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Politica
Prime crepe nel cerchio magico di Schlein. Scontro tra Cristallo e Santori

Dopo la vittoria di Schlein, nel Pd cominciano a volare i primi stracci avvelenati e Jasmine Cristallo bacchetta la sardina Santori

L’amo dei populisti è sempre in acqua aspettando che qualche allocco abbocchi. E l’amo di Mattia Santori, l’ex menestrello della nuova politica italiana, il Branduardi dell’Emilia,l’amo lo ha gettato ormai diverso tempo fa ma la pesca – rispetto ad altri - gli è risultata modesta.

Infatti, è riuscito ad acchiappare solo un posto di consigliere comunale a Bologna, un po’ poco per chi aveva in programma di cambiare l’Italia rovesciandola da capo a fondo come un calzettino. La fucina emiliana, che ha sempre diretto insieme ai toscani le vicende comuniste e post, si è giocata tutto al suo interno con il derby tra Schlein e Bonaccini.

La nuova segretaria alle Sardine è molto interessata non dal punto di vista ittico ma da quello politico e quindi voleva ficcarsele in segreteria ma purtroppo per loro un troppo zelante Santori ha esagerato nello zelo nei confronti della nuova Santa della sinistra e sta rischiando di rovinare tutto.

Il sardino non ha tenuto a mente quanto pronunciò il ministro Talleyrand ai suoi impiegati: "surtout, pas trop de zèle" e cioè “soprattutto, non troppo zelo”.

Infatti, l’incauto pescetto aveva dichiarato: “Per un Fioroni che se ne va penso che avremo 100 nuovi entranti nel Pd”. Al che Beppe Fioroni, cattolico e florido fondatore del Pd in quota “Democrazia cristiana” se ne è adontato e in diretta da Radio 1 ha ratto replicato: "Mattia Santori ha detto che per un Fioroni che se ne va ne arrivano altri cento? E chi è Santori? L’importante è che io non faccia parte di un partito che non mi vuole, gli auguro di vederne arrivare anche mille".

Insomma al famoso “Michele (Santoro) chi?” pronunciato da Enzo Siciliano allora da poco ai vertici della Rai dobbiamo aggiungere questo recente “Santori chi?” pronunciato da Fioroni. Ed in effetti, in un momento in cui il Pd deve dimostrare soprattutto la sua tenuta non rischiando scissioni, le parole di Santori non sono molto furbe.

La componente cattolica ha replicato piccata con Filippo Sensi, ex portavoce di Matteo Renzi e già uomo di Francesco Rutelli, ma la sorpresa ghiotta è arrivata da una sonora tranvata che gli ha tirato da Agorà una sua fedelissima pesciolina, la catanzarese Jasmine Cristallo: "Non condivido le sue parole, penso che sia giusto dire che quando qualcuno va via dispiace sempre. Vedo un atteggiamento respingente che non è possibile avere in questa fase così delicata".

A parte la saggezza politica viene però pure il dubbio che la Cristallo - fiutata l’aria - si sia voluta liberare del pesciolino avventato per prendersi lei un posto più rilevante, magari nella nuova segreteria che la Schlein sta approntando e che deve tenere conto di tutti gli equilibri all’interno del Partito democratico, compresi quelli ittici.

Cosa accadrà in futuro non è dato sapere ma certamente nel Pd cominciano, dopo la vittoria, a volare i primi stracci avvelenati che disegnano belle traiettorie curvilinee che hanno come obiettivo il Nazareno.

L’uscita di Fioroni, infatti, non è una sine cura perché comunque lui rappresenta una delle due componenti fondanti il Pd, cioè quella cattolica che, insieme a quella ex comunista, celebrarono questo piccolo compromesso storico. Cacciare Fioroni significa espellere i cattolici e quindi snaturare profondamente lo stesso progettopolitico inziale. A questo punto non si tratta più del Pd ma di un Pds allargato ai radicali senza però il carisma di Marco Pannella.

E questo, oltretutto, lascia il campo libero a forze riformiste di natura democratica e cattolica, ad esempio il Terzo Polo, ed infatti Renzi e Calenda non si faranno sfuggire l’occasione, come già hanno fatto capire.

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