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Fondo Safe, quanti miliardi spettano all’Italia e come funziona

L’Italia ha prenotato fino a 14,9 miliardi dal Fondo Safe. Sono prestiti Ue agevolati destinati alla difesa comune

Fondo Safe, quanti miliardi spettano all’Italia e come funziona
Esercito Italiano

All’Italia è stato assegnato un massimale di 14,9 miliardi di euro attraverso Safe, lo strumento europeo per finanziare acquisti e investimenti comuni nella difesa.

Non si tratta di contributi a fondo perduto. Le risorse sono prestiti agevolati che lo Stato dovrà restituire e che potranno essere utilizzati soltanto dopo la definizione degli accordi con l’Unione europea.

Fondo Safe, Italia: quanti soldi riceverà davvero il nostro Paese

Il governo ha prenotato l’intero massimale di 14,9 miliardi, ma non ha ancora stabilito se utilizzerà tutta la somma. Antonio Tajani ha precisato che la decisione definitiva dovrà essere presa entro la fine del 2026. La cifra non equivale quindi a un trasferimento già avvenuto nelle casse dello Stato.

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La prenotazione consente di non perdere subito la quota assegnata. L’effettivo ricorso ai prestiti richiede però la firma degli accordi esecutivi e la valutazione del ministero dell’Economia.

Fondo Safe, come funziona

Safe consente alla Commissione europea di raccogliere risorse sui mercati e di prestarle agli Stati membri a condizioni più favorevoli rispetto a quelle che alcuni Paesi otterrebbero autonomamente.

I prestiti possono avere una durata molto lunga, indicata fino a 45 anni. L’obiettivo è finanziare programmi comuni, ridurre la frammentazione degli acquisti militari e aumentare la capacità produttiva europea.

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Gli investimenti possono riguardare munizioni, sistemi di difesa aerea, droni, infrastrutture, mobilità militare, capacità informatiche e altre tecnologie indicate nei programmi europei.

Una parte significativa dei prodotti deve provenire dall’industria europea o da Paesi ammessi agli accordi. I progetti condivisi tra più Stati ricevono una corsia preferenziale.

Fondo Safe, Italia: i 14,9 miliardi aumentano il debito

I fondi di Safe dovranno essere restituiti. Per la contabilità pubblica rappresentano quindi nuovo debito, anche se distribuito su un periodo lungo e con condizioni finanziarie agevolate.

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Il vantaggio dipende dalla differenza tra il costo dei prestiti europei e quello dei titoli di Stato italiani. Il governo dovrà valutare anche l’effetto sulla spesa annuale, sui programmi già finanziati e sugli obiettivi concordati con Bruxelles.

Il confronto politico riguarda la quantità di risorse da utilizzare e la destinazione degli investimenti.

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