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Culture
"Una piccola tragedia per bene", il giallo in crowdfunding di Federica Levi

Dopo il successo di commissari, questori e vice, marescialli e giudici vari, è una giornalista -Alice Veli, marchigiana di nascita, romana per gran parte della vita, ora vive a Milano- l'imperfetta protagonista di un giallo ambientato nell'ex operoso Nord industriale, “Una piccola tragedia per bene”, libro d'esordio della Levi, giornalista precaria non meno della sua creatura narrativa.

Il romanzo si apre con una duplice sparizione: Danilo Colombo, per tutti l'idiota, a capo di un piccolo impero di poltrone da cui dipende la vita e la morte di un sonnacchioso paese di provincia, scompare all'improvviso con i soldi della M&C, l'azienda fondata dal nonno. La sparizione, inizialmente taciuta, presto diventa di dominio pubblico, facendo deflagrare il panico. Ma chi è veramente Danilo?

Se lo chiede la famiglia, intossicata da decenni di rancori mai digeriti, se lo chiedono i dipendenti, pietrificati dallo spettro della disoccupazione, se lo chiede la Veli, la vera protagonista del romanzo, una non più giovane giornalista alle prime armi, che con la storia della M&C si gioca l’ultima possibilità di costruirsi uno straccio di carriera.

Saranno proprio gli articoli di Alice, melodrammatici al limite del grottesco, ad accompagnare il lettore nelle viscere di una vicenda meschina che si chiude apparentemente in sordina, con una serie di punti interrogativi che nessuno sembra essere davvero interessato a risolvere.

Per conoscere la verità occorrerà aspettare dieci anni, quando uno strano necrologio riaccenderà la curiosità della giornalista, divenuta nel frattempo scrittrice di discreto successo. Attraverso una sua personale ricerca, Alice riuscirà a ricostruire i pezzi del puzzle, svelandoli al pubblico in uno scottante libro-verità. Ma sarà vero il suo Danilo o sarà anche lui il frutto di una finzione?

Il giallo, dalla scrittura asciutta, ha un ritmo serrato e scorrevole proprio grazie alla scelta di alternare la narrazione con gli articoli di giornale. Oltre alla firma stilistica, la particolarità de “Una piccola tragedia per bene” sta nella sua genesi: una campagna di crowdfunding tutt’ora in corso. Il volume è stato infatti selezionato da Bookabook, la prima casa editrice italiana che pubblica libri attraverso un modello di business partecipativo, già molto utilizzato nell’universo start up e nella produzione di cinema (in particolare dei documentari), ma ancora poco conosciuta nell'editoria, nonostante alcuni casi eclatanti come “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Dopo una selezione condotta da editor professionisti, i manoscritti inediti vengono proposti alla community tramite campagne di finanziamento. I lettori possono leggerne l’anteprima e partecipare all’intero processo di pubblicazione, dalla fase di editing alla distribuzione nelle librerie: i testi che raggiungono l’obiettivo di 200 copie pre-ordinate arrivano infine sugli scaffali delle librerie. Bookabook, nata nel 2014, ha raccolto 85.500 lettori, pubblicando 250 libri e vendendo più di 50mila copie nel solo 2019.

 

 

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