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Destinazione Sud
Nova Yardinia, il sogno infinito della Rimini del Sud
La lunga spiaggia di Nova Yardinia

Doveva essere la “Rimini del Sud” e forse un giorno lo sarà. Il “sogno”, dopo qualche brusco risveglio, continua perché, in fondo, è l’unica cosa che non costa nulla. Nova Yardinia, il Polo turistico di Castellaneta Marina, venti minuti da Taranto, oggi è un gioiello che si è rifatto una seconda vita.

Il sole, il verde, il mare e la sabbia dello Ionio sono rimasti gli stessi, eppure è cambiato tanto. Lo scenario innanzitutto, perché la traiettoria del turismo di massa è finita poco oltre, in Salento, o poco prima, a Matera. E poi i bilanci della vecchia società, la Nuova Concordia, passati dal blu intenso del mare al profondo rosso del passivo: 160 milioni di euro di debiti (più i 43 della capofila Sofin Spa) affidati alle cure di un liquidatore.

Di qui il passaggio obbligato del polo ad un nuovo gestore, la Greenblu. Una società nata dall’iniziativa di una parte del management interno e di alcuni componenti della “tribù” dei Putignano, la famiglia di Noci impegnata nel ramo delle costruzioni, che ha investito le sue fortune là dove, erano gli Anni ’60, Carlo Ponti e Sophia Loren immaginavano di realizzare un parco divertimenti. Altri tempi, davvero.

E’ il 2011, invece, quando l’avventura di Nova Yardinia prende un’altra piega. Ed è anche lo stesso periodo in cui Vasco Rossi, la rockstar di Zocca, la sceglie come buen retiro per ricaricare le pile della sua “vita spericolata” e postare un po’ di clippini per chiacchierare con quattro milioni di follower dei “fatti suoi” e sponsorizzare quest’angolo di Puglia che «non ha nulla da invidiare alla Costa Azzurra». Una riuscitissima operazione di marketing. Così come il flirt con il tennis al femminile delle pugliesi Roberta Vinci e Flavia Pennetta: due tappe di Federation Cup e una di Coppa Davis tra il 2009 e il 2010.

Una lunga storia, quella di Nova Yardinia. Avvincente, ovvio, come una partita di tennis: dove capita di cadere, di sbagliare una volée che sembra facile, di rialzarsi e piazzare lo smash vincente. Vent’anni di imprenditoria d’attacco e, ora, questo cambio di direzione – meno eclatante e più sostanziale - per salvare il salvabile, proprio in virtù del rinnovamento societario, manageriale e anche familiare che porta in dote Greenblu. Strada opposta rispetto a quella percorsa appena qualche anno prima, quando le strutture erano passate in gestione al Gruppo Hilton: un innamoramento fugace, durato lo spazio di una stagione o poco più invece dei 10 anni previsti dal contratto. Al colosso angloamericano piaceva vincere facile e allora tanti saluti al Mar Ionio e a Nicola Putignano, l’ex senatore socialista e allora patron incontrastato del gruppo barese che, in quell’infuocato e speranzoso luglio del 2005, aveva siglato uno storico accordo con Jürgen Fischer, presidente di Hilton International Europe & Africa e Scandic Hotels. Business in business, yankee go home: è facile immaginare.

Il “gioiello”, insomma, torna in mani pugliesi. E dal 2009 comincia a scottare maledettamente. Va in crisi il Valentino Village, il primo villaggio inaugurato a Castellaneta Marina negli anni ’90, ma è soprattutto il flop dei parchi a tema Felifonte e Felisia (pessimo investimento, entrambi dismessi già da tempo) ad aprire la voragine. Calanè, Kalidria e Alborea, che costituiscono l'intero complesso, tirano ma non basta.

«Nova Yardinia – si legge sul sito di Greenblu -  ha una capacità ricettiva di 790 camere per un totale di 2.500 posti letto, dispone di 30 sale meeting, 7.800 mq di aree espositive e spazi non convenzionali, 14 ristoranti, 5 km di spiaggia privata con 2 lidi balneari, 3.500 mq di thalasso SPA». Un piccolo paradiso per turisti immerso in una riserva di pini d’Aleppo di 1500 ettari. Tutto così bello da rappresentare, nero su bianco, l’oggetto del contratto di programma da 520 miliardi di vecchie lire con cui lo Stato, nel 1996, aveva co-finanziato il progetto del Gruppo Putignano: un investimento totale di 360 milioni di euro (di cui 124 pubblici, il resto privato). Un progetto faraonico, disegnato dall’archistar argentino Emilio Ambasz, che prevedeva a regime quasi 7mila posti letto e diverse altre strutture ricettive: tre “quattro stelle”, due grand hotel, un campo da golf da 18 buche (a lungo al centro di un contenzioso davanti al Tar), uno shopping center da 22mila mq e anche un porticciolo. Il più grande polo turistico del Sud Italia: bello, bellissimo anche se fermatosi a metà strada.

Eppure Castellaneta Marina resta una delle mete pugliesi più gettonate dai turisti, italiani e stranieri. Promozione Puglia certifica 395mila presenze nella stagione 2014: undicesimo posto tra le migliori 15 località, prima assoluta in provincia di Taranto. E di queste, 250mila sono appannaggio di Greenblu, che conta molto anche sul segmento congressuale. Numeri che Vincenzo Gentile, amministratore delegato, ha costruito anno dopo anno. E’ lui il trait d’union tra il vecchio e il nuovo ma non indugia in amarcord perché, quando competi ad alti livelli, un punto non lo puoi giocare due volte. Gentile tira subito una riga rossa: «Dì là – chiarisce - c’è una vicenda che riguarda la proprietà, di qua Greenblu, la nuova gestione in cui sono entrati alcuni figli dei Putignano e la componente manageriale». La cesura è chiara, come i punti fermi da cui ripartire: «Greenblu nasce dall’esperienza del management di Nova Yardinia – dice – grazie a cui abbiamo costruito le basi per creare turismo di qualità e dare al nostro territorio lo sviluppo di cui necessita».

Grazie alle 250mila presenze l’anno, confermate nel 2015, una stagione che dura 180 giorni, 700 dipendenti stagionali e ricavi in crescita «l’operazione di rilanciare Nova Yardinia – sottolinea Gentile – è già riuscita». Greenblu, infatti, è già andata oltre. Molto oltre, a giudicare dall’acquisizione di nuove gestioni in Basilicata (il resort cinque stelle Marinagri) e in Puglia (il Ticho’s Hotel di Castellaneta Marina e, da poco, il lussuoso resort Borgobianco di Polignano a Mare). «E stiamo cercando – continua l’amministratore delegato - altre strutture da rilanciare. Siamo in grado di trasferire il modello di Nova Yardinia su altre tipologie di strutture, sfruttando servizi e management centralizzati e creando, in tal modo, economie su più larga scala. Aver costruito nel tempo un’affidabile infrastruttura operativa, amministrativa e commerciale consente di dare valore aggiunto a tutto ciò che andiamo a inserire nel nostro carnet». La strategia, per ora, è disegnata sul breve termine: «Vogliamo consolidare la nostra presenza in Puglia e Basilicata e condurre in porto altre iniziative nei prossimi due o tre anni nel Salento e ancora sull’Adriatico. Non  nascondo che, in un secondo momento, potremmo anche andare oltre». L’obiettivo dichiarato è molto ambizioso: «Vorremmo – scandisce Gentile - raddoppiare nel prossimo biennio l’offerta di strutture gestite, accompagnando queste operazioni con iniziative di marketing per far conoscere il territorio a livello internazionale».

Insomma: rilancio, consolidamento ed espansione. «Possiamo guardare al futuro con fiducia – spiega il manager – perché Greenblu è oggi un modello gestionale valido a livello internazionale, per la serietà, capacità e credibilità mostrate nelle ultime cinque stagioni». Caratteristiche che, però, vanno sommate ad altri fattori. Gentile ne cita almeno due: «Bisogna rilanciare il nome di Taranto che oggi viene visto, a fini turistici, in negativo. E poi è necessario avere un aeroporto vicino e operativo, Grottaglie o Pisticci, a 30-40 minuti: l’ideale per rilanciare davvero la costa ionica. Un grande sviluppo turistico va accompagnato con trasporti e infrastrutture adeguate, la cui mancanza ci penalizza soprattutto per la clientela di bassa stagione che vuol andare a visitare i luoghi d’interesse della Puglia. Lo affermo a ragion veduta, perché nel tempo abbiamo conquistato tanti clienti per il bellissimo mare e le spiagge fantastiche che abbiamo, ma ne abbiamo anche persi perché per essere competitivi non puoi avere un aeroporto a un’ora e mezza di distanza».

Infrastrutture, bellezze naturali e immagine: «Servono tutte insieme – rimarca Gentile – e su questi temi, negli ultimi anni, con la Regione e Puglia Promozione si è fatto un bel lavoro». E poi c’è quello che tocca ad ognuno, ogni giorno: «La nostra forza – dice con orgoglio il manager di Greenblu - è quella di ieri. Ossia aver creato un management che si dedica a tutto tondo e in ogni momento a questo settore, curando ogni minimo particolare dell’accoglienza e della gestione. Ciò è possibile perché nel cuore di questa società c’è gente del territorio che è interessata alla sua crescita, persone che tengono al lavoro e alla terra in cui vivono, perché credono che tutto ciò possa essere il futuro proprio e dei propri figli. E oggi abbiamo esperienza, credibilità, un rapporto ottimo con i player turistici di primo livello, oltre che capacità gestionale per tenere sotto controllo le aziende». Del resto, è provando e riprovando che s’impara a far meglio, anche nel turismo. Made in Puglia naturalmente.

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