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Politica
Afghanistan, filocinesi dietro la linea di Conte? Grillini coi regimi anti Usa

"La fuga disonorevole da Kabul restera' una macchia indelebile nei libri di storia sui quali studieranno i nostri posteri". Lo scrive sui social Beppe Grillo. Con il tweet Grillo posta un articolo di Torquato Cardilli che, tra l'altro, scrive: "Quando e' scoccata l'ora X, assai in anticipo rispetto a quanto divulgato, il presidente afgano e' fuggito come un coniglio negli Emirati e l'esercito regolare, visto questo esempio di coraggio, si e' consegnato armi e bagagli ai Talebani. Dal punto di vista italiano bisognerebbe chiedere il rendiconto di questa politica scellerata, assolutamente priva di vantaggi politici, economici, sociali, costata 64 vittime cadute, 700 feriti e 8 miliardi sottratti allo sviluppo del paese a tutta la filiera dei primi ministri da Berlusconi, Prodi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi sempre supportati dai Presidenti Ciampi, Napolitano, Mattarella e resa operativa dalla sequela di ministri degli esteri, veri yes men, da Frattini, Fini, D'Alema, Bonino, Alfano fino a Di Maio".

Il post pubblicato da Grillo che critica Conte e Di Maio

Conte e Di Maio finiscono dunque nel calderone della polemica sollevata da un articolo pubblicato dallo stesso blog di Grillo. Segno anche internamente al M5s qualche discussione sulla politica estera c'è. In particolare sulla richiesta di dialogo coi talebani espressa da Conte. "Nelle varie chat che animano le giornate dei parlamentari anche sotto l’ombrellone qualcuno ha ritirato fuori un vecchio articolo di Alessandro Di Battista (anno 2014), pubblicato anche allora sul blog di Grillo", scrive Repubblica. "Si parlava dell’Isis e della possibilità di intavolare un confronto anche coi terroristi. Un po’ come a dire: ecco, in fondo, da dove arrivava la trovata. La diretta correlazione è azzardata, però in politica estera la linea del M5S è sempre stata fuori dagli schemi classici".

La fascinazione del M5s per i regimi anti Usa

Sempre secondo Repubblica, nella loro storia i grillini hanno sempre subito il fascino dei regimi anti Usa. Il quotidiano cita il filo diretto con la Cina, dai numerosi viaggi degli esponenti M5s alla firma del memorandum of understanding sulla Belt and Road. Poi si citano "i viaggi da Maduro, la presenza al congresso di Russia unita e quella vecchia proposta di Di Battista: dialogare con l’Isis". Ieri, nel frattempo, il ministro degli Esteri Di Maio ha conversato con l'omologo cinese Wang Yi sulla crisi in Afghanistan.

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