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Culture
Un alfabeto visivo dell’industria: a Bologna una mostra unica al mondo
PAOLO WOODS, GABRIELE GALIMBERTI The Heavens. Annual Report

Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia è la grande esposizione che il MAST del capoluogo emiliano propone fino al 28 agosto

Si chiama corporate philantropy ed è l’applicazione di modelli industriali e aziendali al servizio della comunità, con un’organizzazione che dà efficacia, forza e durata alle iniziative così promosse. Una maniera moderna e lungimirante di fare beneficenza e filantropia, che ancora deve farsi spazio tra le maglie della soffocante burocrazia italiana, ma di cui Isabella Seragnoli è un esempio importante.

Tra le iniziative che l’imprenditrice emiliana e la sua famiglia hanno messo in atto a favore della cittadinanza, oltre a quelle nel campo della medicina, della ricerca e dell’assitenza ai malati terminali, c’è un luminoso esempio di attività dedicata all’arte, la Fondazione MAST di Bologna.

A partire dai primi anni 2000 la Fondazione si è specializzata nell’ambito della fotografia dell’industria e del lavoro, partendo dal fondo di Coesia, che raccoglieva filmati, negativi su vetro e su pellicola, fotografie, album, cataloghi, che negli stabilimenti dell’impresa della famiglia Seragnoli venivano prodotti fin da inizio Novecento. Acquisendo in tutto il mondo immagini da case d’asta, privati, gallerie d’arte, fotografi e artisti, ha creato una collezione unica al mondo, che conta più di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell’obiettivo, oltre a una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti.

14.OTTO STEINERT Saarland, paesaggio industriale 3OTTO STEINERT Saarland, paesaggio industriale 3
 

Inoltre nel 2013 è stato aperto il MAST vero e proprio, un centro polifunzionale e spazio espositivo che ospita la collezione permanente e propone una prestigiosa biennale e numerose mostre temporanee, oltre ad avere, secondo la corporate philantropy di cui dicevamo che permette di creare affezione e introiti, un auditorium, una academy, un asilo nido, un centro wellness, un ristorante e una caffetteria e all’esterno un “parco delle sculture” con pezzi monumentali di Arnaldo Pomodoro, Anish Kapoor, Ólafur Elíasson, e Mark Di Suvero.

19. MIMMO JODICE Napoli, via Nuova Bagnoli n. 512MIMMO JODICE Napoli, via Nuova Bagnoli n. 512
 

Fino al prossimo 28 agosto questa Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, di cui Seragnoli è presidente, ospita la prima grande esposizione di opere selezionate dalla collezione della Fondazione, titolata Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia. Si tratta di oltre 500 immagini tra fotografie, album, video di 200 grandi fotografi italiani e internazionali e artisti anonimi. Una mostra magnifica e unica al mondo, non esclusivamente dedicata agli appassionati di fotografia industriale e tecnologica, bensì capace di coinvolgere tutti, sia per la qualità assoluta delle opere (elencare gli artisti in mostra è impressionante: dalla Agosti a Weston, da Avedon a Struth, da Berengo Gardin a Steinert, da Salgado a Doisneau, dalla Bourke White a Mulas, da Cartier Bresson a Giacomelli, da Jodice a Ray, da Ghirri a Lessing, da McCullin alla Modotti, per dirne solo alcuni), sia per l’intensità dei discorsi narrativi che le caratterizzano, sempre coinvolgenti lo spettatore, anche quando si pongono come pura documentazione oppure come diretta raffigurazione estetica.

11. MAN RAY Elettricità. La casaMAN RAY Elettricità. La casa
 

Sulle pareti dei tre spazi espositivi del MAST – la PhotoGallery, il Foyer e Livello 0 – si snoda non solo un vastissimo panorama di immagini straordinarie, ma soprattutto si ammira un sistema concettuale diviso in 53 capitoli, che illustra tematiche che tutti noi quotidianamente ci toviamo sotto gli occhi, dalla A di Abandoned e Architecture arriva fino alla W di Waste, Water, Wealth, ma che gli artisti “vedono” in maniera diversa: profonda, narrativa, incantatoria, enigmatica, tagliente. severa, persino subdola e ingannatrice.

 

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