A- A+
Palazzi & Potere
Internet: Masi, contro eccessi social metterli a pagamento

 "Indubbiamente il 4 ottobre e' una data che Marck Zuckerberg ricordera' a lungo. Non solo per un devastante guasto alla piattaforma che ha portato ad un blackout mondiale di Whatsapp, Instagram, Messanger e, ovviamente, di Facebook (per oltre 6 ore) ma anche per le rivelazioni al Congresso americano della sua ex collaboratrice Frances Haugen che confermavano la capacita'/volonta' del Social di manipolare l'utenza. Ne e' conseguito un forte indebolimento del titolo in Borsa (- 6% in un giorno) e una valanga di critiche da tutto il mondo". Lo scrive il professor Mauo Masi in un saggio per Milano Finanza in cui fa il punto su come arginare gli eccessi dei social. "Ora, mentre e' comprensibile e ragionevole la reazione degli investitori (tra l'altro anche per le modalita' del guasto - che sembrano rivenienti da interventi sbagliati nel DNS Domain Name System, il sistema che associa i dominii ai singoli indirizzi IP degli utenti - nonche' per la sua soluzione trovata attraverso un "reset manuale" assai poco tecnologico) e' invece molto poco comprensibile la reazione mediatica. Insomma stupisce lo stupore. Che il mondo di Facebook e associati fosse questo, una tecnologia ipercentralizzata e iperinvasiva della privacy della propria sconfinata utenza (il guasto ha posto al "buio" oltre 3 miliardi di utenze attive), lo si sapeva da tempo. Sulla "dipendenza da social" le parole piu' chiare e definitive le ebbe a dire (nel 2019) Papa Francesco che e' arrivato a stigmatizzare l'abuso di Internet come generatore di dipendenza addirittura simile a quella delle droghe e rivolgendosi ai giovani esclamo' letteralmente "liberatevi dalla dipendenza del telefonino! Per favore". Ora ci si chiede: che fare? - scrive tra l'altro Masi - e La risposta che piu' si sta sviluppando negli Stati Uniti e nella UE e' quella di intervenire con dure norme Antitrust; queste possono essere senz'altro utili ma il tema, come si e' visto, non e' solo quello della tutela della concorrenza ma e' anche, e forse soprattutto, quello della dipendenza. Personalmente ritengo che un freno all'uso morboso dei social, soprattutto da parte dei piu' giovani, potrebbe venire imponendone (tramite una specifica norma di legge) l'uso a pagamento; ad esempio facendo pagare un abbonamento, anche piccolo. La natura dei social in questo modo cambierebbe: da piattaforma di condivisione a servizio. E i servizi si pagano e quando si paga si e' piu' attenti e, forse, piu' consapevoli.

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    internetmauro masisocial
    i più visti

    casa, immobiliare

    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.