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Politica
Superbonus terreno di scontro tra Berlusconi e la Meloni
Giorgia Meloni

Superbonus edilizio: Forza Italia con Giorgia Meloni, ma...

Anche ieri sera (domenica 13 novembre) Licia Ronzulli a Controcorrente -condotto da Veronica Gentili su Rete 4 - ha precisato che Forza Italia è naturalmente d’accordo sulla riduzione del Superbonus edilizio da 110 a 90 ma che chiederà una proroga sui tempi. La Ronzulli, ricordiamolo, è la capogruppo di Forza Italia al Senato e non si può anche non ricordare la lunga – e pericolosa - diatriba che vide contrapposti Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi proprio sul suo nome come ministro.

Va detto che la Ronzulli incassò bene il respingimento della Meloni, ma gli occhietti scintillarono preoccupanti nella notte romana e si sa –dai tempi di Giulio Cesare- che quel posto non è un luogo sicuro per chi comanda.

Ma riavvolgiamo il nastro. La Meloni aveva annunciato la riduzione del Superbonus «tranne per quei condomini che hanno già deliberato gli interventi e presenteranno la documentazione entro il 25 novembre». La motivazione è che la misura introdotta dal precedente governo «pesa di circa 60 miliardi e c’è un buco di circa 38 miliardi». Poi ancora il premier dice che tale misura ha «determinato una deresponsabilizzazione» e  «una distorsione sul mercato» e che «è andata prevalentemente a favore dei redditi medio-alti” concludendo poi con un “abbiamo quindi deciso di intervenire per correggere alcune distorsioni».

Insomma un attacco in piena regola alla norma voluta dai Cinque Stelle ma anche supportata da Forza Italia e duramente criticata per le tante falle in cui si sono inseriti i soliti furbi e truffatori, un po’ come –del resto- è accaduto per il reddito di cittadinanza.

Neppure il tempo di un amen e Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, suo omologo alla Camera, hanno dichiarato: «Era doveroso intervenire, tuttavia è altrettanto doveroso dare delle certezze agli operatori del settore e non cambiare continuamente il quadro. Proprio per questo, Forza Italia lavorerà per spostare la data di scadenza delle agevolazioni almeno di un mese per chi ha già deliberato in assemblea di condominio e ha già stipulato contratti. In merito, presenteremo in Parlamento un emendamento ad hoc, anche per garantire un tempo di transizione adeguato». 

Ed ora torniamo al presente.

Che Berlusconi abbia un buon peso al Senato e alla Camera è del tutto evidente come è evidente che appunto la Ronzulli – come si dice - se la sia legata al dito la vicenda della sua esclusione ministeriale.

E questo è uno dei motivi di rischio carsico per il governo di centrodestra, con la possibilità di un rilevante fuoco amico, considerando poi il peso delle reti televisive di Mediaset.

Meloni, non solo Berlusconi. Anche Salvini quando può ci mette del suo

Questo Meloni, da politica navigata e di antica scorza, lo sa benissimo ma sa anche che non può dimostrarsi debole nei confronti del Cavaliere che aspetta solo l’attimo buono per mettergli eufemisticamente i bastoni tra le ruote.

Ed anche l’altro alleato, Matteo Salvini, quando può ci mette del suo. Basti pensare che la grana sui migranti è nata perché dopo l’accordo raggiunto tra Meloni e Macron Salvini ha fatto un proclama muscolare sul fatto che Roma avesse –sulla vicenda- “piegato Parigi”, il che ha provocato l’ovvia reazione di Parigi.

In futuro, se dovesse accadere qualcosa soprattutto nei numeri del Senato, è bene che la Meloni pensi a qualcosa di tattico, non certo di strategico. E un supporto su alcuni provvedimenti specifici potrebbe venire di volta in volta da Matteo Renzi che è specializzato in prodotti farinacei cotti in forni democristiani di andreottiana memoria e di pregiata fattura.

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