Infermiera morta. Il fidanzato: “Faceva turni massacranti. Non è umano”
La morte dell’infermiera 26enne del Brindisino che si è schiantata contro un palo con la sua auto, dopo un doppio turno di notte in ospedale, continua a far discutere. “Ho finito ora, sono stanca morta“. L’ultimo messaggio di Sara Viva Sorge al fidanzato, pochi minuti prima del tragico incidente. I suoi 26 anni – si legge sulla Stampa – si sono fermati contro un palo dell’illuminazione, dopo due turni di notte consecutivi. Lavorava come infermiera da venti giorni. La sera prima aveva mandato un vocale all’amica: “Secondo te è normale? Oggi smonto e devo fare pure la notte».
Sara – prosegue la Stampa – avrebbe compiuto 27 anni tra pochi giorni. Stava rientrando all’alba dal turno di notte nella struttura della Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica. Il padre, insospettito dal ritardo, era andato a cercarla. E l’aveva trovata senza vita a pochi chilometri da casa. I sindacati hanno subito parlato di «turni massacranti», mentre la clinica ha espresso «sgomento per l’accaduto», parlando di «una tragedia tanto grande quanto inaccettabile». Il fidanzato: “Non è umano avere questi ritmi di lavoro”.
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