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Cronache
Omicidio Giada, la messinscena di Favero: chiamate a lei e sms alle amiche

Giada Zanola uccisa a Vigonza: l'altro uomo e l'annullamento delle nozze. Oggi l'autopsia: "Dirà se è stata colpita prima della tragica fine"

Giada Zanola non si è suicidata. Per gli inquirenti non solo sarebbe stato il compagno a gettarla oltre la ringhiera alta due metri, facendola precipitare per circa 15 metri, ma avrebbe orchestrato una maldestra messinscena per allontanare da sé i sospetti. Come riporta il Corriere della Sera, alle 7,38 “al fine di lasciare traccia della messinscena, effettuava una chiamata al cellulare della vittima e le scriveva un messaggio rinfacciandole di essere uscita senza salutare lui e il figlio: ‘Sei andata al lavoro? Non ci hai nemmeno salutato!!’”. Altri messaggi li scambia con un’amica di Giada, dai quali lascia intendere che lui “non sapeva nulla di cosa fosse successo alla compagna, riferendole che era al lavoro”. Per ore ha ripetuto di aver saputo che era morta da una chat tra vicini e di aver "sperato che lei stesse bene".

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Inverosimile sarebbe soprattutto la versione su quel che è accaduto mercoledì notte. Dall’esame delle telecamere della zona la polizia aveva già il sospetto che i due fossero sul cavalcavia la notte tra martedì e mercoledì. “Ma Favero — nota il pm — si guardava bene dal dire che poco prima del decesso la vittima, a seguito di un litigio, era uscita di casa e che lui l’aveva inseguita, facendola salire a bordo dell’auto intestata a lei”.

Nell’interrogatorio ha ammesso lui stesso che erano insieme. Ma alla domanda dritta del pm su cosa è successo su quel cavalcavia, che dista appena 800 metri dalla loro casa nel comune di Vigonza, Favero ha parlato di "un vuoto" che non gli permette di "mentalizzare la scena". Dice solo che ad un certo punto ha fatto inversione ed è tornato a casa, ma di "non ricordare che Giada sia caduta dal parapetto, ricordo solo che mi continuava a offendere e a ricattarmi dicendo che avrebbe portato via mio figlio". La relazione era ormai al capolinea e lei pare volesse lasciarlo. Il pm parla di "una serie di 'colpi' che lo hanno caricato al punto di perdere completamente la testa e uccidere la Zanola". Primo fra tutti "l’annullamento delle nozze già fissate per il 21 settembre, con tanto di vestiti, anelli e partecipazioni già pronti". Da tempo ormai vivevano da "separati in casa" e lei pare avesse delle simpatie per un altro. "Per via di mio figlio — ha detto lui — Giada mi teneva in pugno". Il bambino di tre anni pare fosse all’origine di continue liti. E poi temeva il nuovo impiego di Giada in un distributore di carburante, dove lavora anche il presunto rivale in amore.

Gli indizi e anche le parziali ammissioni di Favero per gli inquirenti non lasciano dubbi. Ancora da capire, invece, se Giada sia stata stordita prima di essere buttata giù dal ponte. "Viste le condizioni del cadavere — dice il questore Marco Odorisio — solo l’autopsia (sarà eseguita oggi, ndr) ci dirà se è stata colpita prima della tragica fine".

Nel frattempo Andrea Favero resta in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Il 39enne, apprende l'ANSA da fonti qualificate, si è avvalso davanti al gip della facoltà di non rispondere. Il giudice, nell'interrogatorio di garanzia, non ha convalidato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto, ritenendo non vi siano i presupposti del pericolo di fuga. Ha accolto però il restante impianto accusatorio della Procura, ritenendo sussistano 'gravi, precisi e concordanti' indizi di colpevolezza, ed ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare. 

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