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Ballottaggi, Schlein punta al 5-2. Meloni guarda a Catania. In bilico Vicenza
Elezioni comunali spoglio

Elezioni comunali 2023, al via i ballottaggi. Tutte le sfide

Si chiude lunedì la partita delle elezioni amministrative nelle Regioni a statuto ordinario. E si apre il primo round della sfida nei Comuni siciliani che vanno al voto. Nel primo caso, per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, il centrodestra ha eletto quattro sindaci, strappando Latina e confermando la guida di Sondrio, Treviso, e Imperia, al primo turno. Mentre il centrosinistra ha vinto in due capoluoghi, Brescia e Teramo, dove gia' governava. Ora gli occhi sono puntati sugli altri sette capoluoghi, che vanno al ballottaggio: Ancona, Brindisi, Vicenza, Terni, Massa, Siena e Pisa. Nel complesso saranno chiamati al voto 1,3 milioni di elettori in 41 citta'. Nel capoluogo marchigiano, la coalizione di governo punta a strappare al centrosinistra per la prima volta la guida della citta'.

In Toscana, il centrosinistra, invece, tenta di recuperare le tre citta' passate alla coalizione avversa nell'ultima tornata elettorale, cinque anni fa. Mentre, in Veneto, il centrodestra va a caccia di una riconferma che appare in salita a Vicenza. Infine, a Terni, il centrosinistra e' rimasto fuori dalla competizione ed e' una sfida tutta interna al centrodestra, tra un civico e un candidato sostenuto dai partiti. In contemporanea con i ballottaggi si aprono le urne anche in 127 Comuni della Sicilia, tra cui Catania, Trapani, Siracusa e Ragusa. La sfida piu' importante al primo turno del voto siciliano e' sicuramente Catania, dove i tre leader del centrodestra, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, hanno chiuso insieme la campagna elettorale.

L'asticella del Pd e' fissata a quota cinque: tante sono citta' in cui i dem puntano a vincere ai ballottaggi. La segretaria Elly Schlein ha mobilitato, la scorsa settimana, l'intero stato maggiore per portare avanti quella campagna pancia a terra vista nei giorni precedenti al primo turno. Ma l'emergenza in Emilia-Romagna ha costretto tutti a tirare il freno a mano. Queste le citta' a cui puntano i dem: Vicenza, Massa, Pisa, Siena ed Ancona. Il centrodestra, dopo la sconfitta a Brescia al primo turno, non ha replicato iniziative unitarie in vista dei ballottaggi. Ma si è ritrovato in Sicilia, a Catania, per tirare la volata a Enrico Trantino. Il candidato di FdI dovra' vedersela con Maurizio Caserta, sostenuto da Pd e M5s, e che tra gli assessori designati ha indicato, tra gli altri, l'ex ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. La coalizione di governo punta, quindi, alla vittoria al primo turno a Catania (dove la soglia per vincere e' il 40%) e ad almeno due o tre vittorie ai ballottaggi nei capoluoghi di provincia. In particolar modo, conta di riuscire a non cedere al centrosinistra tutte e tre i Comuni toscani contesi. 

Il centrodestra conta comunque di vincere agilmente a Catania, anche grazie alla legge elettorale che consente l'elezione con il 40% dei consensi. Mentre, per quanto riguarda i ballottaggi, ritiene contendibile Brindisi e almeno una delle tre citta' toscane al voto. Ad Ancona, il candidato del centrodestra Daniele Silvetti (proveniente da FI) ha superato, col 45% al primo turno, la candidata di centrosinistra e Terzo Polo Ida Simonella (41,3%). Ma il secondo turno riapre la partita e la coalizione di centrosinistra ha gia' fatto partire il corteggiamento verso il terzo classificato, il candidato civico Francesco Rubini Filogna (6,1%), verso il M5s (il candidato Enrico Sparapani ha preso il 3,6%) e i Verdi (hanno sostenuto Roberto Rubegni, 1,7%). Anche a Brindisi, proveniente da una amministrazione di centrosinistra, il candidato sostenuto dalla coalizione di governo e' risultato in vantaggio al primo turno. L'indipendente Giuseppe Marchionna, appoggiato anche dal Terzo polo, ha ottenuto il 44%, mentre il candidato di centrosinistra, espressione dei Cinque Stelle, Roberto Fusco, ha preso il 33%. Anche qui, pur senza apparentamenti formali, il centrosinistra spera nell'elettorato degli esclusi: il candidato di Verdi-Si, Riccardo Rossi, che ha una dote del 10,1%. Ma Rossi e' il sindaco uscente, che il centrosinistra non ha ricandidato, scegliendo Fusco, anche in virtu' dell'accordo fra Pd e M5s. 

Incerta, per il centrodestra, e' la partita di Vicenza, dove il sindaco uscente Francesco Rucco (indipendente di centrodestra, proveniente da An) si e' fermato al 44%, mentre il candidato di centrosinistra e Terzo Polo, Giacomo Possamai, ha ottenuto il 46,2%. Sfida apertissima in tutti e tre i capoluoghi toscani di provincia finiti al ballottaggio, ritenuti contendibili da entrambi gli schieramenti.

Gli occhi sono puntati su Pisa, citta' simbolo che il centrosinistra vorrebbe riconquistare. Qui, il centrodestra, con il sindaco leghista uscente Michele Conti, non ha vinto al primo turno per un soffio (49,9%). E Paolo Martinelli (41,1%) di centrosinistra, con Pd, M5s e Verdi-Si in coalizione, ora punta al ribaltone raccogliendo i voti dell'elettorato del candidato di sinistra, Francesco Auletta (6,7%), anche se Auletta ha escluso ogni intesa formale.

A Siena, la candidata proposta da FdI Nicoletta Fabio ha portato il centrodestra al 30,5%; mentre Anna Ferretti, di centrosinistra, si e' fermata al 28,8%. Ferretti spera di contare sui voti delle altre forze di centrosinistra, andati al primo turno alla candidata del M5s Elena Boldrini e delle forze del Terzo polo, che hanno corso divise, restando sotto il 2%. Contesi da tutti i voti del terzo candidato Fabio Pacciani, che ha ottenuto il 22,6%, sostenuto da una serie di liste civiche.

A Massa, altro capoluogo toscano che il Pd punta a riconquistare, al primo turno si e' posizionato in testa il sindaco uscente della Lega, Francesco Persiani (35,4%), sostenuto anche da FI, ma non da FdI, che ha presentato un suo candidato, Marco Guidi (20%) piazzato al terzo posto, quindi fuori dal ballottaggio. Al secondo turno andra' il candidato del centrosinistra Enzo Romolo Ricci (29,9%). A Massa il Terzo Polo si e' spaccato: pur senza il proprio simbolo, Azione ha appoggiato Persiani, Italia viva invece Ricci.

Infine, un caso a parte e' quello di Terni, citta' governata negli ultimi cinque anni dal centrodestra con il sindaco leghista Leonardo Latini. FdI ha imposto un candidato di bandiera Orlando Masselli, che ha ottenuto al primo turno il 35,8%. Al secondo posto si e' piazzato il civco di centrodestra Stefano Bandecchi (28,1%), patron della Ternana calcio e fondatore dell'Universita' degli Studi Niccolo' Cusano. Per Bandecchi potrebbero votare molti degli elettori che al primo turno hanno scelto il candidato di centrosinistra (21,9%) e del M5s (10,8%). 

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