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Il quadro
RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE

RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE

Angelo2
 

Il D. L. 8 aprile 2020 nr. 23 (decreto liquidità) ha introdotto varie novità tra cui la sospensione temporanea in materia di riduzione del capitale ex art. 6:

“1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020 per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile.”

La lettura di questo articolo va fatta tenendo anche conto dello spostamento dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che è stato rinviato al 1 settembre 2021 (eccezion fatta per gli articoli che già sono operativi sin dal 16 marzo 2019).

Per questioni di spazio, tratterò solo l’aspetto che interessa le società a responsabilità limitata.

Se tra i gentili lettori vi è qualcuno che ha interesse ad approfondire anche aspetti riguardante le SpA o le cooperative, può inviarmi una mail alla quale non mancherò di rispondere (nei limiti delle mie conoscenze).

Nel commentare l’art. 6, tre sono i punti che intendo mettere in evidenza:

  1. periodo:
  2. riduzione del capitale sociale per perdite
  1. senza intaccare il minimo legale;
  2. intaccando il minimo legale per oltre un terzo;
  1. cause di scioglimento.

 

  1. Periodo

L’esercizio 2020 è diviso in due periodi:

  1. dal 1/1 all’8/4 non opera alcuna sospensione;
  2. dal 9/4 operano tutte le sospensioni previste. (Il D.L. è stato pubblicato sulla G. U. R. I. l’8 aprile e a norma dell’art. 44 dello stesso decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, cioè 9/4).
  1. Riduzione del capitale per perdite

La prima operazione che occorre fare è raffrontare le perdite col patrimonio sociale al netto del capitale sociale.

Se l’importo delle perdite è uguale o inferiore a tutte le riserve, non bisognerà fare nulla in quanto il capitale sociale non è interessato.

Se, invece dopo aver azzerato tutte le riserve, rimane un residuo delle perdite, occorre stabilire in che modo il capitale sociale è stato intaccato.

  1. senza intaccare il minimo legale

Art. 2482-bis. (SRL) Riduzione del capitale per perdite

  1. Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli  amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti.
  2. All'assemblea deve essere sottoposta una relazione degli amministratori  sulla situazione patrimoniale della società', con le osservazioni nei casi previsti dall'articolo 2477 del collegio sindacale ((o del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti)). Se l'atto costitutivo non prevede diversamente, copia della relazione e delle osservazioni deve essere depositata nella sede della società' almeno otto giorni prima dell'assemblea, perchè i soci possano prenderne visione.
  3. Nell'assemblea gli amministratori  devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione  prevista nel precedente comma.
  4. Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, deve essere convocata l'assemblea per l'approvazione del bilancio e per la riduzione del capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci (o il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ) nominati ai sensi dell'articolo 2477 devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione  del capitale  in ragione delle perdite  risultanti dal bilancio.
  5. Il tribunale, anche su istanza di qualsiasi interessato, provvede con decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori.
  6. Si applica, in quanto compatibile, l'ultimo comma dell'articolo 2446.

Come potrà facilmente constatarsi l’art. 6 del decreto liquidità ha sospeso l’applicazione solo del 4, 5 e 6 comma, e non anche il 1, 2 e 3 comma.

La precisazione è importante assai perchè per ottemperare alle disposizioni appena citate bisogna innanzitutto stabilire quali perdite prendere in considerazione.

A mio avviso sono:

  1. Le perdite prodotte sia nel periodo 1/1 all’8/4/20, sia quelle dal 9/4 al 31/12/20.

Per le perdite prodotte in questo periodo si applicano le disposizioni del 1, 2 e 3 comma dell’articolo innanzi riportato e cioè che gli amministratori devono convocare l’assemblea ecc. ecc.

Per il ripianamento bisognerà aspettare l’esercizio 2021.

  1. le perdite del 2019, aggiunte a eventuali perdite di esercizi precedenti non ancora azzerate, che in virtù del 4 comma “se entro l’esercizio successivo …..” e cioè entro il 2020 possono beneficiare della sospensione di cui al 4, 5 e 6 comma.

Per le perdite del 2020 (sia maturate dal 1/1 all’8/4 che quelle dal 9/4 al 31/12), occorrerà un altro intervento legislativo, perchè non ritengo sarà possibile in molti casi rispettare le disposizioni citate dal 4 comma a causa della situazione economica finanziaria consequenziale alla pandemia in atto.

 

  1. intaccando il minimo legale

vignetta riduzione capitale
 

Art. 2482-ter.(srl) Riduzione delcapitale al disotto del minimo legale

Se, per laperdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito dal numero 4) dell'articolo 2463, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea per  deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo.

E' fatta salva la possibilità' di deliberare la trasformazione  della società.

La sospensione degli effetti dell’art. 2482 ter c.c. operata dall’art. 6 del decreto liquidità si riferisce, a mio parere, esclusivamente alle perdite prodotte nel periodo dall/1/1 all’8/4/20 (perdita di oltre 1/3 del capitale sociale).

Un’altra corrente di pensiero include in questa sospensione anche le perdite relative all’esercizio 2019, visto che il bilancio si chiude dopo l’entrata in vigore del decreto liquidità.

Io non sono d’accordo, in quanto tali perdite rientrano nella copertura della sospensione degli effetti dell’art. 2484 c.c., meglio trattato nelle cause di scioglimento.

  1. cause di scioglimento

L’art. 6 del decreto liquidità sospende anche gli effetti del 1° comma nr. 4 dell’art. 2484 c.c. (riduzione del capitale al disotto del minimo legale disposto dall’art. 2482 ter)

Dal 9/4/20 la causa di scioglimento per riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale e nella misura prevista dal citato art. 2482-ter non è operativa.

E’ stato già detto che la riduzione del capitale deve essere consequenziale a perdite d’esercizio.

Ma a quali perdite fa riferimento?

A tutte le perdite, tranne a quelle che hanno già prodotto “lo scioglimento” e l’organo amministrativo non ha provveduto al comportamento consequenziale.

In tal caso, lo scioglimento non dovrebbe trovare applicazione a causa della sospensione, però, ove sia evidente il ritardo da addebitare all’organo amministrativo, scatta la responsabilità ex art. 378, già in vigore dal 16/3/19 “Responsabilità degli amministratori”:

https://www.affaritaliani.it/blog/il-cruscotto/come-orientarsi-nel-codice-della-crisi-insolvenza-654363.html

Qualche collega sostiene che se la causa di scioglimento si è già verificata, non opera la sospensione in quanto fatto già conclamato.

Le due correnti di pensiero sono valide, pertanto bisognerà aspettare l’evolversi della giurisprudenza.

Concludo esortando gli amministratori, ove non avessero già provveduto, ad elaborare una prima situazione dal 1/1 all’8/4/20; inoltre, integrare il piano dei conti con l’introduzione di tutti i conti necessari a poter identificare tutte le movimentazioni che in qualche modo sono state “contagiate” dal coronavirus sia perchè alcune operazioni possono beneficiare di particolari agevolazioni, sia per dimostrare in che modo l’evolversi della situazione ha inciso sull’equilibrio dell’azienda.

Solo una dettagliata dimostrazione delle operazioni aziendali rappresenterà un valido scudo difensivo in tutte quelle situazioni che verranno esaminate con la piena applicazione del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che entrerà completamente in vigore il 1° settembre 2021.

E’ auspicabile che anche la data del 1° settembre sia spostata al 1° gennaio 2022, almeno per tutte le disposizioni che regolano l’intercettazione della potenziale crisi, anche perchè applicarle in corso d’anno è cosa assai complessa e complicata, soprattutto in considerazione della crisi in corso.

potete inviare i Vostri quesiti a angelo@andriuloweb.it

 

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