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Culture
Arte/ A Milano l'immaginario alimentare è in mostra

di Simonetta M. Rodinò

Dai libri ai fogli volanti, alle locandine, a oggettini e accessori, "CIBO DI CARTA" racconta le storie dell'alimentazione e del costume in Italia dal Quattrocento a oggi, ma anche la storia dell'illustrazione. L'interessante rassegna, da domani nell'ex refettorio delle Stelline della Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano, è il sorprendente risultato di una lunga ricerca che ha consentito la selezione di oltre 500 pezzi, in parte mai prima visti.

"Questo progetto prefigura un Museo dell'Alimentazione in cui presentare a rotazione tutti gli oggetti, segnalibri, bandi, buoni premio, manifesti, volumi… ", confida Andrea Tomasetig, il libraio antiquario friulano, ma milanese d'adozione, ideatore e curatore della rassegna.

Nell'ampia e lunga sala, custoditi in teche, libri, manoscritti e stampe mostrano il percorso dei prodotti destinai all'alimentazione, elencati e catalogai in opere del '500 e '600 fino all'arrivo sulle tavole imbandite per i banchetti di corte. I momenti essenziali dell'iter, documentati dai testi classici della gastronomia, sono la cucina, come luogo di preparazione del cibo, i primi ricettari a stampa che descrivono i piatti, le liste delle vivande servite in sequenza.

Interessanti le grida e gli editti: se nel '600 e '700 i testi degli avvisi stampati sono sormontati da stemmi araldici di sovrani o magistrature locali, nell'Italia divisa in piccoli stati i bandi impongono tasse e tariffe di dazio anche sugli alimenti. Alla fine del '700 poi, sui fogli della Repubblica Cisalpina appaiono intestazioni in stile neoclassico. La figura femminile in abiti romani rappresenta la libertà delle insegne rivoluzionarie portate in Italia da Napoleone.  Nell'800 infine i comuni dello stato unitario regolamentano fiere e mercati locali con avvisi stampati anche su carte colorate.

Alle pareti sfilano i tanti manifesti e locandine dedicate al cinema e alla tv. Due momenti strategici della traslazione della cultura alimentare in uno schermo grande e piccolo sono il film "La grande abbuffata" di Ferreri del 1973, e le trasmissioni televisive, il Carosello in bianco e nero in primis. Nel caso della pellicola, la ricerca di nuovi modelli di consumo viene preannunciata e illustrata con un'orgia gastronomica dei quattro attori. Il secondo, seguitissimo, consisteva in una serie di filmati - spesso sketch comici sullo stile del teatro leggero o intermezzi musicali - seguiti da messaggi pubblicitari. I gadget che alcuni suoi fortunati spot hanno prodotto rappresentano un passo ulteriore rispetto al circuito locandina-manifesto-film. L'oggettino alimentare è declinato nelle sue variabili commestibili e non.

Quattro le collezioni che hanno prestato i materiali. Quella di Michele Rapisarda - composta di oltre 12.000 pezzi - presenta carte illustrate italiane a stampa di uso quotidiano dal Seicento al Novecento, è affiancata da una selezione di libri, manoscritti (molti inediti) e curiosità su carta proveniente dalla biblioteca gastronomica di Giorgio Grillo e Linda Pagnotta (composta di oltre mille opere); gadget, giochi, libri, albi, confezioni dei prodotti, pupazzi gonfiabili fanno parte della collezione Carlo Tranchina e infine i manifesti e le locandine del cinema appartengono a Enrico Minisini.

"CIBO DI CARTA"
Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Corso Magenta, 59 - Milano
11 giugno - 19 settembre 2015
Orari: da lunedì a sabato 13.00-19.00; chiuso domenica
ingresso: libero
Informazioni al pubblico: tel. +39 0248.008.015
www.creval.it

 

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artemilano
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