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Politica
Coronavirus, i "7 peccatori" capitali nello sfascio dell’Italia in pandemia

L’Italia, da oltre un anno, come praticamente tutto il mondo, è un paese blindato ed infettato. Con un numero di morti altissimo, contagi elevati e una situazione economica disastrosa. E’ sempre difficile giudicare il modus operandi di chi avrebbe dovuto guidare il Paese in uno dei momenti più difficile della sua storia e portarlo fuori in sicurezza. Adesso fare nomi e cognomi non serve a molto, forse è pure inutile ma potrebbe alleviare il dolore dei tanti che in questa disgrazia hanno perso qualcuno di caro, un qualcuno che, magari, con azioni diverse  si sarebbe potuto salvare.

La votazione non è sulle persone in quanto uomini e donne, che pensiamo e speriamo abbiamo agito in buona fede, ma sulla loro professionalità, richiesta al top in quelle posizioni apicali. Dunque siamo stati i primi a chiudere tutto e di questo invidiabile traguardo il passato Governo ne ha fatto subito un vanto salvo poi fermarsi lì perchè, tutta la gestione successiva, è stata disastrosa.

Questo per motivi diversi con differenti responsabili. Da qualsiasi parte la si guardi, l’azione del Governo a guida Giuseppe Conte nell’anno del Coronavirus rimane particolarmente inefficace (per voler essere educati). Ma in questa girandola di gente che non ha fatto al meglio il proprio mestiere sono almeno 7 quelli che ne sono maggiormente responsabili.

Una sorta di peccatori capitali sui quali la storia certamente non mancherà di scrivere.

Il primo in assoluto non risiede in Italia ma è fuori dai confini nazionali. E’ stata l’Europa nella persona del suo capo in testa Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. L’Europa ha stilato contratti con le case farmaceutiche al ribasso e  soprattutto deboli nei confronti dei compratori. Nessun altro paese ha fatto contratti così dilettanteschi. Le case farmaceutiche, pressate da richieste mondiali ,ne hanno approfittato ritardando le consegne dei vaccini o addirittura mandandone la metà delle dosi pattuite. AstraZeneca un esempio per tutti. Voto 2 per l’incompetenza legale

Il secondo è stato il premier del Governo giallorosso, Giuseppe Conte, responsabile in qualità di capo del Governo dei tanti errori. Alcuni accettabili vista l’unicità della situazione, altri inammissibili. Dalle comunicazioni non aderenti alla realtà per far vivere false speranze (stiamo lontani a Natale per abbracciarci di più a Pasqua….), casse integrazioni e ristori mai arrivati o arrivati con ritardi esorbitanti, team di consulenti che a volte nemmeno venivano presi in considerazione. E’ stata responsabilità del numero uno sia il flop di un piano vaccinale ricordato soltanto per le inutili primule lilla (l’Italia rinasce con un fiore…) e per la stesura del Recovery Plan ritenuto dalla stessa Europa insufficiente.

Il tutto rivestito da una comunicazione buonista dai guanti bianchi, lontana dalla realtà, pressante e studiata per mantenere calmi i poveri italiani in balia della confusione più totale. Voto 5 ma solo per la buona volontà.

Segue: nomi e voti di chi, involontariamente o meno, ha avuto colpe nella crisi

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