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Meloni ritarda in Aula, Giachetti s’inalbera: l’emblema della Sx radical chic

Meloni ritarda in Aula e il deputato di Azione-Italia Viva l’accusa tirando in ballo i camerieri, ma le scuse dovrebbe darle lui e non la premier

Meloni ritarda in Aula, Giachetti s’inalbera: l’emblema della Sx radical chic
Roberto Giachetti

Meloni ritarda in Aula, Giachetti l’attacca: la strafottenza del politico famoso contro i lavori “di serie B” 

“Sono in quest’aula da parecchi anni, qualcuno dice anche troppi, e non mi era mai capitato che l’aula, convocata alle 9.30, fosse rinviata alle 9.50 per l’assenza del presidente del Consiglio. È come essere trattati come camerieri, non è solo un problema di educazione ma di rapporti istituzionali. Magari qualche collega della destra dirà che è colpa della sinistra perché c’era traffico“.

Queste le parole pronunciate in Aula dal deputato di Azione – Italia Viva Roberto Giachetti nei confronti di Giorgia Meloni, rea di essere giunta in ritardo di 20 minuti alla discussione sul Consiglio Europeo, che tra l’altro si tiene proprio oggi.

Il premier si è prontamente scusata: “Sono stata io a chiedere al Presidente di rinviare l’inizio della discussione alla Camera per un motivo oggettivo di traffico, non avevo previsto quello trovato stamattina. Mi scuso con voi e vi ringrazio per la vostra pazienza”. E poi, dato che il brusio in Aula non cessava ha aggiunto: “Non ho detto che è colpa di Gualtieri, c’era il traffico, dopodichè ognuno trarrà le sue conclusioni”.

L’infelice uscita di Giachetti ha provocato la pronta reazione del “docente di sala”, Enrico Camelio, che ha dichiarato: “Caro Roberto, chiedi scusa! È una mancanza di rispetto per tutto il settore. Se parla così dei camerieri è perché li vede come una figura a cui si può dire e fare di tutto, una sorta di zerbino. Pensano che il cameriere sia un lavoro di ripiego, perché lo svolgono solamente gli universitari, o coloro che vogliono arrotondare nei fine settimana. Ma ciò è sbagliato perché chi arriva ad essere manager può guadagnare molto”.

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Camelio ha frequentato l’alberghiero, è diventato barman e sommelier professionista e successivamente, pur lavorando, si è laureato in Economia del turismo. L’episodio potrebbe essere derubricato a fatto irrilevante, seppur non accettabile anche in una normale conversazione, se non fosse che chi ha pronunciato queste parole è un Deputato della Repubblica che rappresenta tutti gli italiani.

Giachetti che non ha mai lavorato ed ha svolto tutta la sua carriera nell’ambito della politica prima nei radicali –di cui possiede la doppia tessera- e poi nel Partito democratico ed infine in Italia Viva, si è caratterizzato per un impegno laico nei confronti dei diritti civili e per questo che la sua affermazione sprezzante è particolarmente dolorosa per chi con il suo lavoro aiuta gli altri a svagarsi e divertirsi.

E il fatto che Giachetti sia di sinistra è un fatto grave perché riporta a tutta la recente polemica su i Soumahoro’s e da ultimo con la Gauche Qatar di Antonio Panzeri, ex Sindacalista CGIL, ex eurodeputato del Partito democratico ed infine iscritto ad Articolo 1, il cui segretario Roberto Speranza l’ha prontamente cacciato. A guardar bene, le vicende -seppur di dimensioni e rilevanza diversissime- non sono separate ma fanno parte di un unico fil rouge (è il caso di dirlo) che unisce la sinistra: e cioè l’incoerenza.

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Ed è questo il vero tallone d’Achille di chi si prende l’impegno di difendere i più umili, i diseredati e chi non ha voce. Nelle parole pronunciate a caldo dall’irritato deputato per un leggerissimo ritardo che sconta il traffico natalizio c’è tutta la strafottenza del politico famoso che ormai ha reciso ogni sano contatto con la realtà e vive nel suo mondo dorato di privilegi e stipendi stellari, tanto da considerare i “camerieri” come i paria della società, non esseri umani ma zerbini a pronta disposizione di chi ha i soldi e li comanda a bacchetta.

E meraviglia che proprio Giachetti che ha fatto della correttezza anche semantica la sua battaglia politica si esprima poi in questo modo con una intera e vastissima categoria del lavoro che terrà poi ben a mente le sue parole quando si voterà. Quindi non è Giorgia Meloni che si deve scusare ma Giachetti e non pare purtroppo averlo ancora fatto. Attendiamo fiduciosi.