Santanchè, mare di debiti: accolta la richiesta di concordato per Visibilia

La crisi di Visibilia, società del ministro Santanchè, è da addebitare alla rescissione del contratto di raccolta pubblicitaria per “Il Giornale”

di Andrea Giacobino
Daniela Santanchè
Economia

Visibilia, concordato per la società del ministro Santanchè

Per il ministro del turismo Daniela Santanchè dopo la richiesta dei magistrati di Milano di messa in liquidazione giudiziale (anticamera del fallimento) è arrivata l’ora del concordato. Qualche giorno fa, infatti, Guendalina Pascale, giudice delegato del tribunale di Milano, ha nominato Barbara Rovati commissario di Visibilia srl accogliendone la richiesta di concordato presentata, tramite lo studio legale Lca, dal liquidatore Antonino Schemoz.

Nel ricorso dei legali si spiega come Visibilia, attiva dal 2011 al 2019 quale concessionaria di pubblicità, sia controllata per il 95% dalla Santanchè mentre il restante 5% è dello stesso Schemoz. Il ricorso dice anche che “la società si trova oggi in stato di crisi, in quanto non più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, con particolare riferimento al debito scaduto nei confronti di Prelios Credit Servicing e dell’Agenzia delle Entrate”.

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Nel testo si spiega inoltre come la ragione della crisi di Visibilia sia da addebitare alla rescissione del contratto di raccolta pubblicitaria per “Il Giornale” avvenuto alla fine del 2017. “Ulteriore elemento negativo - si legge - è stata la partecipazione che la società deteneva indirettamente, tramite Visibilia Editore Holding, in Visibilia Editore spa, quotata all’Euronext Growth. Purtroppo questa società non ha apportato risultati economici soddisfacenti e Visibilia ha dovuto effettuare importanti svalutazioni sulle partecipazioni”.

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Poi a novembre scorso la società “è stata oggetto di istanza di liquidazione giudiziale presenta dalla Procura della Repubblica di Milano” basata sulla presunta sussistenza di un debito fiscale di 1,14 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto negativo. La mossa dei giudici era di fatto una procedura pre-fallimentare.

Di qui, per evitarla, la domanda di concordato per attuare un piano di risanamento (da presentare al tribunale nei prossimi 60 giorni) a fronte di debiti così composti: 1,2 milioni verso l’Agenzia delle Entrate, 4,5 milioni verso Prelios Credit Servicing e 3 milioni verso fornitori infragruppo. Visibilia per dar corpo al risanamento intende adire alla rottamazione del debito fiscale mentre sta trattando la rinegoziazione del debito con Prelios.

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