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Economia
BancoBpm, nel futuro altri tagli. Ricetta Banca Intesa con Bper

Piazza Meda, abbiamo un problema. Il rimbalzo di venerdì delle quotazioni dei principali titoli bancari italiani, dopo le intenzioni ribadite dalla Bce di essere pronta ad aumentare le dimensioni e adeguare la composizione del programma d’acquisto di bond sul mercato (Pepp) non è bastato a evitare a Banco Bpm di chiudere l’ottava con un secco -7% che riporta sul -57% il calo degli ultimi tre mesi di borsa (e oltre il -38% la variazione a 12 mesi), con una capitalizzazione di mercato scesa sotto gli 1,6 miliardi di euro.

Banco BPM Gruppo APE
 

Gli analisti finanziari si attendono da tempo novità sul fronte fusioni e acquisizioni: l’ultimo in ordine di tempo ad aver segnalato la cosa è Fidentiis, che in settimana ha sottolineato come “con Ubi Banca quasi “andata” come potenziale partner M&A” visto che Intesa Sanpaolo difficilmente mollerà la presa, secondo gli analisti sia Banco Bpm sia Bper Banca (che dal matrimonio tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca dovrebbe guadagnare 400-500 sportelli) “dovrebbero iniziare a considerare un’operazione tra loro, che potrebbe lasciare spazio a una ristrutturazione più veloce”. 

A proposito di ristrutturazione, in un’intervista il Ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha segnalato come, complice la pandemia di Covid-19, la banca stia valutando di chiudere un maggiore numero di filiali rispetto a quanto inizialmente previsto, con conseguente aumento degli esuberi. Nel piano industriale presentato solo a inizio marzo Banco Bpm ipotizzava del resto una diminuzione del Pil 2002 dello -0,1% in termini reali, ma alla luce delle nuove stime del Pil, molto più pesanti (Intermonte stima -10% per il 2020, S&P Ratings parla di un -9,9%, Goldman Sachs suggerisce -11,6%), una revisione del piano appare ormai inevitabile.

Castagna
Il Ceo di BancoBpm Giuseppe Castagna

“Per poter mettere a punto un nuovo piano industriale bisognerà essere veramente sicuri che questa fase di incertezza si sia completata e quindi è più opportuno aspettare verso la fine dell’anno”, ha per ora prudentemente dichiarato Castagna, ma tanto è bastato al segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, per sbottare: “Un piano industriale ogni due mesi, ogni mese, ogni 15 giorni o ogni settimana con l’incubo dell’abbattimento dei costi e della chiusura degli sportelli. Giuseppe Castagna abbia la dignità di portare Banco Bpm dentro la sua abitazione, si faccia il proprio ufficio in casa, il proprio sportello bancario e si cerchi una decina di persone che lo aiutino: forse avrebbe molto più senso”.

sileoni
Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni

“Non è assolutamente il caso di rincarare la dose, tanto più in un momento in cui il Paese ha bisogno che il sistema bancario si metta al servizio della ripartenza dell’economia”, ha subito fatto eco il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, ricordando come già rispetto al precedente piano industriale l’organico delle filiali fosse stato ridotto di un 12% in più degli obiettivi mentre le filiali fossero state sforbiciate del 30%. “A ciò vanno aggiunti i 1.100 esuberi annunciati a marzo e la chiusura di 200 filiali su 1.727. Facciamo notare, inoltre, che nel primo trimestre del 2020 il costo del personale si è ridotto dell’1,8%” ha concluso Colombani.

(Segue...)

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