L’artista Dicò dedicherà una pitto-scultura all’allenatore Sinisa Mihajlovic
Nell’opera dedicata a Matteo Politano ha inserito la maglietta della vittoria, gli oggetti del cuore, come è solito fare, con la tecnica che ha colpito al cuore celebs come Arnold Schwarzenegger, Angelina Jolie, Keanu Reeves, Morgan Freeman. Ma il vero asso nella manica, Enrico detto Dicò, The Fire Artist, capace di commistioni fra Pop Art, plastica combusta, materiali di recupero e luce che hanno entusiasmato anche Vittorio Sgarbi e Achille Bonito Oliva, lo tirerà fuori a settembre. Quando potremo vedere la pitto-scultura dedicata a Sinisa Mihajlovic con il suo fischietto, il suo cronometro, il pallone firmato dai calciatori che hanno giocato con lui.
Dopo la famosa Statua della Libertà rosa caramella, con il volto di Putin, una pistola al posto della fiaccola e una frase di Nelson Mandela dall’altra parte, il focus dell’artista che sta facendo parlare di sé mezzo mondo è il calcio: “sto preparando opere dedicate ad Alessandro del Piero, José Mourinho, Gianluigi Donnarumma – ci anticipa lui- ma ho in serbo grosse sorprese con l’autunno”.
Una di queste è sicuramente il docufilm ispirato alla sua vita, che giace su tavoli importanti –si vocifera vi siano anche Gabriele Muccino e Paolo Sorrentino fra i potenziali candidati alla regia. La storia di Enrico, in arte Dicò, è realmente da film: ricorda molto la Ricerca della Felicità con Will Smith, (“quando riguardo il film piango ogni volta”). In particolare, laddove il protagonista dà gli ultimi 5 euro che gli sono rimasti a un dirigente dell’azienda dove spera di essere assunto, per parcheggiare.
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“Anche io diedi i miei ultimi 5 euro al taxista, pregandolo di portarmi il più vicino possibile alla galleria di Tony Porcella, amico di De Chirico, a cui volevo sottoporre la mia Marylin, quadro da cui tutto è partito: si chiusero in camera caritatis e ne uscirono dopo poco, dicendo che l’avrebbero portata a Miami, a una mostra importante. I miei amici mi prestarono i soldi per spedirla e qualche giorno prima dell’esordio venni informato che era stata persa e che avevo l’1% di probabilità di ritrovarla”.
Per intercessione divina – non a caso Enrico ha Gesù Cristo tatuato sul braccio- l’opera fu ritrovata tre giorni prima dell’esordio. “Quando arrivai alla mattina dell’inaugurazione ero incredulo: nonostante fossero esposte opere di Andy Warhol, di Mimmo Rotella, c’era un serpentone di gente lì per me, in coda. C’erano le televisioni che volevano intervistarmi. Da quel momento tutto è cambiato nella mia vita”.
Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Keanu Reeves, Dustin Hoffmann, innumerevoli personaggi si sono innamorati della tecnica e dell’espressività di Dicò. Anche questa scoperta per uno strano gioco del destino!
“Dopo il liceo, dove avevo vinto un concorso, ero andato all’atelier di Mimmo Rotella a bottega ma poi avevo abbandonato. Mi misi a fare il grafico pubblicitario ma non ne nero felice. Un giorno, giocherellando con un accendino mentre avvolgevo un’insegna con plastica ignifuga, avvenne quello che chiamo il miracolo della combusione: prese fuoco!”. Da lì , l’intuizione della fiamma ossidrica e la creazione della famosa pitto scultura di Marylin, di un metro e 20 per un metro, la mostra di Miami e la successiva escalation.
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La bambina di Bansky, la ragazza con l’orecchino di perla, l’urlo di Munch, Topolino e Minnie, Charlie Chaplin vengono rielaborati e restituiti a nuova vita seguendo una tecnica che secondo Sgarbi produce un “controllo del deterioramento in grado di purificare il manufatto di partenza quanto basta, rigenerandolo, senza annullarlo o sconvolgerlo irreparabilmente”.
Ma l’incontro che lo ha lasciato senza respiro è stato quello con Morgan Freeman. “Avevo tratto l’immagine su cui ho lavorato da uno dei suoi film. Lui arriva alla mostra e si ferma. Inizialmente scherza, poi mi dice che gli piace molto, che lo ha commosso. Gli racconto la mia storia e lui mi si avvicina e mi sussurra nell’orecchio una frase bellissima. Solo il perdono uccide la rabbia. Ci siamo messi a piangere tutti”. Ora, la sua vita diventa film, per il messaggio potente che la caratterizza: “Tutto questo scaturisce da un dolore fortissimo, che mi ha piegato. Ma ho una fede incrollabile e non mi sono mai arreso. Mi sono arrivati dei segni inequivocabili e per questo vengo invitato a parlare ai ragazzi, affinché non smettano mai di perseguire i loro sogni.
Il mio sogno? Esporre al Moma. E prima o poi ci riuscirò”.






