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Economia
Pensioni Quota 100: rinnovo pure nel 2022: rilancio dell'ultima ora. Riforma news
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Pensioni Quota 100: rinnovo pure nel 2022: Salvini rilancia. Riforma news

Quota 100 pensioni addio (31 dicembre 2021)? Macché. Matteo Salvini rilancia. Non è la prima volta che lo fa negli ultimi giorni: il leader della Lega è determinato a difendere questa misura di pensionamento anticipato che il Carroccio varò nel 2018 nel governo con il M5S. Mentre si lavora per evitare lo scalone di 5 anni che faccia precipatare tutti verso la pensione di vecchiaia (67 anni), Salvini spiega che quota 100 non va data per morta.  "In cima alla mia agenda ci sono quota cento e il lavoro, la mia priorita' da qui al 31 dicembre e' mettere in sicurezza il lavoro e le pensioni. Questo lo dico gia' oggi. Se qualcuno all'interno del Governo pensa di azzerare quota cento e tornare alla Legge Fornero la Lega non sara' mai d'accordo"

Pensioni quota 100 addio: quota 41, Ape Sociale riforzata: le ipotesi sulla riforma

Quota 100 pensioni verrà prolungata come dice Matteo Salvini o viaggia veloce verso la sua fine (ossia il sistema che permette di uscire dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi), ma il futuro della riforma previdenziale non è ancora scritto. Cosa accadrà nel 2022? I contatti tra le parti sociali sono aperti e si lavora per trovare la quadra. Tanto si è parlato in queste settimane di quota 41 (ossia in pensione con 41 anni di contributi qualsiasi sia l'età anagrafica), l'Ape Sociale rinforzata e strutturata, piuttosto che di un'uscita dal lavoro flessibile a 62/63 anni. Intanto dalla Cisl arriva un'indicazione: sui lavori gravosi serve più flessibilità uscita.

Pensioni, Cisl: su lavori gravosi serve più flessibilità uscita

"Requisiti troppo elevati per la pensione riducono l'aspettativa di vita in molte professioni particolarmente gravose. E' quindi indispensabile prevedere una maggiore flessibilità nell'accesso alla pensione". E' quanto sottolinea la Cisl in una nota commentando il documento della commissione istituzionale di studio sui lavori gravosi. "L'approfondito lavoro della commissione prende in considerazione dati Inps, Inail e Istat oltre a indicatori di molteplici studi scientifici sul livello di infortuni e malattie professionali, sull'onerosità ergonomica e il carico psicosociale nelle varie professioni, confermando quanto da sempre sostenuto dalla Cisl circa la necessità di prestare una particolare attenzione alla previdenza dei lavoratori impegnati in attività particolarmente faticose. Le istanze presentate nella piattaforma sulla previdenza da Cgil, Cisl e Uil per l'accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età, così come la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall'età per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, si confermano ancora una volta attuali, perché le Pensioni non sono un privilegio, ma un diritto dopo una vita di duro lavoro".

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