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Politica
Matteo Bassetti e la tecnica del bastone e della carota sul governo Meloni

Matteo Bassetti, una delle poche Covid star ancora in circolazione, che voleva la poltrona da ministro ma... 

A Matteo Bassetti siamo sinceramente affezionati come ai Panda in via di estinzione. È ormai tra le pochissime Covid – star ancora in circolazione e ci ricorda il tempo che fu in cui ogni sera, come quando c’era Carosello, tutti si era riuniti ad ascoltare le informazioni confuse e contradditorie che i cosiddetti esperti sfornavano a ritmo continuo pur di occupare il video. Poi il tempo è passato e le corbellerie più evidenti -come quella che il vaccino avrebbe fermato la propagazione del contagio- hanno aperto gli occhi degli italiani, insieme alle favolette zoofile sulla immunità di gregge.

Alla luce di questo fatto annunciato addirittura dal virologo ufficiale della Casa Bianca, Anthony Fauci, il Green Pass non aveva più alcun valore logico prima ancora che sanitario. Infatti se vaccinati e non vaccinati contagiano nello stesso modo che senso ha tenerlo? Ma il governo giallo – rosso non diede risposte e così molte persone persero il lavoro.

Anche diversi effetti collaterali, all’inizio decisamente negati dall’allora ministro Roberto Speranza, e poi candidamente dichiarati, non hanno certo favorito la benevolenza dei telespettatori che hanno cominciato a prendere le distanze dalla presunta “scienza infusa”. Ma torniamo al primario genovese. Ad agosto gongolava gigione in Tv dicendo di essere pronto, eventualmente, a fare il ministro della Salute qualora l’Italia glielo avesse richiesto anche perché sarebbe servito un “tecnico”.

Non si sa se la Patria l’abbia effettivamente interpellato, ma pare che non sia stato così. E così il virologo che manco è stato candidato è rimasto a bocca asciutta. Né ministro né parlamentare dopo tutto il tempo che ha passato in televisione e sui giornali. Sono cose che distruggerebbero chiunque ma lui no. Imperterrito non molla il video e Beppe Grillo, che è un complottista ed ora fa l’Umarell disoccupato, sembra che abbia detto ad un operaio edile di Sampierdarena che l’Anonima Folletti l’ha clonato e che ormai lui vive di vita propria nei televisori.

Al di là degli scherzi, certo che il rodimento per il suo collega Andrea Crisanti che ha fregato tutti entrando in Parlamento deve essere stato alto. Così il Nostro si sta mostrando in questi giorni disorientato. Dice una cosa, poi il suo contrario, un po’ apre, un po’ chiude, un po’ blandisce un po’ rimprovera. Insomma pare la classica tecnica del bastone e della carota, magari per acchiappare qualcosa nel sottogoverno.

Quindi ieri ha detto che il nuovo governo ha fatto bene ad abolire alcune misure come il bollettino giornaliero sul Covid che è diventato settimanale, e poi ha fatto bene a raffreddare la tensione sul virus che ormai “è diventato endemico” e cioè un fenomeno che c’è sempre ma non ad alta intensità, come l’influenza. Tornando a Speranza ha criticato anche l’eccessiva lunghezza del lockdown e l’eccessivo utilizzo delle mascherine.

Poi però ha detto che “è ingiusto criticare tutto il passato” e quindi non si capisce bene quale siano le sue attuali idee a riguardo. Nel frattempo Bassetti non rinuncia a battutine mosse probabilmente dall’invidia per Crisanti che invece ce l’ha fatta e quando il virologo padovano dice che sceglierà lo stipendio dell’Università perché è più alto di quello parlamentare (tra l’altro sarebbe bene capire come sia possibile) non riesce a trattenersi:

"Questo mi fa piacere, vorrà dire che andrò a lavorare anche io all’Università di Padova. Non pensavo fosse così alto lo stipendio". Poi infine una stoccata a Orazio Schillaci nuovo ministro della Sanità e da poco ex rettore di Tor Vergata che gli ha fregato il posto, dicendo che lui sta benissimo dove sta e che spera che il nuovo ministro non sia un generalista.

Appena eletto però aveva dichiarato: “Con un tecnico al ministero della Salute come Schillaci premiati merito e competenze. Sono a disposizione”. Si vede che in una settimana ha già cambiato idea. Comunque su una cosa la Meloni l’ha accontentato: effettivamente come ministro c’ha messo un tecnico, peccato che non sia lui.

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