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Centrodestra, “Meloni sotto ‘fuoco amico’. La priorità è salvarlo”

Centrodestra, Guido Crosetto analizza con Affaritaliani.it i rapporti FdI-Lega-FI

Centrodestra, “Meloni sotto ‘fuoco amico’. La priorità è salvarlo”
crosetto meloni
“E’ normale che chi sta al governo, Salvini, difenda l’azione dell’esecutivo e chi sta all’opposizione, Meloni, critichi”. Guido Crosetto, imprenditore, già fondatore di FdI ed ormai distaccato ma profondo osservatore della politica italiana, con un’intervista ad Affaritaliani.it analizza…

“E’ normale che chi sta al governo, Salvini, difenda l’azione dell’esecutivo e chi sta all’opposizione, Meloni, critichi”. Guido Crosetto, imprenditore, già fondatore di FdI ed ormai distaccato ma profondo osservatore della politica italiana, con un’intervista ad Affaritaliani.it analizza le posizioni di Lega e Fratelli d’Italia, sempre più lontane.

“E’ vero che il governo Draghi ha fatto alcuni cambiamenti, come il Cts e il commissario all’emergenza, e ha cercato di affermare una discontinuità, pur solo formale, con l’esecutivo di Conte e quindi Salvini rivendica questi elementi di novità. Su alcuni passaggi infatti mi pare che anche FdI sia stata favorevole, ma sia per alcuni nomi che per qualche caposaldo politico, è dura parlare di discontinuità, se si eccettua il premier. Comunque è normale che il rapporto maggioranza-opposizione si sviluppi giorno per giorno, sulle cose concrete. Se parliamo di cose concrete è evidente che nell’ultimo decreto, se si esclude la giusta eliminazione del criterio dei codici Ateco, il cambiamento è principalmente semantico, da Ristori a Sostegni, cosa che importa ben poco a commercianti, artigiani ed imprenditori. La maggior parte delle persone che hanno letto il decreto hanno capito che i soldi che dovranno ricevere, perché non li hanno ancora ricevuti, non servono nemmeno a coprire le spese fisse. Il risultato è l’impressione che lo Stato non abbia minimamente capito il danno subito per le chiusure imposte. Danno che resta tutto sulle spalle di chi da decenni crea lavoro e fa impresa. Nella maggior parte dei casi lo Stato ha dato l’impressione di abbandonare queste persone ed è qui che nasce la critica della Meloni“.

*BRPAGE*”Chi sta al governo – spiega Crosetto – afferma che sono stati messi 11 miliardi e che un aiuto veramente proporzionato alle perdite era impossibile. Il discorso è comprensibile perché non esistono risorse illimitate ma la critica si regge sul fatto che ci sono solo 11 miliardi per una scelta politica. Quella di privilegiare altri interventi che sono tuttora finanziati nel Bilancio. Penso al RdC, ai soldi per i navigator, a quelli per i bonus stupidi o per il cashback e la lotteria degli scontrini. Lasciare le risorse per incentivare l’uso di carte di credito, dando premi a chi può spendere e lasciare senza aiuti lo persone che non hanno più nemmeno la possibilità di fare la spesa per i figli, è una scelta politica. Io sono convinto che questi temi faranno parte del lavoro che FI e Lega vorranno fare dall’interno ma ora serve che chi è all’opposizione faccia emergere queste contraddizioni. Con forza. Così come deve far emergere un secondo errore, quello di non cambiare la logica con cui sono state decise le chiusure”.

*BRPAGE*”Con questo governo continua l’assurdità di negozi che possono vendere alcune merci e altre no e l’assurdità di un negozio aperto e uno vicino chiuso, solo perché vende altri beni. Ma le misure di precauzione sono le stesse, come le mascherine e gli ingressi massimo due alla volta. La Meloni, giustamente, attacca anche su queste illogicità che continuano. Alcune categorie sono state e sono ancora massacrate, i ristori non adeguati, l’obbligo di non licenziare, di chiudere, i costi fissi non coperti dai soldi dello Stato. Il tutto mentre per una parte del Paese tutto va avanti come prima: abbiamo detto dei navigator, del reddito di cittadinanza (che è il doppio di ciò che riceverà un impresa) ma vogliamo parlare dei dipendenti della Consob che avranno un aumento di oltre 1.000 euro al mese per raggiungere i livelli della Banca d’Italia o dell’aumento degli stipendi nel pubblico impiego, (che so bene essere stato deciso con la vecchia finanziaria). In definitiva – conclude Crosetto – la Meloni si accanisce su questi punti, ed ha assolutamente ragione. Lo farebbe anche Salvini, se fosse all’opposizione. Stando in maggioranza invece deve cercare di cambiare ciò che non gli piace, senza urlare. Cosa più difficile. Devono però cercare di fare in modo che la momentanea divisione di ruoli, non logori il Centrodestra e non sia cavalcata da alcuni che (soprattutto in FI) vedono questo Governo come propedeutico ad un’alleanza con PD e M5S anche dopo il 2023. Ho notato che mentre la Meloni non ha detto una sola parola contro gli alleati e la loro azione di Governo, dall’altra parte non c’è stato lo stesso riguardo. È normale che il nervosismo di far parte di un esecutivo nel quale convivono sensibilità opposte porti ad essere nervosi con chi ha buon gioco nel fare opposizione, ma sarebbe opportuno che si evitassero inutili provocazioni”, conclude Crosetto.