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Esteri
Su come sia nato il Covid continua il mistero e pure la guerra tra Cina e Usa

Sul Covid-19 sappiamo quasi tutto. Come avviene la trasmissione, come difenderci con le mascherine, con l’igiene delle mani e con la distanza di sicurezza. Sappiamo che Big Pharma ha sviluppato, anche grazie a giganteschi contributi pubblici, vaccini efficaci a tempo di record. 

Quello che tutto il mondo però ancora ignora, ad eccezione della Cina, come e dove si sia sviluppato il virus, causa della peggiore pandemia del secolo con 3,5 milioni di morti.

Al momento due le ipotesi più accreditate: che sia nato nella città cinese di Wuhan in un mercato di animali vivi o che sia stato perso in un incidente nel laboratorio della stessa Wuhan.

La seconda, ai tempi sostenuta soprattutto dalla forza di Donald Trump,  rendeva la Cina colpevole di un complotto per abbattere l’Occidente con un’arma biologica. 

Fino ad ora si era abbastanza d’accordo nello scartare la teoria complottista ma adesso qualche dubbio comincia ad affiorare. Soprattutto da quando 18 scienziati americani di Yale, Harvard e Stanford hanno fatto pubblicare su Science una lettera in cui hanno chiesto di considerare seriamente l’ipotesi perchè al momento non esistevano ancora sufficienti dati per escluderla.

Lo stesso Anthony Fauci, virologo mondiale ha chiesto che si continui ad indagare su quanto accaduto in Cina perchè la verità attuale non è sufficiente.

Anche Joe Biden ha detto che al momento le due ipotesi sono entrambe possibili.

L’Intelligence americana, pur non avendo terminato le indagini, è d’accordo sui “due probabili scenari”, quello del contatto animale-uomo e l'incidente di laboratorio. Ma si è presa ancora 90 giorni.

Il tempo che passa e la chiusura del governo cinese su questo tema di certo non aiutano a chiarire le vere ragioni.

Pochi giorni fa il Wall Street Journal ha pubblicato ha scritto che già alla fine del 2019 tre ricercatori del laboratorio di Wuhan si erano ammalati di Coronavirus.La notizia era stata confermata anche negli ultimi giorni dell’Amministrazione Trump.

Il laboratorio cinese è sospettato per le ricerche con virus di pipistrelli che avrebbero causato la morte per polmonite di sei minatori già nel 2012. I corpi avevano tracce di tipi diversi di Coronavirus.Ma anche in quel caso il muro di silenzio degli scienziati cinesi era stato abbastanza compatto.

Ovviamente nella comunità internazionale la sfiducia è ancora molto evidente. La missione dell'OMS ha potuto stare solo tre ore nei laboratori di Wuhan e con un percorso “telecomandato”.

Dopo la missione il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva detto che tutte le ipotesi erano aperte e bisogna investigare ancora.

Adesso, dopo oltre un anno, l’OMS indica di stare rivedendo le raccomandazioni del rapporto sull'origine del virus a livello tecnico, e che le prossime indagini avrebbero incluso l'ipotesi dell'incidente del laboratorio, ma non è chiaro se verranno effettuate.

Che si possa pensare ad una seconda missione dell’Organizzzione in Cina è altamente improbabile.La Cina avrebbe derubricato il problema ed anzi alcuni scienziati fondamentalisti hanno persino ipotizzato che il complotto sarebbe stato americano e il virus arrivato a Wuhan nell'ottobre 2019 sarebbe stato portato dai soldati statunitensi che hanno partecipato ai Giochi Militari tenutisi in quella città.

Anche ora Pechino insiste che gli Stati Uniti dovrebbero consentire ai propri laboratori di armi biologiche militari a Fort Detrick un'ispezione simile a quella dell'OMS a Wuhan all'inizio di quest'anno.

Le accuse e le controaccuse tra Washington e Pechino sono continuate durante tutta la pandemia. Risultati zero e 3,5 milioni di morti. E il mistero è sempre sul tavolo.

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