doralice e l’aggressione subita da Amanda: per entrambe la vita si è mostrata crudele troppo presto e ricominciare a vivere, a sorridere, a fare progetti non è affatto facile.

L'età fragile
 

La storia è raccontata in prima persona dal punto di vista di Lucia, perché in fondo è lei quella che non ha capito quando era necessario fare qualcosa e quando prendere posizione, anche scomoda. Ha lasciato svanire nel silenzio la sua amicizia con Doralice, non è saltata su un treno per raggiungere la figlia a Milano dopo che era stata scippata e strattonata, non si è mai allontanata dalla sua cittadina, nemmeno per condividere la promettente carriera del marito a Torino. Ferma nella sua immobilità, ha permesso che le persone attorno a lei si allontanassero, o che le cose andassero in rovina, come il campeggio di Osvaldo costruito sul suo terreno. Ma ora è il momento della resa dei conti: ricordare, ammettere, dire a sé stessi la verità e poi perdonarsi. Solo dopo aver fatto questo percorso Lucia sarà in grado di ricostruire un rinnovato rapporto con chi le è più caro e di difendere la terra che le appartiene.

Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire.

Un romanzo attuale per le tematiche che tratta, a cominciare dal femminicidio, la violenza sulle donne, la paura del futuro che caratterizza le giovani generazione e quel sentimento sempre più diffuso di tornare alle origini, al valore della natura e di ciò che essa può donare. L'audiolibro è già disponibile su Audible letto da Elena Lietti. 

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