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Politica
“Un flop totale” l’eredità dei giallorossi al Governo di Mario Draghi

“Un picco di morti da record, un crash del Pil da record, e da oggi praticamente l’Italia è ancora al punto in cui si trovava un anno fa” questa in sintesi l’eredità lasciata all’Italia, e a Mario Draghi, dal Governo giallorosso, quello guidato da Giuseppe Conte.

Il governo della pandemia, quello guidato dall’uomo in giacca, cravatta e pochette con grande buona volontà ma purtroppo poco abituato a manovrare macchine e strutture politiche di grandi e complesse proporzioni. Con alle spalle il PD di Zingaretti e il M5S già in cattive acque, non ha potuto fare altro che mettere la faccia su un fallimento quasi annunciato.

La mossa di Matteo Renzi è stata provvidenziale perchè ha liberato il paese da un volano che sarebbe potuto diventare “senza ritorno”. La successiva decisione del presidente Sergio Mattarella ha invece ridato agli italiani un barlume di speranza. Un barlume che ha un nome e cognome, Mario Draghi.

E adesso, dopo che la mossa di Renzi, ha messo sotto scacco sia il PD che i grillini, sembrerebbe, secondo sondaggi ad hoc, che tutti gli italiani sarebbero ancora pronti a farsi guidare dal “Conducador” in giacca e cavatta.  La sindrome di Stoccolma parrebbe aver infettato molti cittadini.

Analizzando le azioni del passato Governo sulla pandemia qualche dubbio sul valore di questi sondaggi viene.

Infatti l’Italia potrebbe essere presa a modello per uno dei modus operandi peggiori adottati nella pandemia. Per sostenere questo basta fare un semplice paragone con quanto fatto non da un'eccellenza assoluta come Israele, ma da Gran Bretagna, Stati Uniti e Portogallo che hanno fatto azioni diverse ma tutte con risultati soddisfacenti.

Il Regno Unito ha iniziato malissimo per decisioni irresponsabili e i contagi hanno riempito il paese. Boris Johnson ha poi reagito con due azioni incisive e decisive: da una parte ha chiesto uno stretto lockdown e dall’altra ha portato avanti una campagna di vaccinazioni a tappeto dando il via libera ai vaccini, AstraZeneca in testa,  fatti però alla velocità della luce. Nessuna attesa di approvazione da parte dell’agenzia regolatoria inglese, una dose a tutti e i contagi si sono ridotti del 90%. Risultato: il paese si sta preparando a ripartire.

Dall’altra parte dell’Atlantico invece gli Stati Uniti che, con Trump avevano avuto una diffusione dei contagi allarmante, un numero di morti spaventoso e una gestione della pandemia disastrosa, hanno reagito prontamente con Joe Biden. Il democratico , appena arrivato, ha dato una svolta a 360 gradi con due passaggi fondamentali: 100 giorni di mascherina obbligatoria ovunque e 100 milioni di americani vaccinati al tempo stesso. E l’obiettivo sta per essere raggiunto e pure superato, molto probabilmente prima del tempo programmato.

Il piccolo Portogallo, fino a Natale, non aveva quasi nemmeno sentito la pandemia. Nelle festività, con il "liberi tutti", il virus è esploso con 16000 contagi al giorno e oltre 250 morti. Una strage ma il Governo è stato rapidissimo nelle decisioni. Un lockdown totale di  2 mesi senza se e senza ma. Risultato: oggi 600 contagi e 15 morti al giorno. E con gradualità si ricomincia a riaprire cercando di vaccinare con tutte le dosi a disposizione. A maggio dovrebbe ripartire il turismo ma con prudenza e gradualità.

E l’Italia?

Gialla, rossa, arancione, arancione scuro in una girandola di DCPM che ha scontentato tutti e , soprattutto, non ha risolto il problema dato che il contagi sono oltre i 25000 al giorno e il numero dei morti oltre i 370. Una vera e propria catastrofe ingigantita dai pochi vaccini dati anche alle categorie più disparate e meno esposte, come quella degli avvocati e, in alcuni casi, pure ai giornalisti. Ma il vizio italico di pensare di essere sempre più furbi degli altri è duro a morire. Senza parlare della parte economica legata ai ristori. Troppo complesso il discorso e troppo delicato il risultato.  

Il piano vaccinale, prima a forma di primula, ora sta avanzando, anche se lentamente, solo perchè il nuovo Governo ha messo dei numeri uno alla Protezione Civile e alla logistica dei vaccini.

Solo così l’Italia avrà una speranza di uscire dall’incubo che un gruppo di uomini di buona volontà e di tanta inesperienza  supportati da un "nugolo di scienziati e virologi gli uni contro gli altri armati "non sono stati in grado di farla uscire nemmeno lontanamente dopo un anno intero.

Un grazie a Matteo Renzi e un altro al nostro Presidente Sergio Mattarella.

 

 

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