A- A+
Il cruscotto

CARO AMMINISTRATORE........FAI ATTENZIONE AL “CONTROLLO DI GESTIONE”

Angelo2
 

Come già anticipato con l’articolo del 13 gennaio passato è in corso una rassegna dedicata agli amministratori e imprenditori in genere finalizzata a far conoscere agli stessi le disposizioni emanate col codice della crisi e dell’insolvenza (CCII), in considerazione del fatto che da un recente “Rapporto Cerved 2019” aggiornato al 12 ottobre 19, dove viene attenzionato il “grado di consapevolezza delle imprese circa i nuovi sistemi di organizzazione e monitoraggio previsti dal CCII”, dal campione esaminato è emerso che appena il 7% sarebbe in linea con i nuovi obblighi.

Dal combinato delle disposizioni contenute nel CCII, tra l’obbligo di un “adeguato assetto organizzativo” e “gli strumenti di allerta” con uno sguardo fisso alla “continuità aziendale” emerge che le aziende devono monitorare costantemente l’andamento economico/finanziario e patrimoniale della gestione sia in ottica storica, sia soprattutto in ottica prospettica.

Per questo motivo una particolare attenzione deve essere rivolta alla pianificazione economica/finanziaria.

Va anche considerato il fatto che il CCII obbliga le banche a concedere i finanziamenti/linee di credito ai soggetti che rientrano nei parametri del “merito creditizio” (vedi l’articolo del 26/8/19 – il codice della crisi e il rapporto impresa banche) e, quindi, è indispensabile che le aziende, si attivino a formulare “un business plan” a 3-5 anni al fine di stabilire le strategie di breve/medio/lungo termine.

Ripeto, soprattutto le società che hanno l’obbligo di nominare l’organo di controllo e/o il Revisore è indispensabile che dimostrino di essersi dotate di un “adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile”.

In primis, le aziende che hanno elaborato la contabilità generale esclusivamente per la determinazione del reddito imponibile ai fini ires e irap, dovranno rivedere il proprio assetto contabile ed elaborare la contabilità ordinaria secondo le regole civilistiche, applicando le buone pratiche aziendali, creando appositi fondi rischi/accantonamento, valutando attentamente la bontà dei propri crediti, le rimanenze di magazzino, il grado di obsolescenza de macchinari, la solvibilità dei propri clienti, ecc..

Ho avuto modo di leggere bilanci che raggruppavano i debiti erariali nel conto “debiti v/Equitalia” senza elencazione/analisi alcuna e senza che a fine anno fossero state imputate le relative sanzioni e interessi (ciò comporta anche responsabilità per chi ha elaborato il bilancio).

Ho visto ancora casi di accertamento da parte del fisco, ancorchè impugnato davanti alla competente commissione tributaria, e nessuna posta cautelativa era stata accantonata in apposito fondo e in nota integrativa non se ne faceva alcun riferimento, ne vi era un parere da parte del difensore circa la possibile  e o probabile conclusione del procedimento.

Questo vale anche per ogni controversia sia civilistica che amministrativa, perché  in caso di distribuzione di utili, senza che siano state previste le citate poste cautelative, si concretizza una distribuzione di capitale e non di utile, nella ipotesi di riserve insufficienti.

A seguire, è indispensabile una capillare gestione dell’informazione e a ognuna di essa deve seguire un adeguamento delle poste contabili idoneo alla gravità della informazione stessa.

Ovviamente le informazioni influenzeranno sia il presente che il futuro dell’azienda.

Alla luce di tutto ciò è comprensibile come la visione prospettica dell’andamento della gestione e la pianificazione finanziaria è elemento indispensabile.

Una domanda nasce spontanea: “quale è lo strumento che consente di ottemperasre a tutto questo?

“Il controllo di gestione”

vig.25gennaio
 

Non è più sufficiente soltanto il bilancio di esercizio per pianificare il futuro dell’azienda, sia perché è redatto a consuntivo (marzo successivo all’esercizio di competenza) sia perché le decisioni da prendere, sulla scorta dei dati storici, riguardano il futuro e per tale motivo il management abbisogna di informazioni a livello prospettico.

E’ popolare la frase meglio prevenire che curare” e proprio in tale ottica che bisogna agire.

L’obiettivo del CCII è soprattutto quello di evitare il fallimento dell’impresa.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, alla contabilità generale va aggiunta la contabilità direzionale e soltanto con questo binomio che si concretizza quel cruscotto” che consente a tutti i responsabili aziendali di potersi orientare, nonchè esprimersi con cognizione di causa nel proprio settore di competenza.

Il controllo di gestione è lo strumento della contabilità direzionale che, unitamente, alla contabilità ordinaria, permette quel monitoraggio costante sia sull’andamento in corso che su quello prospettico, non tralasciando i dati storici.

Dalla mia personale esperienza, posso affermare che anche piccole aziende, attraverso il controllo di gestione, possono correggere clamorosi errori di gestione.

La gestione delle informazioni è elemento indispensabile per chi conduce una azienda.

Un esempio fra i tanti: “il costo di riferimento”.

Mi piace usare questa metafora per esprimere il concetto del “costo di riferimento”.

E’ cosa risaputa che l’obesità è in forte aumento e per questo si parla tanto di “peso forma”.

Con tale locuzione si indica il peso ottimale di una persona, in base alle proprie caratteristiche.

Ogni persona, può confrontare i dati del proprio peso (o meglio della propria composizione corporea) rispetto al “peso forma” facendone le consequenziali considerazioni.

Nel controllo di gestione avviene la stessa cosa.

Quindi, il primo passo è stabilire il costo ottimale (peso forma) di un prodotto secondo il tipo di azienda posseduta, poi, attraverso le apposite registrazioni di allocazione dei costi negli appositi centri di costo, si confronta il costo ottenuto con quello del “peso forma”, individuando così eventuali scostamenti significativi.

A tutto ciò, a causa dell’intensità dei costi di natura indiretta, si è reso necessario porre attenzione a una particolare esigenza all’analisi non solo dei costi che direttamente o indirettamente concorrono al costo del prodotto, ma anche quelli relativi alle attività alla base del costo meglio definito “activity based costing”.

L’activity based costing è una metodologia che consente di porre una maggiore attenzione da parte del management verso le attività non strettamente legate al processo produttivo, integrando quelle informazioni che i procedimenti tradizionali utilizzati per il calcolo dei costi non sono più in grado di soddisfare pienamente per le esigenze decisionali.

Ciò si conclude inesorabilmente in un maggior vantaggio competitivo.

Potrei fare moltissimi altri esempi, ma non è questa la sede, per quanto mi rendo disponibile a fornire maggiori chiarimenti a richiesta.

Esorto tutti gli imprenditori, nessuno escluso, e aggiungerei anche i professionisti (questi ultimi sono dei prestatori di servizi, ancorchè qualificati, e come tale devono monitorarne i costi) a porre attenzione a queste rivoluzionarie disposizioni, in quanto l’inosservanza conduce a gravi responsabilità ed è facile che gli amministratori di società di capitali siano chiamati a rispondere con il patrimonio personale in talune ipotesi non molto infrequenti.

La responsabilità degli amministratori, prevista dall’art. 378 del CCII che ha modificato l’art. 2476 del codice civile sarà l’argomento del prossimo articolo.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

Oppure all’Associazione culturale “Per saperne di più”: info@persapernedipiu.it

 

Commenti
    Tags:
    codice della crisiangelo andriulocontrollo di gestioned.lgs 14/2019societa'controlloassetto organizzativoamministratoreresponsabilita'informazionedati prospetticiallertacontabilita' direzionaleindicecontabilita' ordinaria
    Loading...
    Loading...
    i più visti
    

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Ferrari svela la 812 Competizione e 812 Competizione A

    Ferrari svela la 812 Competizione e 812 Competizione A


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.