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Politica
Borghi attacca Mattarella: "Nessuna cessione di sovranità in Costituzione"

Borghi conferma tutto: "Il presidente della Repubblica non può dire certe cose". Salvini cerca di spegnere il fuoco: "Rispetto per Mattarella" 

Le parole di Sergio Mattarella sulla "sovranità europea" pronunciate in occasione del 2 Giugno sono diventate oggetto delle critiche da parte degli esponenti della Lega. "È la Festa della Repubblica Italiana e si consacra la sovranità della nostra nazione. Se il Presidente pensa davvero che la sovranità sia dell'Unione europea invece dell'Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi, perché la sua funzione non avrebbe più senso", ha tuonato il senatore del Carroccio Claudio Borghi. Le sue parole sono state condannate da diversi leader politici. "Non chiediamo le dimissioni di nessuno", ha poi puntualizzato il leader leghista, Matteo Salvini.

Leggi anche: Mattarella: "Con le elezioni si consacra sovranità Ue". Ira della Lega

Claudio Borghi però il giorno dopo la polemica con il capo dello Stato non fa marcia indietro sulla richiesta di dimissioni di Sergio Mattarella: "Come tutte le cose c'è sempre un se - precisa l'esponente della Lega a Radio 24. Ho detto una banalità che confermo, se uno nel giorno della festa della Repubblica consacra la sovranità Ue non va bene. Si consacra poi il pezzo di sovranità che abbiamo ceduto all'Europa. Ma nella nostra costituzione non si parla di cessione di sovranità. La nostra costituzione la cessione della sovranità non la prevede. Quando Mattarella non diede l'incarico a Paolo Savona come ministro dell'Economia, disse che non era possibile che uno che critica  l'euro possa occupare quel ruolo, che dovrebbe prima candidarsi ed esprimere le sue idee politiche. Ma chi vota per me - conclude Borghi - dice proprio questo, che ci vuole più Italia e meno Europa".

Parole che però stridono con quelle che questa mattina ha pronunciato il leader leghista Salvini in Rai:  "Nessuna polemica verso il presidente della Repubblica che ha il mio rispetto, il rispetto della Lega e quello degli italiani, rispetto che non hanno altri leader e presidenti europei che rischiano di trascinare l'Italia nella terza guerra mondiale", ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini intervistato ad Agorà su Rai Tre a proposito delle polemiche del 2 giugno. "Se avessimo delegato altri poteri all'Ue oggi deciderebbe Macron e chi come lui vorrebbe attaccare e bombardare", mentre "l'Italia nella sua Costituzione ripudia la guerra", ha aggiunto il leader della Lega. 






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