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Imprese e Professioni
Covid-19 può essere causa di forza maggiore. Genera inadempimento contrattuale

Parliamo di difficoltà per i debitori di adempiere alle proprie obbligazioni e di blocco per morosità fino al 3 maggio.

L’impatto del Coronavirus in Italia

L’attuale emergenza da Covid-19 non ha stravolto soltanto l’ambito sanitario del nostro Paese, ma ha, ed avrà, ripercussioni molto importanti dal punto di vista economico. Si tratterà infatti di una sfida molto difficile quella che il Paese dovrà affrontare, tra le imprese in seria difficoltà ed i lavoratori che vedono il loro posto di lavoro a rischio. Siamo e saremo in piena recessione.                                                          

Le stime del Fondo Monetario internazionale                                            

In un primo tempo le stime del Fondo Monetario internazionale davano il Pil italiano in calo nel 2020 dello 0,6% mentre il debito pubblico in salita al 137% del Pil e il deficit al 2,6%. Ma già a metà aprile le stime, divulgate nel World Economic Forum, peggioravano. Il Pil italiano calerà del 9.1% nel 2020 per poi sperabilmente aumentare del 4.8% nel 2021 secondo il Fondo Monetario Internazionale. Il crollo dell'Italia è attualmente ipotizzato come il più rilevante tra i grandi Paesi dell'area Euro (dove in generale si stima un -7.5% nel 2020)

E’ prevista un’inversione di tendenza a partire dal secondo trimestre, ma si stima che sarà fragile dal momento che la situazione è in continua evoluzione ed è difficile prevedere in quali aree l’attività calerà o riprenderà.

Intervista a Paolo Di  Donato

Lo studio legale associato M.A.B.E. & Partners è una boutique legale che annovera, oltre ai due soci, gli avvocati Angelo Visco e Massimiliano Bettoni, circa 45 collaboratori con tre sedi in Italia (Milano, Roma e Isernia) ed una quarta, costituenda, nel Regno Unito.

E' prevedibile che come conseguenza della pandemia ci troveremo presto in situazioni di mancato o ritardato pagamento da parte dei debitori?

paolo di donatoPaolo Di Donato

“Sì, il netto calo di fatturato di moltissime imprese aggiunto alla mancanza di lavoro stagionale determinato dalla presenza del COVID-19, espone i clienti finali al rischio di ritardati o mancati pagamenti. Possiamo senz’altro aspettarci un incremento dei solleciti di pagamento da parte delle società fornitrici e probabilmente, per le legge del contrappasso, un aumento di comunicazioni, da parte dei debitori, che rappresenteranno la temporanea od impossibilità difficoltà di adempiere alle proprie obbligazioni alle scadenze pattuite”.

Il credit management

“Tutto questo porterà le aziende a ricalibrare velocemente i processi e gli strumenti di credit management, al fine di tutelare il più possibile il rischio di mancati pagamenti. L’unico modo per sbrogliare le inevitabili matasse in cui molte aziende si ritroveranno è valutare il contratto stipulato ed esaminare le clausole contrattuali. Attività che lo Studio M.A.B.E.  potrà erogare a tutte le società sue clienti e ad altre eventuali società del settore che lo ritenessero necessario”.

Causa di forza maggiore

Che cosa occorre verificare con maggior attenzione?

“Dal punto di vista giuridico è opportuno verificare se il contratto contempli arrecanti casi di emergenza sanitaria o eventi straordinari ed imprevedibili allo scopo di stabilire se ed entro quali limiti si configuri la cosiddetta forza maggiore o l’impossibilità sopravvenuta, che escluderebbe la responsabilità della parte inadempiente, con facoltà di risolvere il contratto. Qualora figurassero delle chiare clausole per la gestione di ritardi e inadempimento contrattuale per causa di forza maggiore, bisognerà però capire se il coronavirus rientri o meno in questa fattispecie. Il concetto di ‘‘forza maggiore’’ non è univoco e va valutato caso per caso. Sussiste la forza maggiore, quando l’inadempimento è dettato da un evento imprevedibile, inevitabile e non imputabile a una delle parti”.

Per capire meglio, come si configurano questi eventi?

“Imprevedibilità: è l’impossibilità di prevedere l’evento al momento della stipulazione del contratto.
Inevitabilità: è impossibilità di superare l’impedimento con un comportamento secondo l’ordinaria diligenza richiesta dal contratto.                                               
Non imputabilità: cioè non riconducibilità del provvedimento alla condotta della parte inadempiente”.


Occorrono clausole specifiche?

“In via teorica, come esposto poco fa, l’emergenza da Covid-19 può essere considerato una causa di forza maggiore che genera inadempimento contrattuale. Nella pratica, ovviamente ogni caso dovrà essere valutato ad hoc. Per rispondere alla sua domanda sulle clausole, in caso di mancanza di clausola specifica si devono individuare correttamente la giurisprudenza e le leggi specifiche applicabili. In linea di massima, la forza maggiore, l’impossibilità sopravvenuta della prestazione, se invocate, permettono al debitore, se congruamente provate, di essere esente da responsabilità per l’inadempimento quando e se le medesime circostanze sono direttamente e immediatamente causate dai provvedimenti legislativi o amministrativi d’emergenza o dall’evento naturalistico della diffusione del virus”.

Questo vale in tutti i casi?

“Non proprio. Non potranno essere validamente invocate nei casi in cui i provvedimenti emergenziali non impediscano la prestazione dovuta, ma si limitino ad avere effetti negativi sulla normale attività d’impresa del debitore. Ad esempio, il debitore che sospenda o rifiuti il pagamento dei fornitori adducendo come motivazione la difficoltà ad incassare puntualmente i propri crediti conseguente, appunto, all’emergenza. Difatti, in assenza di situazioni di vera e propria chiusura, al debitore potrebbe essere addebitata una mancanza di diligenza per non aver gestito correttamente e per tempo il rischio del credito, per esempio adottando opportune azioni di risk & credit management”.

Blocco per morosità

Si parla di blocco per morosità fino al 3 maggio. Che cosa significa?

“Tutte le pratiche per morosità e quindi distacco della fornitura dei clienti inadempienti, sono state posticipate a dopo il 3 maggio. Questo significa che i clienti che non hanno pagato le bollette e sono morosi, non avranno il distacco della fornitura di energia e gas (per il momento). Le pratiche sono bloccate almeno fino al 3 maggio. Successivamente i fornitori dovranno studiare un piano di rientro con i clienti per saldare tutti gli arretrati dovuti”.

Può fare qualche esempio?

“Gli utenti soggetti al blocco delle pratiche per morosità sono:                          
- Energia Elettrica: tutti i clienti domestici e non, forniti in Bassa Tensione;             
- Gas: tutti i clienti domestici e non, con consumi inferiori a 200.000 smc/anno.      
Altresì vige l’obbligo di rialimentare le forniture di energia elettrica e gas eventualmente sospese dal 10 marzo 2020.    
Al seguito del 3 maggio, salvo ulteriori proroghe, il fornitore che intenderà disalimentare la fornitura del cliente moroso deve riavviare la relativa procedura di sospensione. Quindi dal 4 maggio potranno ripartire le pratiche per il distacco delle forniture dei clienti morosi che, ricordiamo, solitamente hanno un tempo di realizzo pari a 40 giorni circa. Tuttavia, sarà cura del fornitore concordare un piano di rateizzazione per saldare le morosità accumulate durante il periodo di blocco ed evitare così di dover disalimentare la fornitura”.

Il vostro Studio Legale ha preso dei provvedimenti per aiutare i propri clienti a recuperare i crediti?

“Rispetto a tale questione lo Studio Legale MABE & Partners ha dotato e sta dotando le società clienti in portafoglio di tutti gli strumenti volti a fronteggiare, alla ripresa, la pronta recuperabilità dei crediti fornendo consulenza rispetto agli accorgimenti di cui alla delibera dell’ARERA 117/2020/R/com ed altresì supportando protocolli specifici verso le c.d. grandi utenze - non PA- come , ad es., lo smobilizzo, a determinate condizioni, dei crediti da queste vantati; fornendo ogni supporto necessario a finalizzare le operazioni di factoring relative. In ogni caso, occorre che l'Autorità valuti il bilanciamento degli interessi dell'intera filiera e la tenuta di tutti i soggetti coinvolti, adottando eventuali misure di garanzia della sostenibilità economico-finanziaria.

La strategia

È evidente il rischio che questa emergenza sanitaria porti una nuova fase di peggioramento dei pagamenti nel mercato, non solo italiano ma a livello internazionale. Per il fornitore è quindi fondamentale, ora più che mai, dotarsi di processi di risk & credit management adeguati a fronteggiare un nuovo periodo di insolvenze dei clienti e, in generale, di crisi dei mercati.

Dr. Di Donato, come si possono tutelare le Pmi italiane?

“Sono numerosi i servizi che metodicamente lo Studio MABE è in grado di offrire ai suoi clienti. In questa prospettiva, una corretta gestione delle richieste di sospensione e/o dilazione dei pagamenti è uno dei tasselli fondamentali per adottare una corretta strategia. Il modo migliore per affrontare situazioni così critiche e complesse resta perciò una corretta strategia di gestione e recupero del credito, soprattutto in virtù dell’effetto positivo che una negoziazione ragionevole e trasparente da parte del creditore può avere nella relazione commerciale con il cliente in difficoltà.

Lo Studio Legale MABE & Partners, in pieno regime di smart working, sta ancor più di prima affiancando le PMI italiane adattando il proprio protocollo di gestione del credito da emergenza sanitaria al workflow generato e soprattutto in generazione. Il protocollo ha lo scopo di informare le società di utilities che erogano servizi e forniture rispetto alla gestione e recupero crediti con conseguente riorganizzazione dell’attività di riscossione”.

Che cosa prevede il protocollo?

“Il protocollo prevede sì la sospensione temporanea dell’attività finale di recupero, nel caso il consumatore/debitore presenti ‘‘oggettive e/o documentate difficoltà ad adempiere al pagamento’’ in conseguenza all’emergenza contingente, ma che implica la messa in atto di tutte le attività prodromiche di studio e predisposizione delle azioni da effettuarsi alla ripresa delle attività economiche e processuali. Attraverso il suddetto protocollo, molte committenti che avevano sospeso le attività, inevitabilmente toccate dall’eccezionalità della situazione, hanno ripreso a lavorare nel rispetto di quanto prescritto”.

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