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Politica
Giustizia, 41 M5s assenti e Melicchio vota con l'opposizione: ira di Conte
Giuseppe Conte 
lapresse

Alessandro Melicchio "non ha esercitato libertà di coscienza, ma libertà di incoscienza". Parole severe quelle di Giuseppe Conte vero il deputato M5s dissidente che in Aula alla Camera ha votato insieme alle opposizioni sulle pregiudiziali di costituzionalità della riforma della giustizia.

Il leader in pectore del Movimento - a quanto si apprende da chi ha partecipato all'assemblea congiunta dei parlamentari M5s - avrebbe anche detto che Melicchio "ha mancato di rispetto non a me, ma a chi si occupa di giustizia".

Sono in tutto 41 i deputati del Movimento 5 stelle che non hanno partecipato al voto, senza essere in missione, sulle questioni pregiudiziali di costituzionalita' presentate dalle opposizioni contro la riforma del processo penale domenica 1 agosto. Anche se il deputato Luigi Gallo, che dai tabulati della votazione risulta assente, ha precisato di aver votato.

Giuseppe Conte, sempre a quanto trapela da chi ha avuto modo di assistere all'Assemblea congiunta di deputati e senatori M5s, avrebbe espresso forte malumore per le numerose assenze nelle file pentastellate, in Aula alla Camera, per l'inizio della discussione sulla riforma della giustizia e il voto sulle pregiudiziali di costituzionalita'.

Sono invece 13 gli assenti M5s 'giustificati' in quanto in missione. Tra i non partecipanti al voto figurano l'ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Conte Riccardo Fraccaro, il capogruppo pentastellato in commissione Giustizia Eugenio Saitta, il presidente della commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia.

E ancora, Vittoria Baldino, Elisabetta Barbuto, Giuseppe Buompane, Francesca Businarolo, Cadeddu Luciano, Luciano Cantone, Luca Carabetta, Andrea Caso, Rosalba Cimino, Tiziana Ciprini, Valentina Corneli, Celeste D'Arrando, Daniele Del Grosso, Antonio Del Monaco, Federica Dieni, Mattia Fantinati, Marialuisa Faro, Conny Giordano, Giulia Grillo, Nicola Grimaldi, Angela Ianaro, Marianna Iorio, Gabriele Lorenzoni, Stefania Mammi', Maria Marzana, Angela Masi, Anna Laura Orrico, Paolo Parentela, Cosimo Pignatone, Roberto Rossini, Enrica Segneri, Davide Serritella, Patrizia Terzoni, Riuccardo Tucci, Gianluca Vacca, Giovanni Vianello. Numerose le assenze nel gruppo di Forza Italia, nel Misto e in Coraggio Italia. Risultano essere 12 assenti (su 93 totali) nel Pd. Infine un pentastellato, Melicchio, ha votato a favore assieme alle opposizioni.

Giustizia, Maiorino: "Senza M5s sarebbe una riforma pessima" 

"Deve essere chiaro a tutti che senza il M5s la riforma della giustizia penale sarebbe stata approvata cosi' come proposta dalla ministra Cartabia. Cioe' con un testo che aveva sollevato numerose perplessita', quando non le allarmate preoccupazioni, di tutti gli esperti del settore, dal Csm, all'Anm ai singoli magistrati e penalisti. E anche di tanti cittadini. Il contributo del M5s e' stato fondamentale, per scongiurare uno scenario di migliaia di processi in fumo: grazie soprattutto alla determinazione e capacita' argomentativa di Giuseppe Conte, il Paese avra' una riforma profondamente migliorata in aspetti sostanziali e non di facciata". A sottolinearlo e' la senatrice M5s Alessandra Maiorino, a margine della riunione con Giuseppe Conte. 

"Certo, ad alcune forze politiche non interessa se avremo una giustizia piu' efficace o meno, ma solo portare avanti i loro mantra anti-Bonafede. Noi invece siamo convinti di aver portato a casa un risultato importante per tutti gli italiani", aggiunge Maiorino.

"E' stata dura essere al governo per una forza politica come la nostra, cresciuta in fretta e rimasta a lungo senza un leader. Ora finalmente - conclude l'esponente M5s - si vota il nuovo Statuto e ci doteremo di una struttura organizzativa e di un vero leader, Giuseppe Conte, che ha gia' dimostrato il suo valore sul campo. Ora potremo davvero dispiegare tutta la nostra forza, sempre e solo nell'interesse dei cittadini, per costruire un Paese piu' giusto e dove le disuguaglianze non siano piu' alimentate ad arte secondo la cinica logica del 'divide et impera', ma combattute seguendo la stella polare della nostra Costituzione". 

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