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Politica
Studenti: perché la protesta-tende contro il caro affitti è solo una farsa
Protesta degli studenti davanti alla Sapienza

Le connessioni che non si possono raccontare. La protesta delle tende contro il caro affitti è una campagna mediatica pilotata

 

La questione abitativa in Italia, oggi sollevata dagli studenti universitari, è la storia di una farsa vomitevole, senza fine. Già veder spuntare come funghi, solo ora, studenti protestatari, dopo due anni dove l’Italia per il Covid è diventata, come scrive il Washington Post, un laboratorio mondiale per le restrizioni delle libertà, dovrebbe far riflettere. Chissà dove erano prima?

Quello che vedete in tv è fuffa e una campagna mediatica pilotata, in mancanza di idee, di vita, frutto di una sinistra in via di estinzione, talmente guasta da fare “il baubau” alla Meloni istallando tende negli studi televisivi.

Le città sono stracolme di case vuote ma ci sarà sempre emergenza e prezzi alle stelle affinché gli amici, che finanziano le campagne elettorali e stanno dietro i media, possano costruire e costruire ancora e ancora. Lo sanno anche le pietre. Perché?

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Perché gli studenti senza mezzi e chi è più povero viene preso per i fondelli così? Perché le politiche abitative in Italia sono merce di scambio: per spartirsi i voti, gestire il consenso e cambiare l'opinione pubblica utilizzando le emergenze. Oggi ci sono le tende, ieri c’erano le case occupate, prima ancora i comitati di cittadini per le case popolari.

La questione abitativa è diventata un show di intrattenimento, non diverso dalla hard accademy di Rocco Siffredi, Il Grande Fratello o da qualsiasi altro spettacolo finto.

Ciclicamente, ogni X anni, si scopre che fasce di persone più povere non hanno il denaro per permettersi le abitazioni in affitto, che da decenni i Comuni non fanno più politiche abitative per loro o le case pubbliche sono assegnate con dinamiche anteguerra e anche con criteri clientelari. Me cojoni! Siamo all’eterno ritorno dell’identico, in versione patetica.

Come 30, 20, 10 e 5 anni fa, i casi diventano titoli di giornale e puntate di un talk che si spengono dopo sfilate e polemiche, per la felicità di chi doveva avere visibilità. Lo share del programma tv si mantiene alto e l’animo degli studenti “cioè-cioè”, usciti dall’anonimato, può lottare contro il potere. E vai coi brindisi all’happy hour alternativo. Il business dei palazzinari, con l’aggiunta oggi dell’invasione dei B&b di massa (grazie a piattaforme come Airb&b) che hanno distorto il mercato immobiliare nelle città, può continuare in attesa della prossima farsa. Tranquilli: tutto resta intatto.

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