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Politica
Draghi in Ue, la campana suona per Meloni. Il bivio: europeista o con Salvini

Draghi e la sua missione in Ue, adesso Meloni deve fare una scelta

Mario Draghi ha un compito ben preciso nell'Unione europea e il ruolo disegnato per l'ex Bce da parte di von der Leyen ha degli obiettivi ben definiti e cruciali per il futuro dell'Ue. All'ex premier italiano é stato chiesto di suggerire una strategia per la competitività futura dell'Europa. Il fantasma dell'ex Bce - scrive Sorgi su La Stampa -, richiamato in servizio da von der Leyen, aleggia sulla lunga vigilia elettorale, in chiara polemica con le semplificazioni sovraniste e il fronte euroscettico della destra radicale, da Salvini a Le Pen a Afd, che si preparano a una campagna senza esclusioni di colpi. Meloni, subito dopo la nomina di Draghi, disse che non la considerava una mossa "contro l’Italia" e si augurava, come già aveva fatto per Gentiloni, "un occhio di riguardo per la nostra nazione".

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Ma ora è chiaro - prosegue La Stampa - che la campana suona anche per lei, da sempre al bivio tra una convinta conversione europeista e l’eterna gara con l’alleato/rivale leader della Lega. Il primo segnale é arrivato nelle ultime ore, Draghi non ha affatto gradito il gioco in solitaria della premier nell'annuncio dell'accordo con Edi Rama sullo spostamento degli immigrati in Albania. Intesa per il momento soprattutto "a scopo deterrente", nel tentativo di arginare le partenze di coloro che potrebbero temere di essere raccolti in mare da unità della Marina italiana e subito indirizzati verso il porto di Valona. Un chiaro invito al nostro Paese - e alla premier - ad aprirsi a un orizzonte più largo, sorvolando le piccole beghe politiche di questi tempi. Queste le parole di Draghi al Financial Times: "È finito il tempo in cui per la difesa spendevano gli Usa, l’export si faceva in Cina e l’energia si comperava dalla Russia".

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