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Economia
Ferragni, la mamma entra in affari. Marina Di Guardo nell'impero "Sisterhood"
Marina di Guardio -  Chiara Ferragni -

Chiara Ferragni, arriva mamma in soccorso dell'influencer. Marina Di Guardo nell'impero "Sisterhood"

La mamma di Chiara Ferragni, la scrittrice Marina Di Guardo, entra nella gestione del gruppo della figlia con ampi poteri. Un pacchetto di ampie deleghe le è stato attribuito formalmente, con un atto notarile, alla fine della scorsa settimana. 

Fino ad oggi la 62enne non aveva ruoli manageriali, mentre ora diventa una sorta di direttore generale della holding Sisterhood a cui fa capo il patrimonio della trentasettenne influencer milanese, ovvero gli immobili (a partire dal superattico) e le società operative Fenice e Tbs. Come riporta Il Corriere della Sera, l’ingresso in cabina di regia della Di Guardo può essere un primo, significativo passo di un più ampio riassetto che, con l’approvazione dei bilanci 2023 già colpiti dalla crisi, potrebbe coinvolgere le due società operative Fenice e Tbs. La prima, partecipata al 32,5%, è licenziataria dei marchi “Chiara Ferragni” e nel 2022, ultimo bilancio disponibile, aveva realizzato 15,6 milioni di ricavi con 3,4 milioni di utile; la seconda è una “talent agency” che gestisce anche blog ed e-commerce e nel 2022 ha fatturato 14,5 milioni con 5,1 di utile.

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Il 29 maggio scorso Maurizio Binelli, continua Il Corriere, si è presentato dal notaio milanese Patrizia Leccardi con in mano il pacchetto di procure da assegnare a Marina Di Guardo. Binelli è un consulente con attività più che altro a Lugano in Svizzera ed è l’amministratore unico di Sisterhood, la cassaforte al 100% di Chiara Ferragni. Tra i poteri di mamma Ferragni c’è quello di assumere e licenziare personale, sottoscrivere e revocare contratti di qualsiasi tipo, aprire e chiudere fidi, operare sui conti bancari, rappresentare la società in giudizio e presso una serie di enti pubblici , nominare avvocati , svolgere qualsiasi pratica fiscale ecc. La signora Di Guardo «prima di dedicarsi alla scrittura (romanzi, ndr), ha lavorato come vicedirettrice dello showroom di Blumarine», si legge in una sua breve biografia. In Sisterhood è dunque, tecnicamente, procuratrice della società.

E la mossa, continua Il Corriere, ha tutta l’aria di essere un “commissariamento” di Fabio Damato, storico manager che da anni affianca Chiara Ferragni, anche lui travolto dal pandorogate. Il portafoglio di deleghe della Di Guardo, infatti, si sovrappone perfettamente a quello di Damato. Ora nelle società operative molti si aspettano un passo indietro di Chiara Ferragni, che è presidente di TBS Crew e amministratore delegato di Fenice, forse troppe responsabilità gestionali concentrate formalmente sulle spalle della fondatrice, tra l'altro sotto inchiesta per l'ipotesi di truffa aggravata.La crescita esponenziale degli affari ha moltiplicato l’esigenza di un’adeguata compliance (cioè il presidio per il rispetto delle regole e la tutela della reputazione aziendale) che forse andrebbe (e andava) irrobustita con un maggior coinvolgimento di professionalità ad hoc.






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