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Medicina
Il freddo è nemico degli occhi, cosa fare per proteggerli?

Quando c’è freddo la reazione istintiva è coprirsi indossando capi pesanti e caldi, sciarpe e cappelli. Spesso però ci si dimentica che, come il resto del corpo, anche gli occhi possono “avere freddo”. Non è raro, quando le temperature sono molto rigide, avvertire la sensazione di vedere male o appannato: gli sbalzi termici e l’aria fredda sono, infatti, nemici del benessere degli occhi e possono causare problemi.

«Il fastidio più comune è l’eccessiva lacrimazione, la cui produzione è una reazione dell’occhio per proteggersi» spiega il dottor Claudio Savaresi, Primario Unità Operativa Oftalmologia Policlinico San Marco - Zingonia (BG); Direttore C. B. V. Palazzo della Salute Istituto Clinico Sant’Ambrogio – Milano; Responsabile Scientifico VISTASystem Ophthalmology Research Center –Milano «il vento e le basse temperature possono generare dei veri e propri insulti a cui l’occhio fa fronte producendo una quantità maggiore di liquido lacrimale. Il film idrolipidico ha una funzione protettiva, come una sorta di pellicola, del bulbo oculare ed è del tutto naturale ma in alcuni casi la produzione di esso, come nel caso di una risposta ad insulto atmosferico, può risultare eccessiva (iperlacrimazione)»

Il freddo può favorire anche l’insorgere di alcune infiammazioni o addirittura infezioni come la congiuntivite: la membrana sottile che ricopre il bulbo oculare, la congiuntiva, è infatti molto esposta agli agenti esterni per via della sua posizione. La secchezza dell’occhio e l’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale, causata da sbalzi di temperatura, può fare venire meno la protezione dagli agenti esterni. La parte lipidica addetta a proteggere l’occhio evapora aumentando la possibilità che agenti patogeni si insinuino e causino infezioni. «Non bisogna dimenticare, infatti, che patologie come la congiuntivite sono causate per la maggior parte da virus e batteri e che, in questo, il freddo rappresenta una causa indiretta dell’infezione» precisa il Professore.

Un ulteriore elemento “indiretto” all’insorgere della congiuntivite dipende dall’utilizzo della mascherina, infatti il mancato ricambio dei dispositivi di protezione di naso e bocca e la continua disinfezione con alcol possono essere dannosi. L’evaporazione alcolica del disinfettante può generare stati irritativi a livello congiuntivale che, a lungo andare, si possono tradurre in congiuntivite. Il consiglio è quello di preferire una mascherina nuova alla disinfezione continua della vecchia.

Durante la stagione invernale è facile spostarsi da ambienti caldi a freddi e viceversa. Il passaggio repentino tra diversi livelli di temperatura altera il metabolismo della superficie lacrimare. Basti pensare al cambio di temperatura dall’ambiente dell’auto all’esterno, magari dopo un lungo tragitto con il riscaldamento acceso. «In questa situazione» spiega il Professore «è facile che l’occhio si secchi per via dell’evaporazione delle lacrime, data dalla temperatura alta. Quando si esce velocemente dall’abitacolo con gli occhi “caldi” e asciutti e si entra a contatto con l’aria fredda, privi della naturale protezione, il rischio è il colpo d’aria. Si tratta di un disturbo piuttosto doloroso che si manifesta con episclerite, rossore e vascolarizzazione dell’occhio ed è necessaria, ovviamente, una terapia mirata da parte dello specialista» Esistono, però, alcuni piccoli accorgimenti per prevenire l’insorgenza del fastidio: «il consiglio è abbassare la temperatura dell’auto poco prima di scendere, sbattere le palpebre e muovere gli occhi per riattivare la lacrimazione. Un ulteriore supporto è dato dall’utilizzo di spray oculari a base di liposomi, in grado di creare una barriera protettiva per l’occhio».

Gli insulti alla congiuntiva e la conseguente mancanza di protezione lipidica, così come le variazioni termine particolarmente brusche possono generare danni ai vasi congiuntivali: la frizione della palpebra può causare, infatti, la rottura del capillare e l’emorragia. È sempre bene, in tal caso, recarsi dallo specialista che sarà in grado di fare un’opportuna diagnosi differenziale e scongiurare il pericolo che si tratti di una emorragia interna.

Siamo molto più abituati a indossare “protezioni” oculari durante la stagione estiva, quando sentiamo la necessità di schermare i raggi del sole, ma anche d’inverno dovremmo avere accortezze simili. «Il suggerimento è dotarsi di occhiali esattamente con lenti di intensità molto bassa o fotocromatiche, con l’obiettivo di creare una barriera protettiva per l’occhio. Ovviamente l’escursione termica tra ambienti o, più comunemente, l’utilizzo della mascherina, possono far appannare le lenti, rendendo difficoltosa la visione. La soluzione contro la condensa possono essere le lenti dotate di tecnologia anti-appannamento o, più semplicemente, il trattamento delle lenti con spray specifici» conclude il Professore.

 

 

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