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LE INTERVISTE DI AFFARI AGLI ESPERTI

Giovanni Bignami, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, commenta in esclusiva con Affaritaliani.it la pioggia di meteoriti in Russia: "Ogni anno sulla terra piovono 40mila tonnellate di materiale extraterrestre, la maggior parte in mare e il più delle volte i frammenti sono molto piccoli, come le stelle cadenti, e bruciano nell'atmosfera in altri casi invece, come in quello che si è verificato oggi in Russia sugli Urali, sono più grandi e quindi pericolosi". Come si genera questa pioggia di cristalli? "La dinamica è molto semplice: il materiale entra nell'atmosfera, si scalda ed esplode come una bomba. L'onda d'urto meccanica nell'atmosfera ha rotto vetri di scuole e case e fatto dei feriti. Si tratta di un meccanismo relativamente banale". Sono eventi frequenti? "No, eventi come quello che si è verificato, sono molto rari. L'ultima esplosione importante che ricordiamo è quella che avvenne un secolo fa in una località della Siberia. Si trattava di un meteorite di qualche metro di diametro che abbatté tutti gli alberi di una foresta". C'è una causa o esistono dei fattori scatenanti? "Sono eventi totalmente imprevedibili e non determinabili. Di certo, non hanno nulla a che fare con la fine del mondo prevista dai Maya che era una boiata pazzesca". Nessun legame con l'asteroide che dovrebbe passare vicino alla Terra? "No, niente a che fare neanche con l'asteroide che domani passerà a 28mila km dalla terra. Quello sarà un evento molto bello da seguire col telescopio". Ma di quel tipo di fenomeni non dobbiamo preoccuparci giusto? "No, quelli sono prevedibili ed è possibile studiarne in largo anticipo la traiettoria esatta".

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Gian Vito Graziano, Presidente  Nazionale dei Geologi ad Affaritaliani.it: "Sono eventi molto rari, ma esistono diversi precedenti. Sarà cura dei geologi operare indagini sul materiale ritrovato nei luoghi in cui si è verificato il fenomeno".

 

 

Un meteorite ha colpito la Luna il 17 marzo, causando una esplosione che e' stata visibile dalla Terra a occhio nudo, anche se e' durata circa un secondo. L'evento, riportato dalla Nasa, ha avuto una luminosita' dieci volte superiore rispetto a quello che e' stato mai visto finora. Il meteoroide, a differenza del meteorite, e' un frammento metallico o roccioso di dimensioni poco significative: quello del 17 marzo, probabilmente, secondo stime della Nasa pesava circa 40 chilogrammi ed era grande meno di un metro. Colpendo la Luna alla velocita' di circa 90mila chilometri orari, ha provocato un'esplosione paragonabile a quella di 5 tonnellate di Tnt, brillando come una stella di magnitudine 4 e lasciando un cratere forse largo 20 metri nel Mare di Imbrium, fanno sapere dal Meteoroid Environment Office della Nasa. Si tratta comunque del piu' clamoroso fra gli impatti subiti alla Luna, che dal 2005 a oggi ha vissuto oltre 300 eventi di questo tipo, stando al monitoraggio Nasa cominciato appunto in quell'anno. Uno degli obiettivi del programma di monitoraggio e' individuare i nuovi flussi di detriti spaziali che potrebbero porre una minaccia per il sistema Terra-Luna.

 
luna

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IL CASO PRECEDENTE CHE HA SCONVOLTO IL WEB - Un video circola all'impazzata sul web. Durante un concerto rock a Santiago del Estero, nell’Argentina settentrionale, uno spettacolare evento naturale ha lasciato senza parole migliaia di persone: una meteora si è incendiata a contatto con l’atmosfera terrestre dando vita a una “sfera luminosa” prima verde, poi bianca e infine dorata. Secondo quanto appreso dal Daily Mail lo scoppio della meteora avrebbe causato una piccola scossa sismica, avvertita dai presenti e la luce della “palla di fuoco” sarebbe stata vista a centinaia di chilometri di distanza.
 
video meteorite argentina

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ASTEROIDI E FENOMENI CELESTI

IL PIANO DELLA NASA - Nasa, universita’ americane e gruppi privati statunitensi stanno lavorando a un sistema di allerta asteroidi in grado di individuare oggetti spaziali che potrebbero colpire il pianeta simili a quelli che la scorsa settimana sono precipitati sulla Russia. “Dieci anni fa, la Nasa non avrebbe potuto individuare l’asteroide 2012DA14, che e’ passato accanto al nostro pianeta ed e’ stato puntualmente monitorato”, ha spiegato Lindsey Johnson, project manager del Near Earth Object (Neo) della Nasa. Ma nel frattempo la Nasa ha fatto molti progressi per l’individuazione degli asteroidi piu’ piccoli. In linea con gli obiettivi fissati in un congresso del 1998, l’agenzia spaziale americana ha individuato finora, e catalogato, il 95 per cento degli asteroidi di diametro superiore a un chilometro potenzialmente capaci di causare grandi cataclismi sulla Terra. Il programma Neo attualmente monitora gli asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta grazie al radiotelescopio Arecibo in Portorico.

LA SCOPERTA RIVOLUZIONARIA - L’asteroide 2012 DA14 venerdì 15 ha sfiorato la Terra. Una pioggia di frammenti di meteoriti, nello stesso giorno, ha colpito la Russia. Cosa dobbiamo fare per tenere la Terra al sicuro dalla minaccia degli asteroidi? La Fondazione B612 ha recentemente annunciato la costruzione di una nave spaziale in grado di calcolare le traiettorie pericolose per la Terra. Una neonata società, la Deep Space Industries, ha invece progettato di costruire robot in grado di distruggere gli asteroidi. Due scienziati della California invece hanno lanciato una nuova proposta per la progettazione e costruzioni di nuovi laser in grado di ‘vaporizzare’ gli asteroidi pericolosi fino a 93 milioni di miglia di distanza, la stessa che separa la Terra dal Sole. Il progetto si chiama Directed Energy Solar Targeting of Asteroids and exploRation.

IL PROSSIMO IMPATTO - Scampato il pericolo 2012DA14, salvo sgradite sorprese il prossimo rischio noto di collisione della Terra con un asteroide - in questo caso, "Apophis" - è rimandato al 2029. 2012DA14 è un piccolo asteroide (57 metri di diametro) il cui perigeo è stato di appena 27.000 chilometri, sotto l'orbita dei satelliti geostazionari. Le previsioni su quali oggetti possano in futuro rappresentare un pericolo è molto difficile, così come ogni eventuale intervento dato lo scarso preavviso: a causa della bassa albedo (capacità di riflessione) della loro superficie gli asteroidi sono di norma virtualmente invisibili agli strumenti ottici a meno di non passare davanti a un corpo luminoso, e troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili.

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L'Amministratore della Nasa, Charles Bolde, cerca di rispondere al quesito più frequente dopo la vera e propria pioggia di asteroidi che ha colpito la Russia, ferendo oltre 1500 persone: cosa fare nel caso un asteroide impattasse contro il nostro pianeta. "Non vi resta che pregare", commenta Bolde, che continua - "Non abbiamo informazioni su un asteroide che possa minacciare gli Stati Uniti, ma se arriva in tre settimane pregate”. In effetti, se un asteroide di almeno 50 metri entrasse in collisione con il nostro pianeta ci sarebbe poco da fare: il meteorite sarebbe in grado di radere al suolo un'intera città, proprio come nei film.

 

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