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MediaTech
Apple oltre l'iPhone, Goldman Sachs: “Abbonamento in stile Amazon”

Apple cerca e Goldman Sachs (forse) trova. Se la Mela si sta da tempo guardando intorno per individuare una fonte cha alleggerisca il peso degli iPhone sul bilancio, la banca d'affari suggerisce una soluzione: un abbonamento in stile Amazon Prime.

“Riteniamo – si legge in un report firmato da Simona Jankowski e dal suo tema - che Apple dovrebbe lanciare un abbonamento per rafforzare la fedeltà all'iPhone e spingere sui contenuti”. A che prezzo? Intorno ai 50 dollari al mese, che includerebbe il pagamento a rate dello smartphone, i contenuti di Apple Tv, Apple Music e un accesso speciale alla libreria iTunes.

La proposta si pone all'incrocio delle diverse esigenze di Apple. Da una parte promuoverebbe la vendita degli iPhone. Nonostante le buone performance, anche i melafonini risento di un mercato più concorrenziale e saturo, almeno in occidente e nel settore più alto di gamma. In Cina stanno emergendo i nuovi draghi, da Huawei a Xiaomi. E fidelizzare i clienti diventa ancora più importante. L'abbonamento, poi, consentirebbe di far uscire Apple dai binari della vendita al dettaglio tradizionale, sottraendosi (in parte) alla guerra con i concorrenti.

Allo stesso tempo, l'abbonamento rinforzerebbe i servizi Apple. Il bilancio di Cupertino, infatti, è ancora troppo dipendente dal successo di un solo prodotto: l'iPhone. Il caso di Samsung ha insegnato, tra le altre cose, che diversificare è fondamentale. La casa coreana ha subito un colpo che avrebbe fatto stramazzare chiunque. La botta è arrivata, forte. Ma Samsung ha retto meglio di altri grazie alla divisione demiconduttori. Ecco perché la Mela cerca nuovi mercati. E se quello dell'automotive sembra incontrare qualche difficoltà, spingere contenuti a pagamento potrebbe essere una buona soluzione.

I punti interrogativi, però, non mancano. E non sono sfuggiti a Goldman Sachs. Anche il mercato dello streaming è sempre più affollato. Dopo Netflix, anche Amazon ha iniziato a investire in modo consistente. Se vuole che la soluzione abbia successo, Tim Cook dovrà aprire il portafogli. Serve ampliare la propria offerta attraverso partnership con i grandi network, sportivi in particolare (i report indica ad esempio Espn). E occorre creare contenuti originali. La prima serie tv è già in programma, con un pezzo da novanta a fare da produttore esecutivo (Ben Silverman, l'uomo dietro al successo di serie come The Office, Ugly Betty e Marco Polo).

L'idea di Goldman Sachs offre anche un altro spunto. Da Apple ad Amazon, le grandi tech company vogliono essere anche media company e tanto altro ancora. Si va verso l'offerta di pacchetti di servizi sempre più ampi. Basti guardare a Jeff Bezos, che ha incluso in Prime anche la possibilità di ritirare cibo nei nuovi punti vendita Amazon. Chissà chi sarà il prossimo.

 

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