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Allarme 40 gradi. Il futuro? "C'è da aver paura. Clima imprevedibile"

Il livello del fiume Po a marzo/aprile era quello che solitamente vediamo in agosto


36 gradi. 38. 40. 42! Le previsioni a lungo termine per il weekend del 18-19 giugno sull'Italia fanno davvero paura. Stando almeno a quello che arriva dalle varie app dei siti meteo. Se fosse vero, avremmo temperature vicine ai 40 gradi anche al Nord e in particolare in Pianura Padana, ad esempio a Milano. "Andiamoci piano, le previsioni a 7 o 10 giorni non sono attendibili. Impossibile dire oggi quanti gradi ci saranno sabato 18 o domenica 19 giugno", spiega ad Affaritaliani.it il meteorologo Paolo Sottocorona. Che però conferma che la linea di tendenza è quella di "un aumento delle temperature, anche sensibile, sull'Italia a partire dalla metà della prossima settimana e senza particolari situazioni di maltempo o temporali".

Attenzione, però, perché ormai siamo a metà giugno "ed è normale che la temperatura massima sia superiore alla media in quanto le temperature non sono mai esattamente come la media degli ultimi 40 anni, ma possono oscillare fortemente. Se la media in questo periodo a Milano è 26 gradi, si forma più facilmente combinando 20 e 32 e non 25 e 27", sottolinea. Quindi attenzione, non allarme, per quello che potrebbe accadere la prossima settimana, a partire in particolare da mercoledì 15. "Tutto può ancora cambiare a 8-10 giorni, ma la linea di tendenza è per un forte aumento del caldo senza precipitazioni".

Il tutto si innesca in una situazione, praticamente in tutto il Paese, già particolare grave dal punto di vista idrogeologico. Solo per fare un esempio il livello del fiume Po a marzo/aprile era quello che solitamente vediamo in agosto. Una mancanza di precipitazioni che sta danneggiando fortemente il settore agricolo, dal grano al masi, dall'uva al riso, e che rischia perfino di peggiorare. Il tutto senza considerare che molto probabilmente questa estate avremo un'ulteriore arretramento dei ghiacciai sulle Alpi.

La causa è ovviamente il riscaldamento globale, ma - spiega Sottocorona - "se oggi abbiamo la temperatura media del pianeta un grado sopra la media non vuole dire che tutto resta come prima con un grado in più di caldo, vuol dire che tutto diventa irregolare e che gli eventi estremi sono sempre più probabili". Infatti basta andare appena dopo le Alpi, a Ginevra come a Monaco di Baviera, e troviamo temperature autunnali che nemmeno arrivano a 20 gradi. Poi l'allarme per il futuro. "Con un grado di aumento della temperatura globale abbiamo visto gravi effetti sul pianeta, se davvero arrivassimo a 2,5 o 3 gradi in più come alcune stime indicano, allora sì che c'è davvero da aver paura. Tutto diventerebbe imprevedibile e tutto potrebbe accadere", conclude Sottocorona.

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