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MediaTech
Mercato mobile, Max Willinger (Hic Mobile): "Il futuro dell'adv è sul mobile"


Incontriamo Max Willinger, co-founder di Hic Mobile, una delle realtà più interessanti per quanto riguarda le start up sul mobile nel panorama non solo italiano, a margine del tradizionale appuntamento annuale organizzato dall'Osservatorio del Politecnico di Milano sul mercato del mobile, che rileva, dati scientifici alla mano, la sempre più grande importanza dei mobile device nella vita di ognuno di noi. Un solo dato può aiutare a capire quale peso abbiano assunto ormai gli smartphone nella quotidianità: il 67% delle persone guarda il proprio smartphone nei primi 5 minuti della giornata e per il  59% è l'ultima cosa da controllare prima di dormire. Oggi in Italia ci sono oltre 35 milioni di smartphone sul totale di 45 milioni di device mobile, percentuale più che raddoppiata negli ultimi 4 anni, con applicazioni sempre più tecnologiche, tali ormai da renderlo un vero e proprio sostituto del pc per oltre il 40% degli utenti. Ecco perché società come Hic Mobile, che fanno proprio del mezzo mobile il loro core business, hanno
sicuramente un futuro radioso davanti a loro.
"Hic Mobile è nata nel 2013, poco dopo aver lasciato Neomobile, società attiva nel settore VAS ", ci spiega Willinger, esperienza in Publitalia e poi tanto mobile e digital nel suo curriculum. "Già allora che il mercato del mobile era davvero piccolo, avevamo intuito le potenzialità enormi di questo device e abbiamo avuto l'idea di costruire qualcosa di nuovo per la pubblicità mirata su questo mezzo".
Il mobile advertising rappresenta ormai una fetta interessante della pubblicità totale: nel 2017 l'investimento è stato stimato in 1079 milioni di euro, con un 49% di crescita sul 2016, rappresentando ormai oltre il 40% della pubblicità online.
Ma nel 2012 i numeri non erano certo paragonabili a questi, anzi, come spiega Willinger, che col suo socio Enrico Majer ha fondato Hic Mobile, la fetta di mercato era davvero infinitesimale. Ma i due lavorando nel settore hanno capito che il mercato aveva un grande potenziale e hanno deciso di creare una società che basasse il suo modo di fare adv sulla geo-localizzazione estrema degli apparecchi mobili, per poter indirizzare la campagna di una determinata azienda verso un target ben definito, attraverso la estrema profilazione e il targeting del soggetto proprio tramite la geo-localizzazione dei device.
"Abbiamo accesso a 8 milioni di luoghi mappati e da questi possiamo capire
quale device (per una questione di privacy ovviamente il potenziale cliente rimane
chiaramente anonimo) passa per quei luoghi e il tempo di permanenza: in questo modo riusciamo a conoscere in maniera piuttosto precisa il suo stile di vita e a intercettare le sue propensioni di acquisto", continua Willinger. "Sin dagli esordi abbiamo creduto nella specializzazione e siamo stati così tra i pochi ad aver maturato un'esperienza specifica e a largo raggio sul mobile, divenuto nel frattempo il device più strategico del mercato". I risultati sono lì a dimostrare la bontà della scommessa, considerando che nel 2017 il tasso di crescita è stato in linea con gli obiettivi, con un team di quasi 20 persone con sede a Milano e con supporto commerciale a Padova, Torino e Roma , e presto, entro la fine dell'anno, se ne aprirà un'altra all'estero, nel nord Europa, per attaccare un mercato già maturo nel mobile.
La raccolta delle informazioni sul target delle campagne è l'altro aspetto centrale nella strategia di Hic Mobile. "Lavoriamo con una quarantina di provider di dati di terze parti, le cosiddette DMP, perché è nostra convinzione che un unico partner non sia sufficiente per realizzare campagne realmente efficaci.
Per nostri clienti siamo dunque in grado di scegliere le soluzioni più adatte ai loro obiettivi di comunicazione".
Per fare un esempio, se dovessimo realizzare una campagna per
un negozio che vende capsule di caffè, potremmo raggiungere tutte le persone che in un determinato periodo di tempo si sono recate in negozi di caffè o rivendite di capsule. Oppure se dovessimo raggiungere le persone interessate all'offerta di una palestra andremmo a promuovere la campagna sulle persone che sono state in una palestra o in un negozio di articoli sportivi. Grazie a questo servizio, il budget è contenuto e modulare.
Hic Mobile ha di recente lanciato un progetto molto innovativo di proximity marketing: Ad.Move.com, una piattaforma user-friendly pensata in particolare per gli esercizi commerciali, che grazie ad un preciso algoritmo individua la formula di campagna di mobile advertising più efficace per portare traffico ad un
determinato negozio tramite ads su Display Mobile,  Google Adwords e
Facebook.
Al cliente sono proposte diverse alternative di investimento, dai 100 ai 1.000 euro per campagna, a seconda dell'area e dell'intensità di transito e dei tutti gli altri
fattori di analisi considerati. Il risultato è garantito e misurabile al contrario di altri
mezzi tradizionali ben più cari", sottolinea orgoglioso Willinger.
Non serve un grafico o il lavoro creativo di un'agenzia: il lay-out della campagna viene creato automaticamente dalla piattaforma, attingendo tra migliaia di supporti grafici. Una volta avviata l'adv o la promozione, il dettagliante potrà valutarne l'efficacia attraverso l'apposita sezione del sito che ne misura e monitora l'andamento in real-time.
"Hic Mobile ha oltretutto di recente ampliato il suo network", spiega Willinger,
"divenendo uno dei rivenditori della pubblicità su Snapchat, una piattaforma perfetta per chi vuole comunicare ad un target nativo digitale al di sotto dei 25 anni, un pubblico molto fedele, che utilizza l'app circa 25 minuti al giorno con una media di 18 sessioni quotidiane". Oltre alle classiche opzioni di pianificazione, Hic Mobile è in grado di segmentare il target anche in base alla audience e al filtro della geo-localizzazione, ovvero selezionando specifiche aree dove debbano essere visualizzate le creatività.
Le ambizioni di Hic Mobile sono alte tenendo presente che il mercato è ancora in
fortissimo sviluppo e con margini di crescita esponenziale. Secondo una recente intervista a Bezos, infatti, per ogni euro speso online ce ne sono ben 39 ancora spesi offline, malgrado la diffusione raggiunta da piattaforme di e-commerce come Amazon o eBay.

vcaccioppoli@gmail.com

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adv mobile
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