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Politica
Migranti, la Francia apre la crisi con l'Italia: subito rafforzati i confini

Francia e Italia, rapporti precipitati. Parigi: "500 agenti alle frontiere"

La questione migranti fa precipitare i rapporti diplomatici tra Italia e Francia. Il governo di Parigi ha attaccato duramente Roma per le decisioni prese in termini di accoglienza: lo scontro ora - si legge sul Corriere della Sera - è totale. "L’Italia è stata disumana — ha annunciato ieri il ministro degli Interni francese Darmanin —. Si pone al di fuori della sua solidarietà europea e dei propri impegni. E ci saranno conseguenze estremamente forti sulle relazioni bilaterali ed europee". Sospesa da parte di Parigi la partecipazione al Meccanismo volontario di solidarietà europeo, in base al quale la Francia avrebbe dovuto accogliere entro l’estate 3.500 rifugiati arrivati in Italia.

Non solo: Darmanin - prosegue il Corriere - ha invitato anche «tutti gli altri partecipanti» all’accordo europeo del 10 giugno scorso in Lussemburgo, in particolare la Germania, a fare lo stesso. La ritorsione di Parigi, inoltre, si tradurrà in un «rafforzamento dei controlli alla frontiera, con 500 agenti». Ma Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Ritiene quella della Francia una reazione sproporzionata e al tempo stesso una minaccia che si commenta da sola. Una minaccia che comunque non spaventa il governo italiano, tantomeno in quei riferimenti legati ai meccanismi finanziari di solidarietà che Parigi ritiene troppo lauti nei confronti del nostro Paese.

Migranti, Ocean Viking ha attraccato a Tolone

La nave Ocean Viking della ong Sos Mediterranee, con a bordo 230 migranti, 57 dei quali bambini, è attraccata al porto militare di Tolone verso le 8.30 di questa mattina. I profughi sono stati autorizzati a sbarcare "a titolo eccezionale" in virtù di un "dovere umanitario", come ha spiegato ieri il ministro degli Interni, Gerald Darmarin.

I 230 migranti saranno immediatamente sistemati "in una zona di attesa". Vale a dire, come precisa il ministero degli Interni, "che non potranno uscire dal centro amministrativo in cui saranno sistemati e non saranno tecnicamente su suolo francese". Verranno poi effettuati i controlli sanitari, in seguito quelli di sicurezza da parte dei servizi, e poi saranno ascoltati dal'Ufficio per la protezione di rifugiati francese. Chi non riceverà l'asilo sarà allontanato direttamente dalla zona di attesa in direzione del suo Paese di origine.

Un terzo dei passeggeri con diritto di asilo potranno rimanere in Francia, gli altri saranno distribuiti in nove Paesi europei, fra cui la Germania, che si è impegnata all'accoglienza di 80 persone, il Lussemburgo, la Bulgaria, la Romania, la Croazia, la Lituania, Malta, il Portogallo e l'Irlanda.

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