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Esteri
Boris Johnson mollato dai fedelissimi. Ora Sunak sfida la nuova Thatcher

Boris Johnson mollato anche dai fedelissimi Tories per le feste

Boris Johnson traballa. Ora sul serio. I party organizzati durante la pandemia da Covid-19 potrebbero interrompere in anticipo l'esperienza alla guida del Regno Unito dell'ex giornalista ed ex sindaco di Londra. Anche perché a chiedere le sue dimissioni non è più solo l'opposizione, ma ora è anche la stessa maggioranza da lui stesso guidata da Downing Street.

Lo stillicidio di notizie sulle feste organizzate nella strada più celebre d'Inghilterra sta creando turbolenze difficilmente controllabili tra i Tories. L'ultima novità è quella dei ricevimenti organizzati, sempre e rigorosamente senza seguire le regole anti-Covid, proprio alla vigilia del funerale del principe Filippo. A mollare Johnson ora ci sono anche i fedelissimi, a partire da Andrew Bridgen, fido collaboratore di Johnson che si è adoperato (con successo) a portarlo alla guida del goveno nel 2019. 

Il fedelissimo Bridgen sfiducia Johnson: "Ora si dimetta, basta squallore"

Bridgen ha raccontato di aver inviato una lettera di sfiducia al presidente del capo gruppo parlamentare dei conservatori (il Comitato 1922). La posizione di Johnson è definita come "insostenibile" e lo stesso Bridgen ha affermato che c'è un "vuoto morale nel cuore del nostro governo". Aggiungendo: "Chiedo al primo ministro di dimettersi, c'è ancora tempo per fare la cosa giusta. Negli anni a venire, Boris sarà ricordato per averci dato la Brexit e guidato attraverso una pandemia", ha scritto ancora.

"La sua eredità non dovrebbe legarsi allo squallore, ma piuttosto al fatto di sapere quando è il momento giusto per lasciare la scena", ha concluso Bridgen. Un brutto colpo per Johnson, che si sta vedendo letteralmente crollare il terreno sotto i piedi. E insieme a lui soffre anche il suo "cerchio magico", come per esempio James Slack, già direttore della comunicazione di Johnson, e uno dei suoi fotografi personali.

Boris Johnson vicino alle dimissioni, i laburisti di Starmer sperano

Mentre Boris annaspa per non affogare, inizia già la corsa alla sua successione. Chiaramente ci sono i laburisti che osservano con attenzione quanto accade, anche perché il partito di Keir Starmer si è rilanciato dopo il periodo buio di Jeremy Corbyn, guardando soprattutto verso il centro e accantonando l'approccio da ala sinistra degli anni scorsi. Secondo un rilevamento di YouGov pubblicato dal Times, i Labour avrebbero di ben dieci punti di un vantaggio sui Tories.

Inutile dire che i laburisti hanno l'acquolina in bocca, visto che è dal 2005 che non vincono le elezioni parlamentari e sognano di tornare alle urne. Ma intanto i conservatori cercano un nome interno per la successione. I nomi più quotati sono due: l'attuale ministra degli Esteri Liz Truss e il cancelliere dello scacchiere Rishi Sunak

La favorita per la successione è Liz Truss, scozzese considerata come la nuova Thatcher

Liz Truss viene già identificata dai media britannici come una sorta di nuova Thatcher, soprattutto per il suo approccio riformista all'interno del grande partito conservatore. Nata a Oxford da genitori da lei descritti come "a sinistra del Labour", si è unita ai Tories nel 1996. Conosciuta come figura efficiente e riformatrice, è sbarcata al governo con Johnson, prima come Segretario di Stato per il commercio internazionale e di Presidente del Board of Trade. Poi come ministro delle donne e delle pari opportunità.

Dal 2021 Truss è diventata ministro degli Esteri e figura di riferimento per la Brexit. Una personalità dunque individuata come competente su vari fronti, dal commercio alla diplomazia fino ai diritti civili. E c'è un altro aspetto che la rende appettibile: è cresciuta in Scozia. Un particolare da non trascurare in tempi in cui Edimburgo vorrebbe un nuovo referendum di indipendenza dopo quello fallito nel 2014.

Il lealista Rishi Sunak sfida Liz Truss dal Tesoro

Lo sfidante principale è Rishi Sunak, attuale cancelliere dello scacchiere. Sunak, origini indiane, è considerato un lealista di Johnson. Tanto che sulla sua nomina al posto di Sajid Javid c'erano state polemiche per l'apparente rottura dell'indipendenza totale del Tesoro da Downing Street. Ora però Sunak si candida a prendere il posto del suo "protettore". Si tratta di un nome quotato anche per l'efficiente gestione economica della pandemia. Tanto che secondo i sondaggi si tratta del cancelliere dello scacchiere più apprezzato nel Regno Unito da lungo tempo.

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