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Politica
Strage Ustica, ecco perché dà fastidio la verità (scomoda) raccontata da Amato
Strage di Ustica

Strage di Ustica, la verità che dà fastidio a tutti.  Commento

La verità sulla strage di Ustica, su cui il Sig. Giuliano Amato si è recentemente soffermato, è ben nota: l’aereo Dc-9 di Itavia con 81 persone a bordo fu abbattuto la notte del 27 Giugno 1980 da un missile lanciato da un caccia francese che stava inseguendo un caccia libico su cui la Nato credeva stesse viaggiando Gheddafi, e che aveva tentato di rifugiarsi nella scia dell’aereo civile per sfuggire all’attacco. Se il Mig libico fosse quello i cui resti –compreso il cadavere del pilota- furono trovati sulle montagne del Sila il 18 Luglio di quell’anno non è stato finora accertato. Un frammento almeno della dichiarazione di Giuliano Amato merita di essere riprodotto: "Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione, e il piano prevedeva di simulare un’esercitazione Nato, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario". 

LEGGI ANCHE: Strage Ustica, da Amato fandonie? La bomba terremota i rapporti Italia-Nato

La cosa strana è che l’Italia, il cui spazio aereo fu così patentemente violato, era ed è membro della Nato! Certo la Nato ha agito in modo criminale, perché ha mirato ad assassinare un cittadino libico, né questo sarà l’unico attentato allestito dalla Nato contro Gheddafi. Alla fine, nel 2011, la Nato riuscirà a far assassinare Gheddafi. Ma Giuliano Amato, dal quale mai ci si sarebbe aspettati l’espressione “fare la pelle”, non sembra per nulla turbato o stupito di questo “piano”, al quale anche il governo italiano di allora dovette dare il suo assenso: a meno di non supporre che nella Nato ci siano i paesi di serie A, che organizzano attentati, bombardamenti e invasioni, e di serie di B, come il nostro, che li subiscono. Proprio come l’Italia deve aver partecipato alla preparazione dell’ attacco della Nato alla Libia del 2011: mai partecipazione dell’Italia a un’avventura militare della Nato fu più irresponsabile e auto-lesionista.

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