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Fabio Fazio ricomincia a fare la lagna. Warner Bros pensa in grande
Fabio Fazio

Fabio Fazio torna a fare la lagna

Fabio Fazio, Luciana Littizzetto più Filippa Lagerback, paghi due e prendi tre, si sono trasferiti armi e bagagli al gruppo Warner Bros. Discovery che con la rete ammiraglia “Nove” nel primo semestre ha fatto uno share dell’1,8%, con un prime time del 2,1%. La minestra di Fazio è sempre quella e cioè il solito “Che tempo che fa”, il talk show finto buonista animato invece da cattivismo criptico, con cui Fazio ammorba gli italiani da epoche immemorabili.

E se la furbastra Littizzetto sta zitta da un po’ di tempo perché se no dovrebbe spiegare come mai se ne è andata a Mediaset dopo aver sparlato di Berlusconi per anni, Fazio è ancora garrulo e c’ha molta voglia di parlare al Corriere della Sera (chi non l’avrebbe questa voglia con le milionate che gli sono piovute addosso made in Usa?): «Non ho mai detto che mi hanno cacciato o che c’è stata una epurazione, diciamo però che se con un contratto in scadenza nulla accade uno pensa di continuare altrove. Non voglio essere protetto da nessuno. Detesto il martirologio. Io non voglio essere difeso dalla politica, ma solo dai miei risultati. Se nella mia vita fossi stato difeso dalla politica sarei ancora su Rai1”. La frase più iconica è l’ultima e cioè che se fosse stato difeso dalla politica sarebbe ancora su Rai1. Peccato che dalla politica è stato difesissimo solo che almeno qualcosa ha dovuto concedere al tempo che avanza implacabile e così si è trasferito nella cittadella più protetta della sinistra, nel feudo più sicuro e cioè Rai3, a riprova appunto che dalla politica è stato più che protetto. Poi il conduttore non dice che lui e la sodale vanno a prendere un cachet molto superiore a quello della Rai, che c’ha il limite di 250.000 euro l’anno.

Fazio successivamente vira sul martirologio ad orologeria e dichiara spavaldo più che mai: “non sentirete mai una parola contro la Rai, perché fa parte della mia vita». Rai for ever dunque, un po’ per finto buonismo un po’ perché poi, appena possibile, ci tornerà quando e se la sinistra tornerà al potere. E “ci credo” -verrebbe da dire- con tutti i soldi che hai acchiappato vorremo pure vedere che protesti.

Infine passa all’adulazione coatta del nuovo padrone e cioè “Nove” e alla domanda se si senta più libero rispetto alla Rai prontamente risponde: «Sì assolutamente, qui c’è un’aria di leggerezza. Tornare a fare il nostro mestiere parlando delle cose che facciamo è qualcosa che ho cercato di fare sempre nella mia vita, ma non è che prima non fossi libero, io sono sempre stato libero e infatti eccomi qua. Ero stanco di dover lottare sempre, di dovermi difendere da chiunque».

E noi che non avevamo capito di avere davanti un Fazio Rambo armato di mitragliatore al fulmicotone che dalle finestre Rai si difendeva contro il globo terracqueo, diciamo così.

Warner Bros Discovery lancia la sua sfida tv: da Crozza a Travaglio e Scanzi. Torna lo 'sfiatato' Corsi

In ogni caso il gruppo americano sta ponendosi in aperta competizione con Mediaset, Rai, La7 e così per altre tre anni si è assicurato Maurizio Crozza che con “Fratelli di Crozza” va alla grande e fa una satira di alta qualità.

Ottima la scelta anche di Nino Frassica che è sempre una garanzia di comicità intelligente mentre non si capisce la conferma di un autore sfiatato e ormai démodé come Gabriele Corsi che non ha nulla di nuovo da offrire al pubblico. Restano Andrea Scanzi e Marco Travaglio mentre continua l’ottimo programma di interviste di Peter Gomez, “La confessione”.

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