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Economia
Volvo rimette le mani in Borsa: possibile Ipo da 25 mld e gigafactory nel '26

Volvo, possibile ritorno in Borsa con Ipo da 25 miliardi di dollari e una giga-factory di batterie elettriche entro il 2026

Volvo torna sui propri passi. Dopo le indiscrezioni, è arrivata la conferma: Volvo Cars, il gruppo automobilistico svedese controllato dalla cinese Zhejiang Geely Holding, intende quotarsi alla Borsa di Stoccolma, sul listino Nasdaq Stockholm. Come si legge in una nota, la società punta a raccogliere 25 miliardi di corone svedesi, circa 2,5 miliardi di euro. Nell'ambito dell'operazione è possibile che Geely venda una parte delle proprie azioni, ma Geely Sweden intende restare il maggiore azionista del gruppo.

Inoltre, al completamento dell'Ipo, Amf e Folksam, attuali azionisti istituzionali svedesi, dovrebbero restare azionisti di Volvo Cars. La società, che era stata venduta da Ford Motor a Geely nel 2010 per 1,8 miliardi di dollari, ha spiegato che l'Ipo arriverà dopo "la crescita record delle vendite e dei ricavi nella prima metà del 2021" ed è volta a "dare agli azionisti l’opportunità di investire in una delle aziende automobilistiche premium con più rapida crescita al mondo". La quotazione punta a sostenere la crescita futura e la creazione di valore, rafforzando il marchio e accelerando la strategia di trasformazione.

In questo decennio, il gruppo cinese ha investito in Volvo Cars più di 11 miliardi di dollari, finanziando una modernizzazione della gamma, l'evoluzione verso la rapida elettrificazione dell'offerta e l'apertura di fabbriche in Cina che hanno aiutato il brand a rispondere alla crescente richiesta dei consumatori locali. Nei primi sei mesi di quest'anno, Volvo ha realizzato un profitto di 13,24 miliardi di corone svedesi più del doppio de 5,52 miliardi di utile realizzato nello stesso periodo del 2019, prima dello scoppio della crisi coronavirus.

Secondo gli analisti della Casa svedese, che già nei mesi scorsi avevano anticipato il possibile sbarco in Borsa, potrebbe utilizzare il denaro raccolto dall’Ipo per sostenere la strategia che dovrebbe trasformare il brand in produttore di auto 100% elettriche entro il 2030, con la costruzione in Europa di una giga-factory di batterie entro il 2026.

Parlando di e-vehicles, un altro concorrente di Tesla fa il grande passo a Wall Street. Dopo Nio, Xpeng e Lio, è il turno di Polestar. Il gruppo svedese, controllato da Volvo e dalla cinese Geely, si prepara a sbarcare al Nasdaq con una quotazione da ben 20 miliardi di dollari. Polestar ha commercializzato solo due modelli di auto elettriche di lusso dalla sua creazione nel 2017 e ha venduto 10 mila veicoli nel 2020.

La società mira a espandersi in breve tempo e punta a vendere 290.000 auto l’anno entro il 2025. La quotazione della società svedese sarà effettuata fondendo Polestar con una Spac (Società di acquisizioni di scopo speciale) chiamata Gores Guggenheim, costituita dalle società di investimento statunitensi The Gores Group e Guggenheim Capital.

L’accordo dovrebbe concludersi nella prima metà del 2022. Se andasse in porto l’operazione, la valutazione di oltre 20 miliardi di dollari (17 miliardi di euro) posizionerebbe il marchio svedese appena dietro Nissan, e davanti a Renault, Tata Motors o Subaru.

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