Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Teramo, bambino autistico escluso dalla comunione perchè “irrequieto”. Bufera

Teramo, bambino autistico escluso dalla comunione perchè “irrequieto”. Bufera

Il bimbo lasciato in disparte dopo un incidente nelle prove della cerimonia ha ricevuto le scuse e la chiamata del vescovo che lo ha invitato in Vaticano

Teramo, bambino autistico escluso dalla comunione perchè “irrequieto”. Bufera
Prima comunione

Teramo, il bambino è autistico e il prete lo esclude dalla cerimonia

Una discriminazione nata dalla caduta accidentale di un cero. Così un bambino autistico di 10 anni è stato escluso dalla cerimonia collettiva della prima comunione su ordine del prete, don Antonio Iosue, della Chiesa dell’Assunta a Silvi, in provincia di Teramo. Il bambino “è irrequieto, può disturbare gli altri durante la cerimonia e quindi farà la prima comunione in un locale a parte e non insieme ai compagni”: così si è giustificato il parroco, durante le prove generali prima del rito ufficiale.

“Mio figlio forse per stanchezza ha manifestato insofferenza e non siamo riusciti a tenerlo fermo. Il parroco allora mi ha espresso la sua contrarietà a far fare la prima comunione a mio figlio insieme agli altri, dicendo che sarebbe stato possibile farla in separata sede. A quel punto non ho saputo come replicare e sono andata via interdetta”, a spiegare la vicenda a Il Messaggero è la madre del bimbo, che è stato invitato per l’eucarestia in una cappella separata al Santissimo Salvatore, a cinque chilometri di distanza da quella iniziale, da solo, senza amici. Eppure, dice il padre, “avevo avvertito il parroco a metà ottobre dei problemi di mio figlio. Noi eravamo disposti anche a mandare l’insegnante di sostegno“. 

Leggi anche: Napoli, il matrimonio va a monte: lui si fa prete, lei monaca

La storia ha però un lieto fine. Nell’altra chiesa il bimbo è stato subito accolto da un altro parroco, don Gaston Mugnoz Meritello, che in poche ore ha organizzato la cerimonia e perfino la festa in un ristorante a Pescara. Con tanta felicità, ma anche un pizzico di amarezza: “Proporre una cerimonia separata, in un altro giorno che non fosse domenica, è stata una discriminazione“, ha dichiarato il prete. 

Intanto, sono arrivate anche le scuse. Prima da don Antonio, poi dal vescovo di Teramo e Atri, Lorenzo Leuzzi. Dal colloquio telefonico con i genitori, è poi nata l’idea di invitare il bambino in Vaticano. Così, il prossimo 17 giugno il protagonista di questa sventurata storia approderà nella sala Paolo VI accolto dal Papa

Leggi anche: Don Gallo protagonista di un fumetto, l’omaggio per i 10 anni dalla scomparsa