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Esteri
Ucraina, Mosca: "Niente presupposti di pace". La Cina dialoga anche con Kiev
Guerra Russia-Ucraina, raid ucraino su palazzo governo a Donetsk

Guerra in Ucraina, il portavoce russo Peskov: “Nessun presupposto per la pace. La Crimea non tornerà a Kiev”

Non accenna a fermarsi l’offensiva russa, che anche nella notte ha fatto volare 11 droni sui cieli dell’Ucraina, poi abbattuti dalle forze militari gialloblù. Mosca "per ora non vede alcun presupposto affinchè la situazione in Ucraina vada in una direzione pacifica e questo comporta il proseguimento dell'operazione speciale" ribadisce il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, commentando con la stampa la proposta di una soluzione pacifica del conflitto avanzata dalla Cina la settimana scorsa. "Qualsiasi tentativo volto a produrre un piano che avvii il conflitto su un percorso di pace merita attenzione. Consideriamo il piano dei nostri amici cinesi con grande attenzione" ha affermato. "Per quanto riguarda i dettagli, dovrebbero essere oggetto di un'analisi approfondita, tenendo conto degli interessi delle parti, molto diverse. Questo è un processo molto faticoso", ha sottolineato Peskov.

Ma chiosa: “E' ‘inimmaginabile’ che la Crimea possa tornare a far parte dell'Ucraina. È parte integrante della Federazione Russa"

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Conflitto Russia – Ucraina, Pechino: “Manteniamo il dialogo aperto con tutte le parti, anche con Kiev”

La stessa Cina, peraltro, ribadisce la propria posizione “coerente e chiara. Il nocciolo è chiedere la pace e promuovere il dialogo e una soluzione politica alla crisi. Abbiamo sempre mantenuto la comunicazione con le parti coinvolte, compresa l'Ucraina" sottolinea un portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante una conferenza stampa. E aggiunge: "Mentre gli Stati Uniti intensificano i loro sforzi per inviare armi ad una delle parti in conflitto, con il risultato di una guerra infinita, continuano a venir diffuse false informazioni su fornitura di armi da parte della Cina alla Russia. Sono gli stessi Usa che voglioni "cogliere l'opportunità di sanzionare società cinesi senza motivo: questo è apertamente bullismo e doppio standard".

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