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Politica
Giustizia, "I Cinque stelle puntano al fallimento del governo Draghi"
(fonte Lapresse)

Con le richieste di modifica alla riforma Cartabia avanzate dal Movimento cinque stelle sono subito scattati - ed era prevedibile - distinguo e paletti da parte delle altre forze di maggioranza. A cominciare da Forza Italia che, vedendosi respingere la proposta di allargare il perimetro del testo a questioni quali l’abuso d’ufficio, non ci sta a ratificare solo le scelte di Cinque stelle e Pd. Anche la Lega, però, si è fatta sentire mettendo in chiaro, con la senatrice Giulia Bongiorno, di essere fedele al testo approvato in Cdm e leale agli accordi presi. Lo stesso leader del Carroccio Matteo Salvini, a scanso di equivoci, oggi sottolinea: “Noi accettiamo le proposte di Draghi, non dei Cinque stelle”. Un bel rompicapo insomma per il governo.

 

In attesa di conoscere quale sarà la soluzione che proporrà Palazzo Chigi per superare l’impasse e riuscire a condurre in porto la riforma prima della pausa estiva, dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova arriva invece un appello alla responsabilità rivolto a tutte le forze politiche che sostengono la maggioranza. Della Vedova, fresco di riconferma come segretario di Più Europa al congresso che si è celebrato a Roma dal 16 al 18 luglio e che ha visto il rientro tra le fila del partito anche di Emma Bonino, intervistato da Affaritaliani.it, non fa sconti né al M5s – “Conte? Sembra più interessato a dire che la sua riforma era migliore” - e né a Forza Italia: “Considero un errore il tentativo di infilare nel testo questioni che non attengono al tema di questa riforma che è e rimane la ragionevole durata dei processi”.

 

Sottosegretario, intanto, lo stallo in commissione Giustizia alla Camera rimane e la riforma dovrebbe approdare in Aula il prossimo 30 luglio. L’accordo in Cdm a questo punto è superato?
Io penso e lo ribadisco ancora una volta che il testo Cartabia sia una eccellente mediazione tra le cose che bisognerebbe fare e quelle che è possibile fare, considerando gli equilibri di questa strana non-maggioranza. Ma, attenzione.

A cosa?
Si tratta di un punto di equilibrio, se ci si sposta si rischia di fare peggio.

Per quale ragione?
E’ semplice: perché, è evidente, se si dà ragione su qualcosa a qualcuno ci sarà qualcun altro che vorrà ragione su qualcos’altro. Ecco perché auspico un atteggiamento di grande responsabilità da parte delle forze politiche che sostengono il governo.

Un atteggiamento che, a suo avviso, non si sta vedendo?
Non si sta vedendo nel senso che Conte sembra più interessato a dire che la sua riforma era meglio di questa e, quindi, che si stava meglio quando c’era lui al governo. Ma l’esecutivo Draghi è nato per andare avanti sulle riforme, l’Europa e i vaccini. Ergo, chi lo sostiene deve remare nella stessa direzione. Noi, per esempio, scommettiamo sul successo di Draghi per Più Europa. Siamo responsabili, che non significa essere passivi, ma coerenti. Siamo stati rigorosamente all’opposizione dei governi Conte 1 e 2 e siamo altrettanto rigorosamente in maggioranza con Draghi. Pro quota, non potendo contare su folte truppe parlamentari per essere decisivi, ci assumiamo quindi una responsabilità piena. Mi rendo conto che forse è un’illusione pensare che anche gli altri puntino su questo, ma rimane inaccettabile – e mi riferisco al M5s – che una forza politica stia con Draghi scommettendo che il proprio interesse coincida con l’insuccesso dell'attuale esecutivo.

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