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Politica
Magaldi: "Draghi? Operazione massonica. Mattarella al Colle grazie a Mario"
Gioele Magaldi

Ruolo della massoneria nella crisi di governo e nella nascita dell'esecutivo Draghi, metamorfosi dei partiti e ruolo dell'Italia in Europa. Affaritaliani.it ha iintervistato Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt ed esponente italiano del circuito massonico progressista sovranazionale, che ha risposto alle domande in forma scritta.

D: Nell'arrivo di Draghi a Palazzo Chigi c'è stato un ruolo della massoneria? E se sì quale? Mattarella aveva fatto appello ai "costruttori", c'era per caso un richiamo ai "muratori" massonici?

R: Il paramassone Mattarella deve la sua elezione al Quirinale proprio ad un intervento specifico di Mario Draghi su Matteo Renzi, nel 2015. Lo spiegai anni fa (al riguardo, si veda:  https://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/gioele-magaldi-mattarella-lha-suggerito-draghi-operazione-massoneria-2088603/ ). E sulla categoria specifica dei ‘paramassoni’, per capire meglio di cosa si tratti, rinvio al seguente articolo esplicativo: https://www.grandeoriente-democratico.com/Enrico_Letta_un_Para_Massone_diligente_mediocre_subalterno_e_servizievole.html . Cosi, l’attuale presidente della Repubblica, di recente guadagnato anche lui a prospettive ideologiche diverse dal passato (di pari passo con Draghi stesso) si era riferito, con grande raffinatezza simbolica, proprio a forze massoniche sovranazionali con terminali italiani, auspicabilmente in grado di ‘costruire’ maggioranze politiche più adeguate alla grave situazione del Paese. Quel riferimento di Mattarella era stato poi storpiato e strumentalizzato da coloro che volevano puntellare l’ormai moribondo Governo Conte II.  Ricordiamo che, da tradizione, i liberi muratori dell’Età di mezzo erano i ‘costruttori’ per antonomasia, coloro che edificavano le grandi cattedrali della fede cristiana tardomedievale, aggiungendovi elementi simbolici che rinviavano a sapienzialità e spiritualità extra-cristiane. In epoca moderna e contemporanea, i massoni divengono i principali costruttori’ di infrastrutture culturali, sociali e politiche. Mi pare evidente che l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Draghi sia un’operazione massonica. Un’operazione di altissimo profilo e di grande beneficio per gli italiani. Un’operazione che il sottoscritto aveva preconizzato, anticipato e illustrato molto tempo fa. Rinvio ancora una volta a questi documenti, che testimoniano in modo inequivocabile le mie anticipazioni: https://www.libreidee.org/2019/12/magaldi-draghi-vuol-fare-una-rivoluzione-guai-se-mente/ e https://www.libreidee.org/2020/05/magaldi-draghi-dopo-conte-per-salvare-litalia-dalla-paura/ e https://www.grandeoriente-democratico.com/Bastava-leggere-GOD-Libre-Idee-Affari-Italiani-e-Gioele-Magaldi-per-sapere-come-andava-a-finire-Dagospia-ce-arrivata-molto-dopo-caro-Sebastiano-Caputo-e-cari-amici-de-lIntellet---2021-02-04.html . D’altra parte, a differenza che negli ultimi decenni, caratterizzati da una egemonia globale ed europea di reti massoniche neoaristocratiche e neoliberiste, questa vicenda, che deve condurre il Fratello Draghi ora a Palazzo Chigi e in seguito al Quirinale, si contraddistingue per una prospettiva schiettamente democratica, progressista e postkeynesiana. Per migliori approfondimenti su ciò, rinvio a https://www.libreidee.org/2021/02/magaldi-con-draghi-litalia-cambia-la-storia-europea/ .

D: In passato, a partire da De Bortoli, si sono citati i "grembiulini" intorno a Matteo Renzi. Quell'odore di grembiulini c'è ancora?

R: Ferruccio De Bortoli era ed è l’ultimo a dover parlare di ‘grembiulini’ altrui, visto che l ‘odore di massoneria’ e ‘paramassoneria’ si sente molto forte anche nei suoi paraggi. Quanto a Matteo Renzi, dopo tanti errori politici negli ultimi anni, stavolta ha compiuto degli atti meritori e coraggiosi. Tanto meritori che potrebbe riuscire finalmente ad ottenere la tanto agognata (da anni, e ne parlavamo già in    Magaldi: «I massoni non si fidano di Renzi» - Linkiesta.it        ) iniziazione in contesti massonici sovranazionali. Sarebbe però una affiliazione presso circuiti liberomuratori autenticamente liberal & democrat. In senso sostanziale e non nominalistico. Anche questo è un segno dei tempi. Come Mario Draghi, anche Matteo Renzi, in questo tornante storico, si è schierato dalla parte opposta a quella per cui ha ‘lavorato’ in passato (cioè il milieu latomistico oligarchico e neoliberista). Il che lascia ben sperare per il sistema Italia e per il futuro dell’Europa.

D: La caduta del governo Conte II e la probabile nascita del governo Draghi sono un bene per l'Italia e gli italiani?

R: Decisamente si. Ritengo che il Governo Conte II sia stato uno dei peggiori della storia repubblicana. Pessimo per la confusa e incongruente gestione dell’emergenza sanitaria, per la devastazione economica conseguente ad una politica di restrizioni insensata, arbitraria e ottusa, per il gravissimo vulnus allo stato di diritto e alla democrazia liberale, derivante da una serie di decreti palesemente incostituzionali. Faccio anche presente che il sottoscritto è stato l’unico a pronosticare molto tempo fa la svolta ideologica di Mario Draghi. Costui ha attualmente abbandonato il neoliberismo degli ultimi 30 anni di carriera ed è tornato al paradigma social-liberale, post-keynesiano e caffeano della gioventù, aggiornato e perfezionato al lume di molte importanti esperienze e incarichi.  Nel 2019 spiegai tale svolta nei termini descritti in questo articolo: https://www.libreidee.org/2019/12/magaldi-draghi-vuol-fare-una-rivoluzione-guai-se-mente/, mentre ad inizio 2020 prefigurai la sostituzione prossima ventura di Giuseppe Conte con Mario Draghi, come testimoniato in questo altro articolo: https://www.libreidee.org/2020/05/magaldi-draghi-dopo-conte-per-salvare-litalia-dalla-paura/. E per quel che riguarda le eccellenti prospettive presenti e future dell’imminente Governo Draghi, rinvio alle considerazioni qui riportate: https://www.libreidee.org/2021/02/magaldi-con-draghi-litalia-cambia-la-storia-europea/, dalle quali si evince che l’Italia, con Draghi, ha l’occasione di diventare protagonista in Europa e nel Mondo. Peccato che i media mainstream abbiano ignorato a bella posta le mie previsioni, al pari di quelle contenute nel primo volume della serie di “Massoni” (“La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, Milano 2014). Ma non importa, perché la grande storia non viene fatta con i like e le condivisioni sui social dei cosiddetti ‘influencer’, né con le articolesse e gli editoriali delle grandi testate cartacee o le ruminazioni melense dei talk-show politici, dove i giornalisti ormai intervistano principalmente se stessi, chiosando l’ovvio e trascurando accuratamente di occuparsi seriamente del back-office del potere. E sarà sempre della storia con la ‘S’ maiuscola e di tale back-office/deep-state che io ed altri ‘fraterni collaboratori’ (con l’apporto della giornalista Laura Maragnani) ci occuperemo in “Massoni 2. Globalizzazione, Esoterismo e Virus”, in uscita ancora per Chiarelettere a ottobre 2021.

D:. Che cosa pensa della svolta europeista e moderata della Lega di Matteo Salvini?

R:  A differenza di coloro che amano dipingere Matteo Salvini e la Lega come un partito dal recente passato anti-euro e genericamente estremista, mi sembra di poter dire che, durante il Governo Conte I, non si sia verificato alcuno ‘strappo’ con l’Europa ed alcun atto di radicale estremismo politico. Anzi, rammento di aver pubblicamente criticato l’esecutivo giallo-verde per il suo eccesso di timidezza nei confronti delle Istituzioni UE. Salvini dichiarava di infischiarsene delle reprimende dell’allora presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in merito a modesti scostamenti di bilancio (veniva proposto dall’Italia il 2,4 % di deficit sul PIL, una cifra inferiore persino al cervellotico ed ‘austero’ 3%), ma poi chinava la testa e si accontentava di un ancor più modesto 2,04 %, rinunciando alle risorse necessarie in deficit spending di cui il Sistema Italia aveva già urgente necessità prima della crisi da pandemia. Si dirà che fare spesa a deficit può produrre ‘debito cattivo’, cioè risorse sprecate in sussidi momentanei o mance elettorali, ma esiste anche il ‘debito buono’ (per usare una recente locuzione draghiana), necessario a rilanciare sistemi economico-sociali asfittici e depressi e in grado, in prospettiva (mediante il cosiddetto ‘moltiplicatore keynesiano’), di aumentare il PIL, diminuendo per questa via la percentuale del Debito, in luogo di inseguire- con il metodo neoliberista dell’austerity- il rigore di bilancio fine a se stesso. Ebbene, non mi sembra che negli anni in cui è stato Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Interni e azionista importante del Governo Conte I Salvini abbia ingaggiato uno scontro dialettico forte con le istituzioni europee su questi temi. Si è limitato ogni tanto a lamentarsi e a denunciare la scarsa lungimiranza del paradigma ‘austero’ dell’eurotecnocrazia (giustamente, ma velleitariamente). Mi sembra pochino, per raccontare la Lega e il suo leader come ‘non europeisti’ e ‘non moderati’ che adesso improvvisamente farebbero una svolta in senso contrario.  Semmai, Salvini aveva ragioni da vendere quando definiva ‘anti-europeisti’ proprio coloro che sacrificavano il benessere sostanziale dei popoli europei in nome del rigore ottuso di bilancio e di astratte formule economicistiche, per di più infondate scientificamente. Se il cosiddetto sogno europeo ha perso di smalto nella percezione pubblica italiana e continentale non credo dipenda dalla Lega e/o da alcuni partiti e movimenti euro-scettici ed euro-critici. Il cosiddetto ‘sovranismo’ (all’acqua di rose) di costoro è l’effetto, non la causa. La causa risiede nel fatto che non si scalda e non si mantiene l’entusiasmo per il progetto di integrazione europea comportandosi come UE e BCE si sono comportate durante la crisi greca, chiudendo gli occhi sul neo-mercantilismo del sistema-Germania (che viola norme previste dai trattati europei), ignorando il dumping fiscale in voga nei Paesi Bassi (altra violazione anti-europea) o imponendo una austerity dissennata che aumenta disoccupazione e disuguaglianze economico-sociali senza riuscire neanche a ridurre il Debito pubblico di chi la adotti (si veda l’esperienza del Governo Monti in Italia, negli anni 2011-12). Personalmente, sono un europeista convinto e vorrei che l’Italia contribuisse fattivamente alla costruzione di democratici Stati Uniti d’Europa, fondati su una Costituzione politica e non su precari accordi economicistici e burocratici di matrice elitaria ed oligarchica.

3: Come valuta in generale questa improvvisa metamorfosi dei partiti: la Lega e il Pd che collaborano così come M5S e Forza Italia dopo anni di durissima contrapposizione?

R: Mi sembra il minimo che questi partiti possano fare, per emendarsi dopo la pessima prova di sé che hanno dato durante questa lunghissima Seconda Repubblica, in anni di falsa contrapposizione pseudomaggioritaria centro-destra vs centro-sinistra. Fingendo di alternarsi alla guida del Paese, i partiti di centro-destra e centro-sinistra hanno in realtà implementato identiche politiche neoliberiste di privatizzazioni infeconde per l’interesse collettivo (ma utili ai compratori amici e amici degli amici) e di smantellamento della spesa pubblica in ogni settore. E ce ne siamo accorti durante l’emergenza Covid di quanto siano stati sciagurati i tagli alla sanità, messi in opera bipartisan da governi di diverso colore. Ma analoghi tagli sono stati perpetrati sulla scuola, sulle infrastrutture, sulla manutenzione idro-geologica del territorio, sulla ricerca, sui lavori pubblici, ecc. L’unica differenza tra centrodestra e centrosinistra si è consumata sul tema dei nuovi diritti civili, non sulla governance dei grandi processi economico-sociali. Il risultato: hanno mandato il Paese in malora…

4: Quale sarà il ruolo dell'Italia in Europa con Draghi a Palazzo Chigi?

R: Rimando proprio alla lettura di un articolo citato prima, che riporta mie recentissime considerazioni sul tema: https://www.libreidee.org/2021/02/magaldi-con-draghi-litalia-cambia-la-storia-europea/. E ribadisco che, con il Governo Draghi e ciò che ne seguirà (Draghi al Quirinale e altri esecutivi di alto profilo da lui consigliati, ispirati e assistiti), l’Italia ha l’occasione epocale di diventare la protagonista della storia europea presente e futura, spianando la strada, finalmente, ad una solida integrazione fiscale, culturale e politica del Vecchio Continente, preludio ineludibile per la costituzione di Stati Uniti d’Europa.

D: Il governo Draghi durerà fino al 2023 (scadenza naturale della legislatura)?

R: Sarebbe una ipotesi pericolosissima e rischiosa, piena di potenziali trappole per Draghi. Ho letto oggi una nota sul sito Dagospia in cui si prefigura il prolungamento di un anno della presidenza Mattarella, per consentire a Draghi di rimanere due anni a Palazzo Chigi e poi passare al Quirinale. Ma una eventuale rielezione di Mattarella sarebbe comunque formalmente di 7 anni. E se, al momento in cui scadesse la legislatura e dopo un anno del secondo eventuale mandato Mattarella (2023), costui non si dimettesse? Mario Draghi rimarrebbe col classico cerino in mano. Non potrebbe accedere al Quirinale (occupato da Mattarella per un altro settennato) e non potrebbe partecipare alle elezioni parlamentari del 2023, pena la perdita del suo ruolo altissimo e super-partes, capace di ispirare larghe maggioranze trasversali sia da Palazzo Chigi che dal Colle più alto della Repubblica. Se fosse costretto a presentare un suo partito, commetterebbe lo stesso errore che fu fatto con la lista Scelta Civica per Monti (errore e caduta di stile che fece infuriare, all’epoca, proprio Draghi e Napolitano). Perciò sarà bene che Draghi governi con ritmo serrato, intenso e incisivo sino al 2022. Quindi che sia eletto a furor di popolo al Quirinale e, infine, che ispiri, assista e supervisioni i governi che potranno nascere in Parlamento dal 2022 al 2023 e dal 2023 in poi. Se verrà approvata una legge rigorosamente proporzionale, potranno nascere altri governi di larga coalizione trasversale tra ‘diversi’, in grado, come l’esecutivo Draghi, di puntare più al bene comune della Nazione che alla fasulla schermaglia pseudomaggioritaria tra centro-destra e centro-sinistra.

D. Giorgia Meloni sbaglia a restare all’opposizione?

R: In un sistema autenticamente democratico e liberale è bene che i governi abbiano sempre delle opposizioni e un contro-canto, sia in Parlamento che nella società civile. Dunque reputo utile al bene collettivo e al principio dei ‘checks and balances’ che Giorgia Meloni e una parte del M5S coagulato intorno ad Alessandro Di Battista facciano opposizione seria e leale, ma incalzante. Sarà un bene per lo stesso Governo Draghi, ‘costretto’ a ben operare per non dare forza e seguito alle critiche degli oppositori e sarà utile anche alla Meloni e a Di Battista, che in una dialettica di questo tipo potranno maturare ulteriormente sul piano politico.

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