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Economia
Banche, 311 miliardi di aiuti di Stato. Ora è emergenza liquidità
La geografia delle garanzie: in sole quattro regioni oltre la metà dei prestiti

L'analisi della Fabi 

Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. In sole quattro regioni italiane si concentrano la metà degli aiuti di Stato sotto forma di prestiti garantiti. E’ la fotografia scattata dalla Fabi, il principale sindacato fra i bancari del nostro Paese, sulla mappa dei prestiti che il settore bancario, con il supporto dello Stato, in termini di garanzie, ha assicurato alle imprese e alle famiglie italiane. Misure introdotte a partire dalla primavera 2020, per resistere alla crisi economica più acuta degli ultimi 20 anni, cagionata dal Covid, e governare l’incertezza del presente.

Secondo la sigla guidata da Lando Sileoni, in totale sono stati erogati 311 miliardi di euro, così ripartiti: circa 60 miliardi di moratorie ancora attive, a fronte di 500.000 sospensioni accordate, tre milioni di richieste di finanziamenti presentate, più di 220 miliardi di prestiti garantiti da Mediocredito Centrale e 31 miliardi quelli erogati attraverso Sace. Una parte delle misure, tuttavia, non è più attiva, altre scadranno tra pochi mesi col risultato che oltre 1,2 milioni di soggetti, tra cittadini e aziende, potrebbe trovarsi in enorme difficoltà: lo scenario è quello di una emergenza di liquidità a livello nazionale che potrebbe portare a dissesti finanziari e fallimenti. 

A due anni dall’inizio della pandemia, il bilancio dei prestiti garantiti mostra cifre da capogiro perché se l’impatto del virus sull’economia italiana è stato profondo ed esteso, altrettanto valide sono state le misure attivate dal governo. E così, se il calo dei ricavi e la caduta dei margini di redditività sono stati i segnali di una battuta di arresto del sistema produttivo italiano negli ultimi 18 mesi, la crescita delle misure di sostegno governative ha decisamente consentito alle imprese tricolori di resistere all’urto della pandemia e di governare l’incertezza.

Il panorama europeo: all'Italia il primato della copertura

Statistiche ufficiali mostrano che nel panorama europeo, l’Italia – insieme alla Spagna – non solo si distingue per la percentuale di ricorso ai finanziamenti assistiti da garanzia pubblica (circa il 5% dei prestiti in essere del sistema bancario), ma vanta anche il primato del grado di copertura più elevato con un 85% medio rispetto alla Spagna e Germania (80%) e Francia (55%). 

Il quadro nazionale a due velocità

La geografia complessiva delle concessioni mostra però un quadro ancora una volta a due velocità, perché più del 50% delle operazioni complessive sono state presentate nelle regioni con il maggior numero di imprese e lavoratori del territorio nazionale e che, probabilmente, sono anche state colpite in maggior misura dalla crisi.

La mappatura dei 250 miliardi di aiuti racconta che la maggior fetta è andata alle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), seguite da quelle del Centro quali Lazio, Toscana, Abruzzo, Umbria e Marche. Il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, che è concentrato nel Sud Italia, sebbene abbia invece ricevuto solo il 18,7% dei finanziamenti complessivi, è quello che vanta il primato – dopo le prime cinque del Nord – per gli importi fino a 30.000 euro. 

(Segue: il Sud penalizzato, nel 2022 lo stress test per le imprese, la geografia delle garanzie)

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