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DEBITORE INCAPIENTE

DEBITORE INCAPIENTE

L’art. 283 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) ha concesso al debitore incapiente il beneficio della esdebitazione purchè trattasi di persona fisica e soprattutto “meritevole”.

Visto che il citato articolo del CCII entrerà in vigore il 1° settembre p. v. e, considerata l’urgenza di porre rimedio a moltissime situazioni di sovraindebitamento creatasi per effetto della pandemia in atto, il legislatore ha creduto opportuno anticiparne gli effetti e così con l’art. 4 ter del D. L. 28/10/20 convertito con legge nr. 176 del 18/12/20 ha modificato la legge 27 gennaio 2012 nr. 3 attraverso l’aggiunzione dell’art. 14 quaterdecies “Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrite ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro 4 anni dal decreto del Giudice nel caso in cui sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiori al 10%. Non sono considerati utilità, ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti in qualsiasi forma erogati.”

La disposizione è abbastanza chiara.

D – chi può accedere a questa procedura?

R – esclusivamente il sovraindebitato persona fisica (sono esclusi i soggetti societari);

D – a quali condizioni?

R – le condizioni sono diverse:

  1. il soggetto in questione non deve avere nulla da offrire per il pagamento dei debiti, nemmeno in prospettiva futura;
  2. presenza di meritevolezza;

D – quale è il beneficio?

R – ottenere l’esdebitazione.

D – quante volte è possibile accedere a questa procedura?

R – solo una volta.

D – cosa succede se un soggetto ricorre per una seconda volta alla procedura in commento?

R – il Giudice dichiarerà l’inammissibilità (ciò vuol dire che il gestore della crisi deve fare una indagine presso la cancelleria fallimentare del Tribunale competente per constatare se il sovraindebitato ha fatto ricorso alla procedura in esame);

D – Se il sovraindebitato ha cambiato residenza, il gestore della crisi dovrà fare una indagine anche presso il precedente Tribunale competente per territorio?

R – a mio avviso si, perché, altrimenti, il Giudice ultimo non saprebbe del precedente ricorso.

D – cosa succede se il sovraindebitato eredita nel corso dei quattro anni successivi all’esdebitazione?

R – se nei 4 anni successivi sopravvengano delle utilità (eredità, lasciti, vincite ecc) in misura non inferiori al 10% dei debiti, il sovraindebitato dovrà procedere al pagamento secondo le regole proprie della legge 3/12.

D – i finanziamenti erogati rientrano nel concetto delle utilità sopravvenute?

R – i finanziamenti in qualsiasi forma erogati non sono considerate utilità.

lino1
 

Per completezza di discorso, esplicito la mia opinione sul significato di “meritevolezza”.

Per “meritevolezza” s’intende l’assenza di “atti in frode”.

In parole povere il sovraindebitato non deve aver posto in essere atti (anche omissivi) che hanno cagionato un danno ai creditori (assenza di dolo – quindi anche assenza di atti impugnati dai creditori).

A ciò va aggiunta la circostanza che il debitore/consumatore non abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità.

Quest’ultimo concetto, a mio avviso, fa rientrare nel concetto di “meritevolezza” anche quello della “diligenza”, cioè la mancanza della “colpa” nella causa del sovraindebitamento.

Avere consapevolezza della propria condizione economica-finanziaria e patrimoniale al momento della sottoscrizione di un contratto di finanziamento ed essere certi della “propria capacità rientro” è un fattore determinante.

Il giudizio di “meritevolezza” allargato a quello della “diligenza” è sempre rimesso al Giudice.

Per dimostrare il possesso del requisito della “meritevolezza” occorrerà, quindi, che il sovraindebitato espliciti la mancanza di “colposità” fornendo tutti i documenti in suo possesso all’Organismo di composizione della crisi (OCC) affinchè, attraverso il “gestore della crisi”, sia redatta apposita relazione particolareggiata che attesti l’assenza di elementi che minerebbero, altrimenti, il requisito medesimo.

Per questi motivi occorre verificare, altresì, sia il momento in cui è stato assunto il primo debito rilevante e quali quelli successivi se collegati o meno tra loro come “effetto a catena”.

In sintesi, portare all’attenzione se il nuovo debito non sia una rimodulazione del debito originario in quanto non più sostenibile.

C O N C L U S I O N I

Più volte ho portato all’attenzione dei lettori e anche della classe politica sia con i miei articoli, sia con colloqui diretti, che il semplice spostamento dell’entrata in vigore del CCII da agosto 2020 al 1° settembre 2021 non è stata cosa ben fatta in quanto alcune rettifiche, integrazioni o innovazioni erano di grande utilità per i contribuenti.

Finalmente tale concetto è stato recepito e con il citato Decreto diverse sono state le modifiche alla legge 3/12 già previste nel CCII.

Potete inviare i Vostri quesiti a

angelo@andriuloweb.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti
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