Politica
Rai, ordine dai vertici Cdx: niente interviste. E' la prova: governo nel caos

Tv pubblica specchio degli equilibri della politica. E lo stallo dimostra come il Centrodestra sia lacerato
Doppio siluro della Lega contro Fratelli d'Italia. Tensione alle stelle
I giornalisti con una lunga esperienza insegnano che la Rai è lo specchio degli equilibri della politica. E lo stallo ai vertici di Viale Mazzini cela una maggioranza in difficoltà, che fatica a parlarsi, che non trova soluzioni, che annaspa e che rimanda tutto. Divisa e lacerata su molti temi, come abbiamo visto sulle armi all'Ucraina, con la Lega contro le decisioni Nato (anche di Giorgia Meloni) e con Forza Italia e Fratelli d'Italia che frenano sull'autonomia regionale tanto cara al Carroccio.
Nonostante Affaritaliani.it abbia chiesto per molte ore a numerosi esponenti della maggioranza interviste sul tema Rai, la risposta (e l'input viene direttamente dai vertici dei partiti di governo) è stata sempre la stessa: si parla solo con comunicati e non si fanno interviste. Traduzione: la situazione è esplosiva e bollente. Una pentola a pressione pronta a esplodere. La tanto attesa staffetta non c'è stata e probabilmente non ci sarà. Giampaolo Rossi, ex meloniano doc in Rai, sarebbe già dovuto diventare amministratore delegato al posto di Roberto Sergio, che sarebbe dovuto retrocedere a direttore generale. Ma Rossi non parla con gli alleati di governo, non comunica, accentra tutto. E la politica dorme.
I colonnelli dei partiti della maggioranza e gli uomini e le donne che seguono la partita della Rai non sanno trovare una soluzione tanto che clamorosamente non c'è ancora un cda. E si va avanti a strappi con la Lega che non intende mollare di un millimetro sul taglio - e in prospettiva abolizione - del canone Rai aumentando la raccolta pubblicitaria e scatenando l'ira di Forza Italia preoccupata per i contraccolpi sull'azienda di famiglia, Mediaset, impegnata nel rilancio del partito e con l'impegno diretto di Piersilvio sullo sfondo.
Per la Lega a questo punto - spiegano fonti qualificate - andrebbe bene continuare con Sergio a.d. e Rossi, se vuole, direttore generale e se non vuole si trovi un altro impiego magari in una televisione privata. Anche perché pare proprio che l'idillio tra Meloni e Rossi sia terminato da tempo. Ma il punto chiave sta nell'incapacità di sbrogliare la situazione, c'è sempre un'emergenza da affrontare - spiegano - tra addii illustri e caselle da mettere a posto. Così siamo a luglio e tutto è fermo e resterà fermo ancora per settimane. Forza Italia vorrebbe Simona Agnes presidente ma anche su questo punto tutto è bloccato dagli sherpa che letteralmente "dormono" e non decidono.
Cartina di tornasole della tensione che si taglia con il coltello è la nota (non intervista, come detto) della senatrice della Lega Tilde Minasi, componente della commissione Vigilanza Rai: "Dal momento che ci sono state preoccupazioni e richieste di chiarimenti riguardo alla gestione dei costi sostenuti dalla Direzione Approfondimento della Rai, presenteremo a breve un'interrogazione all'amministratore delegato per sapere quali sono le somme complessive spese negli ultimi cinque anni". Il destinatario dalla cannonata è Paolo Corsini che ad Atreju aveva affermato "Noi di Fratelli d'Italia" scatenando moltissime polemiche.
Altro siluro dalla Lega a difesa di Sergio (e anti staffetta con Rossi): "L'Ad Rai, Roberto Sergio, ha chiarito la posizione dell'azienda riguardo la gestione dei risultati delle elezioni francesi. Stupisce che sia stato lasciato solo dai direttori dell'offerta informativa e degli Approfondimenti che avrebbero dovuto coadiuvare RaiNews nella pianificazione di programmi e di copertura giornalistica", affermano in una nota (non intervista) i componenti della Lega in commissione di Vigilanza Rai. Siluro al direttore generale Rossi e ai direttori, casualmente (eufemismo), anche loro di area Fratelli d'Italia.
Il tutto cela, come detto, le difficoltà della maggioranza che ostenta unità ma che su moltissimi temi è divisa. E se la Rai è davvero lo specchio degli equilibri della politica ora capiamo bene perché Meloni ha perso l'upside e le voci di una crisi di governo e di un ritorno alle urne si inseguono sempre più insistenti.